Scontro a fuoco alla frontiera tra Pakistan e Afghanistan

Pubblicato il 24 maggio 2021 alle 20:37 in Afghanistan Pakistan

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Un gruppo di militanti in Afghanistan ha avviato uno scontro a fuoco con le forze armate pakistane, stanziate presso una postazione militare nel Nord-Ovest del Pakistan, causando la morte di un soldato. 

La notizia è stata riferita il 23 maggio dall’agenzia stampa Associated Press (AP), che cita fonti militari pakistane. L’attacco transfrontaliero è avvenuto nel distretto del Nord Waziristan, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nella tarda notte tra il 22 e il 23 maggio. Secondo un comunicato militare pakistano, le truppe hanno risposto al fuoco e un giovane soldato è stato ucciso nello scontro. Nessuno ha rivendicato la responsabilità dell’attacco e l’esercito non ha fornito ulteriori dettagli sugli aggressori. Tuttavia, la dichiarazione ribadisce che il Pakistan ha costantemente chiesto all’Afghanistan di gestire e controllare il suo lato del confine. 

Da Kabul, il vice portavoce del Ministero della Difesa afghano, Fawad Aman, ha dichiarato che quasi tutti i gruppi militanti che combattono in Afghanistan hanno basi anche in Pakistan, sostenendo che la minaccia quindi non sia concentrata in Afghanistan. La regione di confine in questione è nota per il tuo territorio montagnoso, dove è facile per eventuali organizzazioni militanti armate, islamiste o separatiste, trovare rifugio. Si tratta del secondo scontro transfrontaliero del mese, poiché anche all’inizio del mese di maggio, militanti sul lato afghano hanno aperto il fuoco contro le truppe stanziate nel Pakistan Sud-occidentale, uccidendo almeno 4 soldati.

Il confine tra Pakistan e Afghanistan segue la cosiddetta “Linea Durand”, che si estende per 2640 chilometri. Tale delimitazione prende nome da Sir Mortimer Durand, Segretario degli Esteri della provincia del Raj ai tempi dell’impero britannico, che nel 1893 insieme all’Emiro afghano, Abdur Rahman Khan, negoziò i confini tra che poi il Pakistan erediterà alla sua nascita, con l’indipendenza nel 1947. La Linea Durand viene a volte chiamata anche “Linea Zero”. Il confine è noto per aver tagliato in due le realtà tribali locali e per aver ignorato, in particolare, le rivendicazioni dei pashtun, un gruppo etnico-linguistico indoeuropeo che abita storicamente la regione. 

Anche per questo motivo il confine ha continuato ad essere una fonte di tensione tra Afghanistan e Pakistan. Attualmente i leader pashtun di entrambi gli Stati non riconoscono la legittimità del confine e rivendicano la creazione di uno Stato indipendente per la propria nazione. In tale contesto operano gruppi militanti di diversa natura, tra cui il Baloch Liberation Army, un’organizzazione armata che combatte contro il governo di Islamabad per ottenere l’indipendenza della regione del Balochistan. Tale area, nonostante sia la più vasta del Pakistan, è scarsamente popolata.

Inoltre, l’organizzazione dei talebani pakistani, nota come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), il 22 aprile, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco contro un hotel della città pakistana di Quetta, capoluogo della provincia Sud-occidentale del Balochistan, che ha provocato 5 morti e 12 feriti, il 21 aprile. La struttura ospitava, tra gli altri, anche l’ambasciatore cinese nel Paese, Nong Rong, che ne è uscito illeso. I talebani pakistani hanno affermato che l’obiettivo dell’attacco erano i funzionari della sicurezza del Pakistan. Il portavoce dell’organizzazione ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato: “L’attentatore suicida ha colpito i funzionari di sicurezza esattamente come era stato pianificato”.

L’esplosione del 21 aprile è avvenuta nel parcheggio dell’hotel Serena di Quetta ed è stata innescata dall’esplosione di un carico di esplosivo collocato su un’automobile, da parte di un attentatore suicida. Quest’ultimo dettaglio è emerso in un secondo momento ed è stato confermato anche dal ministro dell’Interno del Pakistan, Sheikh Rashid Ahmed, il quale aveva parlato di “una mano straniera” nell’indicare chi fosse responsabile dell’accaduto. Il ministro pakistano Ahmed ha affermato che le agenzie di sicurezza del Pakistan combatteranno “gli sforzi profusi da Paesi confinanti per riorganizzare il TTP”. Il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha dichiarato che il Paese non permetterà a “questo mostro” di riemergere, aggiungendo che le autorità si trovano in uno stato di massima allerta e controllano sia le minacce interne, sia quelle esterne.

Infine, la regione è motivo di tensione anche tra Islamabad e Nuova Delhi. Il Pakistan ha più volte accusato l’India di sostenere gruppi di ribelli, anche in Afghanistan, per intraprendere una guerra per procura celata contro il Pakistan.  Lo scorso, 24 novembre 2020, le autorità pakistane avevano consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, un dossier in cui l’India era stata formalmente accusata di alimentare il terrorismo in Pakistan. Il governo pakistano aveva sostenuto di essere in possesso di prove che confermerebbero il legame e il sostegno dell’India alle organizzazioni terroristiche pakistane quali il TTP e i separatisti di etnia baloch. L’India, da parte sua, ha sempre negato tali insinuazioni e, al contrario, ha accusato Islamabad di sostenere e armare i militanti presenti nella porzione di Kashmir che ricade sotto l’autorità di Nuova Delhi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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