Iraq: nuovo attacco contro la base di Ain al-Asad

Pubblicato il 25 maggio 2021 alle 20:02 in Iraq USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La base irachena di Ain al-Asad, che ospita forze armate statunitensi ed internazionali, è stata colpita da un nuovo attacco con razzo, il 24 maggio. Nessuno è rimasto ferito, secondo un portavoce della coalizione.

Il colonnello dell’esercito degli Stati Uniti, Wayne Marotto, portavoce della coalizione militare internazionale contro lo Stato Islamico, guidata dagli USA, ha riferito, in un post su Twitter, che l’attacco era avvenuto alle 13:35, ora locale e ha aggiunto che i danni alle strutture erano in fase di valutazione. Non c’è stata alcuna rivendicazione della responsabilità dell’assalto, che arriva a due settimane da un precedente tentativo contro la stessa base, effettuato l’8 maggio da un sistema di sorveglianza aerea senza pilota. In quell’occasione, Marotto aveva confermato che l’attacco era avvenuto alle 2 del mattino, ora locale, e aveva causato danni a un hangar, ma non aveva fatto feriti o vittime. Anche in quel caso non c’era stata rivendicazione di responsabilità da parte di alcuna organizzazione terroristica. Tuttavia, gli USA hanno spesso accusato le milizie sciite, collegate all’Iran, di celarsi dietro queste violenze. 

Il precedente attacco si era verificato il 3 maggio, quando sei razzi sono stati lanciati contro la base aerea irachena di Balad, a Nord di Baghdad, causando il ferimento di un appaltatore straniero che lavorava per un’azienda statunitense. È stato il secondo attacco contro gli interessi statunitensi in Iraq, in meno di 24 ore. Nella notte tra domenica 2 maggio e lunedì 3 maggio, due razzi  di tipo Katyusha erano stati lanciati nel perimetro dell’aeroporto internazionale di Baghdad, verso la zona in cui sono stanziate le truppe della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Un razzo è stato intercettato e distrutto e non ci sono state segnalazioni di danni o vittime. 

Oltre 30 attacchi hanno preso di mira obiettivi statunitensi in Iraq, da quando il presidente Joe Biden è entrato in carica, il 20 gennaio. L’assalto precedente a quelli del 3 maggio si era verificato il 22 aprile e aveva colpito sempre l’aeroporto internazionale di Baghdad. Invece, il 14 aprile, un attacco missilistico aveva colpito l’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno. Secondo il Ministero dell’Interno, anche in questo caso l’obiettivo era la sezione militare dell’aeroporto, dove sono stanziate le forze della coalizione internazionale a guida statunitense. Quest’ultimo era stato rivendicato da un gruppo noto come Saraya Awlia al-Dam, ovvero i “Guardiani delle Brigate di Sangue”, già responsabili di un altro attacco con missili lanciato il 15 febbraio scorso, anch’esso perpetrato contro il medesimo aeroporto. In tale occasione, gli autori avevano specificato che il reale obiettivo erano i cittadini statunitensi presenti in Iraq e che, pertanto, il loro attentato era da considerarsi una forma di vendetta per la morte dei loro leader martirizzati. 

A proposito della presenza straniera nel Paese, durante l’ultimo round del dialogo strategico tra Baghdad e Washington, tenutosi il 7 aprile, i due Paesi hanno stabilito che le truppe da combattimento statunitensi, impegnate nella lotta allo Stato Islamico, abbandoneranno l’Iraq, mentre le forze degli USA continueranno a fornire consulenza e addestramento. In tale data, i delegati iracheni e statunitensi si sono incontrati nel quadro del cosiddetto “dialogo strategico”, promosso dal premier di Baghdad, Mustafa al-Kadhimi, proprio con l’obiettivo di definire il ruolo degli Stati Uniti nel Paese e discutere del futuro delle relazioni economiche, politiche e in materia di sicurezza tra le due parti. Il fine ultimo è creare una sorta di stabilità nell’asse Washington-Baghdad e rafforzare i legami tra i due Paesi sulla base di interessi reciproci.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.