Cina-USA: la competizione per costruire la rete 5G in Etiopia

Pubblicato il 25 maggio 2021 alle 16:14 in Cina Etiopia USA e Canada

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L’Etiopia, il 22 maggio, ha annunciato che il consorzio di aziende guidate Vodafone, sostenuto dall’agenzia statunitense International Development Finance Corp. (DFC), ha vinto la gara per la costruzione della rete wireless 5G del Paese, a spese della multinazionale  sudafricana di telefonia mobile MTN Group, sostenuta dal Fondo per le Vie della Seta della Cina.

L’Agenzia per le comunicazioni dell’Etiopia, ha annunciato l’assegnazione dell’appalto tramite un post su Twitter, affermando che la realizzazione della rete 5G ha segnato l’inizio di una “nuova era” nel Paese e ha dimostrato l’impegno del governo per un servizio di comunicazione di qualità per cittadini e aziende.

Come sottolineato sia dallo Wall Street Journal, la competizione per la costruzione della rete 5G etiope ha un ampio significato geopolitico in quanto si inserire nella competizione globale tra Cina e USA nell’ambito delle tecnologie, che ha finora coinvolto più settori, compreso il 5G e quello dei chip. Per la testata statunitense, dopo aver bloccato le attività di Huawei nel proprio Paese, gli USA starebbero cercando di sfidare la Cina anche all’estero, impiegando nuovi strumenti finanziari quali la US Foreign Aid Agency. Quest’ultima è un progetto multimiliardario che offre prestiti ad interessi bassi ponendo come condizione il vincolo di non poter utilizzare i fondi ricevuti per acquistare strumentazione di telecomunicazione prodotta dalle aziende cinesi Huawei e ZTE Corp. Secondo il presidente di Fairfax Africa Fund LLC, Zemedeneh Negatu, gli USA e la Cina starebbero combattendo per ottenere l’una maggiore influenza rispetto all’altra nel Paese africano.

Lo MTN Group, che è la più grande azienda di telecomunicazioni del continente africano, aveva partecipato alla gara d’appalto per costruire la rete 5G in Etiopia in partenariato con il Fondo per le Vie della Seta che riceve investimenti dalle banche cinesi China Development Bank ed Export-Import Bank of China. Al contrario, Vodafone Group è stato appoggiato da DFC, un’agenzia finanziata dal governo statunitense creata nel 2019 con l’obiettivo di fornire un’alternativa ai finanziamenti cinesi per i progetti infrastrutturali all’estero.

Alla fine del 2020, la DFC aveva approvato un prestito di 500 milioni di dollari per il gruppo di aziende guidato Vodafone nel caso in cui avesse ottenuto l’incarico dal governo di Addis Abeba. Se erogati, i finanziamenti statunitensi dovrebbero avere tassi di interesse inferiori a quelli delle banche commerciali, con lo scopo di consentire agli operatori locali di acquistare tecnologie da fornitori non cinesi. Tra questi potrebbero esservi Ericsson AB, Nokia Corp. o Samsung Electronics Co., le cui apparecchiature sono più costose di quelle commerciate da Huawei o ZTE. Tuttavia, il 21 maggio, DFC aveva affermato di stare lavorando con agenzie governative statunitensi per monitorare la situazione nella regione etiope del Tigray, dove dal 4 al 29 novembre è stato combattuto un conflitto interno che è stato criticato dal governo statunitense. DFC ha affermato che considererà l’impatto delle vicende regionali nel prendere la decisione di finanziare il consorzio di aziende guidato da Vodafone.

In particolare, il 4 novembre scorso, il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, aveva lanciato una campagna militare contro il Fronte di liberazione popolare del Tigray (TPLF), che al tempo era a capo della regione e che aveva contestato per mesi il governo centrale di Addis Abeba. Abiy aveva accusato il TPLF di tradimento e terrorismo e aveva avviato una campagna militare per riportare l’ordine nella regione che aveva poi dichiarato conclusa il successivo 29 novembre, con la conquista della capitale regionale, Mekelle. In tale contesto, Washington ha accusato il governo etiope di atti di “pulizia etnica” nella regione del Tigray, l’11 marzo scorso, e ha poi imposto sanzioni su funzionari etiopi ed eritrei accusati di coinvolgimento nel conflitto civile nella regione, il 23 maggio scorso.

Rispetto alla presenza cinese nel Paese africano, invece, nel corso degli ultimi due decenni, Addis Abeba ha sviluppato rapporti commerciali con la Cina e, tra il 2000 e il 2018, ha firmato accordi con creditori cinesi per un valore totale di 13,7 miliardi di dollari. Di questi, 3 miliardi sarebbero andati a progetti di telecomunicazione infrastrutturali portati avanti con Huawei e ZTE. Dal mese di aprile 2019, l’Etiopia ha poi aderito al progetto di investimenti e infrastrutture delle Nuove Vie della Seta, lanciato da Pechino nel 2013, all’interno del quale ha una posizione strategica vista la collocazione del Paese nel Corno D’Africa. Per lo stesso motivo, l’Etiopia è un Paese strategico anche per gli USA.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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