Il Qatar sostiene il nuovo governo libico

Pubblicato il 24 maggio 2021 alle 19:13 in Libia Qatar

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Il Qatar ha dichiarato il suo sostegno al processo politico della Libia, finalizzato a far uscire la nazione nordafricana dalla crisi e a risolvere la questione delle interferenze straniere.

“Sosteniamo il percorso politico, sponsorizzato dalle Nazioni Unite, nella speranza che preservi l’integrità territoriale della Libia e prevenga interferenze straniere nei suoi affari interni”, ha affermato, durante una visita a Tripoli, domenica 23 maggio, il ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani. “I nostri scambi sono stati fruttuosi, in particolare sul sostegno al processo di transizione in Libia. La posizione del Qatar è ferma”, ha aggiunto, davanti ai giornalisti, al fianco della sua omologa libica, Najla al-Mangoush. Nel corso della sua visita, il ministro degli Esteri qatarino ha altresì incontrato il presidente del Consiglio presidenziale libico, Muhammad Almanfi, i vice presidenti, Mossa Al-Koni e Abdullah Hussein Al-Lafi, nonché i capi dell’Alto consiglio di Stato della Libia e del governo di unità nazionale, rispettivamente Khaled Ammar Al Mishri e Abdul Hamid Al Dbeiba.

Durante l’incontro tra Al-Thani e al-Mangoush sono stati affrontati vari temi relativi alla cooperazione bilaterale. In particolare, il ministro qatarino ha più volte evidenziato il sostegno della sua nazione all’attuale fase di transizione in Libia e ha ribadito la necessità di un’intesa per formare squadre di lavoro incaricate di valutare gli accordi tra i due Paesi ed esplorare opportunità per fornire supporto e cooperazione al popolo della Libia. Il Qatar, ha aggiunto Al-Thani, sosterrà sempre questi sforzi, e, in attesa della visita delle autorità libiche a Doha per discutere varie opportunità di cooperazione, il ministro ha espresso il proprio augurio di prosperità alla Libia.

Da parte sua, al-Mangoush ha sottolineato che, da quando è stato nominato il nuovo governo libico, diversi Paesi hanno riaperto le loro ambasciate a Tripoli. La speranza, ha dichiarato la ministra degli Esteri libica, è che Doha segua presto l’esempio degli altri Stati. “Penso di aver avuto buone notizie”, ha rivelato al-Mangoush, dopo l’incontro con Al-Thani, senza fornire ulteriori dettagli. La ministra ha poi elogiato il ruolo del Qatar e la sua posizione a sostegno della Libia fin dall’inizio della rivoluzione, nel 2011, e ha aggiunto di aver chiesto la formazione di commissioni congiunte per aggiornare ed attivare gli accordi tra i due Paesi in linea con la situazione attuale, in modo da servire gli interessi dei due popoli. Una menzione è stata poi riservata alle intese tra Libia e Qatar nel campo dell’elettricità, esprimendo la necessità di metterle in pratica il prima possibile. Tripoli, ha infine specificato la ministra libica, conta sulla politica e sulla diplomazia di Doha per sostenere e rafforzare la stabilità del Paese nordafricano a livello internazionale, in linea con le risoluzioni dell’ONU.

L’ esecutivo transitorio al momento al potere in Libia è stato nominato lo scorso 5 febbraio dal Forum di dialogo politico libico, riunitosi a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite. Tale governo dovrà guidare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021 e ha sostituito le due amministrazioni rivali fino a quel momento presenti nel Paese, il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli e la Camera dei rappresentanti di Tobruk.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica. Prima della formazione dell’esecutivo transitorio, oltre alla presenza di due amministrazioni separate, a livello militare si sono fronteggiate sul suolo libico, da un lato, le milizie legate al GNA, dall’altro, quelle dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar, vicine all’amministrazione di Tobruk. Il GNA è stato il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia sin dalla sua nascita, avvenuta il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, in Marocco, scaduti, però, il 17 dicembre 2017. Il GNA è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze dell’LNA sono state invece sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

Ad oggi, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il fuoco dallo scorso 23 ottobre, come concordato in seguito ad un incontro tra le delegazioni libiche dell’LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. A livello politico, invece, tutte le parti hanno espresso il loro sostegno all’esecutivo ad interim. Secondo le Nazioni Unite, tuttavia, più di 20.000 mercenari e militari stranieri sono ancora presenti in Libia. Tra questi, ci sono combattenti turchi, russi, sudanesi e ciadiani.

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Chiara Gentili

di Redazione

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