Cina-Rep. Dem. del Congo: timori per i contratti delle attività estrattive

Pubblicato il 25 maggio 2021 alle 7:31 in Cina Rep. Dem. del Congo

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Il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix Tshisekedi, ha visitato l’azienda sino-congolese Sicomines, una sussidiaria della China Railway Resorces Group, il 13 maggio. L’evento si colloca nell’ambito di una visita del leader alla cittadina di Kolwezi, durante la quale ha affermato di voler rivedere una serie di accordi conclusi dal suo predecessore, Joseph Kabila, con aziende estrattive straniere che avrebbero negato ricchezze alla popolazione congolese.

Secondo quanto riferito dall’ambasciata cinese nella Repubblica Democratica del Congo, durante la visita a Sicomines, Tshisekedi ha affermato di essere convinto che Pechino ha intenzione di sostenere lo sviluppo economico e il miglioramento delle condizioni di vita nel Paese. Il presidente ha affermato di sperare che ciò si avveri e che i progetti intrapresi portino a benefici reciproci. Lo scorso 7 maggio, Tshisekedi aveva avuto una conversazione telefonica con il presidente cinese, Xi Jinping, con il quale ha deciso di continuare ad intensificare la cooperazione pragmatica in ogni settore tra i rispettivi Paesi.

Come ricordato dall’ambasciata cinese, l’insieme dei progetti di cooperazione tra Cina e Repubblica Democratica del Congo è portato avanti dalla collaborazione tra gruppi di aziende cinesi e il governo congolese attraverso il cosiddetto “progetto per le risorse”. La parte cinese si è impegnata a finanziare, portare avanti i lavori infrastrutturali e a stabilire la Sicomines, per sviluppare le risorse minerarie locali.  La prima parte del progetto era stata lancia nel 2013, mentre la seconda dovrebbe essere completata entro la fine del 2021, con una produzione annua di rame pari a 250.000 tonnellate. Al momento nel progetto sono stati riversati 4,3 miliardi di dollari.

Tshisekedi si è recato nell’impianto di Sicomines in occasione di una visita nella cittadina di Kolwezi, nella provincia di Katanga, dove operano almeno 40 aziende estrattive, 30 tra le quali sono cinesi. Secondo quanto riferito da South China Morning Post, Tshisekedi avrebbe affermato che sia giunto il momento di ribilanciare tale squilibrio. Oltre a questo, il presidente ha criticato il suo predecessore per aver stretto accordi che hanno negato ai congolesi la giusta quota di benessere derivante dalle risorse minerarie del loro Paese e che vuole rinegoziare. Tshisekedi ha dichiarato: “Ne ho avuto abbastanza. Sarò molto rigido con questi investitori che vengono ad arricchirsi. Arrivano a tasche vuote e se ne vanno che sono milionari”. Per il presidente è giunto il momento di rivedere i suoi contratti e concludere patti win-win.

Nel suo discorso Tshisekedi non ha fatto riferimento ad alcun investitore nello specifico ma, secondo speculazioni citate da South China Morning Post, tali riferimenti potrebbero essere diretti alle aziende cinesi che, dal 2012 hanno riversato nel Paese circa 10 miliardi di dollari.

La Repubblica Democratica del Congo è il maggior produttore di cobalto al mondo, registrando il 60% della produzione globale e le aziende cinesi hanno investito notevolmente nel Paese in tale settore. La Cina è il maggior importatore su scala globale di tale minerale e ne acquista circa 95.000 tonnellate ogni anno. Il cobalto è una componente essenziale per la produzione di batterie per veicoli elettrici e strumenti quali smartphone, tablet e computer portatili. Molte aziende cinesi hanno ampie partecipazioni nelle riserve di tali materiali nella Repubblica Democratica del Congo.

La Cina e la Repubblica Democratica del Congo avevano allacciato i rapporti diplomatici il 20 febbraio 1961 ma, dal successivo 18 settembre vi era stato uno stallo nei rapporti dovuto a questioni politiche e protrattosi fino al 24 novembre 1972, data della normalizzazione. Nel tempo, la Cina ha finanziato vari progetti infrastrutturali nella Repubblica Democratica del Congo e, dal 2016, con l’entrata in vigore dell’Accordo bilaterale per la promozione e la protezione degli investimenti, molte aziende cinesi hanno iniziato ad investire in Congo in campi che comprendono le telecomunicazioni, il settore estrattivo e la lavorazione del legno. Il 6 gennaio scorso, poi, la Repubblica Democratica del Congo è diventata il 45esimo Paese ad aderire al progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013.  Nella stessa data, Pechino aveva anche annunciato di aver cancellato i prestiti senza interessi maturati dalla Repubblica Democratica del Congo, per un valore di 28 milioni di dollari e ha promesso sostegno finanziario per 17 milioni di dollari, così da aiutare il Paese a superare l’impatto del coronavirus.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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