Russia: Tagikistan e Uzbekistan non ospiteranno le truppe USA

Pubblicato il 24 maggio 2021 alle 11:00 in Russia Tajikistan Uzbekistan

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L’inviato speciale della Russia per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, ha affermato, lunedì 24 maggio, che il Tagikistan e l’Uzbekistan non intendono fornire alle truppe statunitensi le proprie basi militari a seguito del ritiro dei soldati USA dall’Afghanistan, avviato il primo maggio.

Kabulov ha dichiarato, nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano russo Izvestija, di essere in contatto con i rappresentanti della delegazione uzbeka e tagika, i quali hanno reso noto che, a livello ufficiale, gli Stati Uniti non hanno ancora richiesto di poter dispiegare le proprie truppe presso le basi militari presenti nei Paesi. Tali dichiarazioni giungono a seguito di quanto riportato dal quotidiano statunitense Wall Street Journal, dove si presumeva che Washington avrebbe richiesto ai suddetti Paesi di mettere a sua disposizione le basi militari per collocarvi le risorse antiterroristiche USA precedentemente presenti in Afghanistan.

Nel caso in cui Dushanbe fosse interessato, l’inviato speciale della Russia ha altresì chiarito che il Tagikistan, in quanto membro dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), è tenuto a presentare alla CSTO la richiesta per un eventuale dispiegamento di truppe straniere. L’Organizzazione dovrà poi valutare se approvarla o meno. Per quanto riguarda l’Uzbekistan, è rilevante sottolineare che la Nazione, recentemente, ha approvato una legge che vieta la creazione di basi militari straniere sul proprio territorio. Altrettanto importante è tenere a mente la stretta cooperazione che lega l’Uzbekistan alla Russia, aspetto che, a detta degli analisti, ridurrebbe notevolmente la probabilità che gli USA dispieghino le proprie truppe nel Paese.

In precedenza, The Wall Street Journal, citando fonti proprie, aveva affermato che gli USA avrebbero potuto collocare i propri militari in ritiro dall’Afghanistan nei territori dell’Asia Centrale. Lo scopo sarebbe quello di “sostenere il governo afghano” ed evitare l’emersione di nuove cellule terroristiche nel Paese. Analoghe conclusioni erano state tratte dal quotidiano The Diplomat, il quale aveva chiarito che, tra i Paesi dell’Asia Centrale, l’Uzbekistan e il Tagikistan sarebbero stati i migliori candidati. Tra le principali motivazioni, centrale è il fatto che entrambi i Paesi confinano geograficamente con i territori controllati dai talebani. Inoltre, non di rado cittadini tagiki e uzbeki si sono uniti a gruppi estremisti presenti in Afghanistan.

L’Asia Centrale, negli ultimi 20 anni, in più occasioni ha ospitato le basi militari delle truppe statunitensi. L’Uzbekistan, a partire dall’ottobre 2001, ha stretto accordi con gli Stati Uniti per l’utilizzo di Karshi Khanabad (K-2), una vecchia base sovietica presente sul territorio del Paese. Tuttavia, nel giugno 2005, le relazioni uzbeko-statunitensi hanno iniziato a deteriorarsi e, causa della crisi interna, l’Uzbekistan ha ordinato agli USA di lasciare la base K-2 nell’arco di sei mesi. Inoltre, il 30 agosto 2012, il Parlamento uzbeko ha approvato una legislazione che vieta la presenza di basi militari straniere nel Paese. Tale legge è arrivata dopo che Tashkent si era ritirata dall’CSTO, un blocco militare guidato dalla Russia. Quanto al Tagikistan, Washington è ricorso sporadicamente alle basi militari presenti nel Paese, come l’aeroporto a Kulob, nel Nord-Est del Tagikistan. Tuttavia, non è da trascurare la costante presenza militare russa nell’area che, in passato, ha anche condotto pattugliamenti lungo il confine afghano-tagico.

Secondo gli analisti, ciò che ha spinto a dedurre che Uzbekistan e Tagikistan potessero ospitare i militari USA è stata la visita di alto livello del rappresentato speciale per la ricoinciliazione afghana degli Stati Uniti, l’ambasciatore Zalmay Khalilzad. Quest’ultimo ha avviato, il 2 maggio, un tour diplomatico in Asia Centrale. La prima tappa è stata Tashkent, dove è stato accolto dal ministro degli Affari Esteri dell’Uzbekistan, Abdulaziz Kamilov. In seguito, il 4 maggio, si è recato a Dushanbe, per incontrare il presidente tagiko, Emomali Rahmon.

Il tour in Asia Centrale è giunto in un momento particolare delle relazioni tra gli USA e l’Afghanistan perché, il 20 aprile, gli Stati Uniti hanno annunciato di aver avviato il ritiro delle truppe statunitensi e NATO dall’Afghanistan. Tale processo, secondo quanto dichiarato dal capo della Casa Bianca, Joe Biden, sarà completato entro l’11 settembre, data che coincide con il ventesimo anniversario degli attacchi terroristici agli Stati Uniti nel 2011 che hanno innescato il coinvolgimento militare di USA e NATO in Afghanistan.  

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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