Biden e Al-Sisi parlano di Israele e Palestina, Blinken vola in Medio Oriente

Pubblicato il 25 maggio 2021 alle 9:21 in Egitto Israele USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha chiamato il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, il 24 maggio, con il quale ha parlato dei modi per rafforzare il cessate il fuoco israelo-palestinese, degli aiuti umanitari e degli sforzi per la ricostruzione nella Striscia di Gaza. Intanto, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, è partito per il Medio Oriente con l’obiettivo di consolidare il cessate il fuoco indetto il 20 maggio, e, oltre a parlare con i leader israeliani e dell’Autorità Palestinese, si recherà anche in Egitto e in Giordania.

Durante la telefonata tra Biden e Al-Sisi, i leader hanno parlato degli sforzi da fare per la Striscia di Gaza e dei modi per far ripartire il processo di pace tra israeliani e palestinesi dopo le ultime violenze, iniziate il 10 maggio scorso. In una dichiarazione rilasciata dalla presidenza egiziana, è stato affermato che Biden ha ribadito la determinazione statunitense a lavorare per “ripristinare la calma e le condizioni” in cui versavano i territori palestinesi prima degli ultimi scontri. Washington ha poi espresso l’intenzione di coordinare gli sforzi con tutti i partner internazionali per sostenere l’Autorità Palestinese e la ricostruzione. Nella telefonata, gli USA hanno specificato che gli sforzi profusi dovranno beneficiare la popolazione della Striscia di Gaza e non Hamas.

La telefonata tra Biden e Al-Sisi è stata la seconda dall’inizio delle ostilità tra Israele e la parte palestinese. Tuttavia, il 25 maggio, le parti hanno parlato anche di legami bilaterali, di altre questioni regionali, comprese la Libia e l’Iraq, e della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), la diga che l’Etiopia sta costruendo sul Nilo Azzurro, e che per l’Egitto e per il Sudan rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza nazionale. A proposito di quest’ultima, Biden e Al-Sisi hanno concordato di intensificare gli sforzi diplomatici per raggiungere un accordo che tuteli i diritti idrici e di sviluppo di tutte le parti coinvolte. In merito alla Libia, Biden e Al-Sisi ha ribadito l’impegno a sostegno delle elezioni del prossimo 24 dicembre e alla rimozione di tutte le forze straniere nel Paese. Per quanto riguarda l’Iraq, invece, le parti hanno espresso sostegno per l’impegno del governo a rafforzare la sua sovranità e indipendenza. Infine, le parti hanno parlato anche di diritti umani in Egitto e si sono impegnate ad avviare un dialogo trasparente.

L’Egitto ha mediato il cessate il fuoco concluso dopo undici giorni di scontri tra Israele e la Striscia di Gaza. In particolare, il 20 maggio, Israele e Hamas hanno confermato di aver indetto un cessate il fuoco a partire dalle 02:00 del 21 maggio che, ad oggi, è ancora in vigore.

Le ultime violenze tra Israele e Gaza erano nate in seguito a giorni di tensione tra le parti a Gerusalemme Est, avvenute in più luoghi sacri della zona. In particolare, il 10 maggio, le forze israeliane avevano preso d’assalto la moschea di al-Aqsa e avevano ricevuto un avvertimento da Hamas che aveva annunciato un attacco su larga scala se le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee, dal monte del Tempio e dal compound della moschea entro le 2:00 del mattino. Vista la mancanza di una risposta da parte di Israele, Hamas aveva iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e ha continuato anche nei giorni successivi. Agli attacchi del gruppo palestinese ha immediatamente fatto seguito la risposta israeliana.

Ad oggi, gli scontri hanno causato 248 vittime palestinesi, di cui 66 bambini, e 12 israeliane, di cui 2 bambini. Oltre a questo, funzionari palestinesi hanno dichiarato che i costi di ricostruzione saranno di decine di milioni di dollari. L’Egitto si è impegnato a fornire aiuti umanitari e 500 milioni di dollari per gli sforzi di ricostruzione inviando aziende egiziane.

I palestinesi rivendicano il proprio diritto sulla Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, aree che sono state loro sottratte da Israele in seguito alla guerra dei sei giorni, avvenuta nel 1967. Il 20 agosto 1993, la conclusione degli accordi di Oslo aveva portato alla creazione dell’Autorità Palestinese dell’anno successivo e aveva previsto per i territori contesi una soluzione a due Stati con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa in due parti, per risolvere le dispute tra Israele e Palestina. In tale contesto, nel 2007, Hamas, che è un’organizzazione palestinese considerata terroristica da alcuni Paesi, tra cui Israele e gli USA, ha preso il controllo della Striscia di Gaza dopo aver sconfitto le forze fedeli al presidente palestinese, Mahmoud Abbas, in un breve conflitto che fece seguito alla vittoria elettorale di Hamas sul partito Al-Fath alle elezioni svoltesi nei territori palestinesi nel 2006.

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Camilla Canestri

di Redazione

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