Italia: migrante si suicida dopo un’aggressione

Pubblicato il 24 maggio 2021 alle 18:36 in Immigrazione Italia

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Un migrante 23enne di origini guineane, Musa Balde, si è tolto la vita nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Torino. Il ragazzo si trovava lì dopo essere risultato irregolare dalle indagini scaturite in seguito ad un’aggressione di cui era stato vittima, a Ventimiglia, il 9 maggio. 

Il giovane si è suicidato, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 maggio, impiccandosi con le lenzuola. La procura di Torino ha avviato accertamenti sul caso dal momento che, secondo il garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, il 23enne non sarebbe stato seguito come la sua situazione richiedeva. “Una persona affidata alla responsabilità pubblica deve essere presa in carico e trattenuta nei modi che tengano conto della sua specifica situazione, dell’eventuale vulnerabilità e della sua fragilità. Questo non è avvenuto”, ha dichiarato Palma. L’avvocato del ragazzo, Gian Luca Vitale, ha altresì sottolineato che, nei confronti di Balde, nonostante la delicatezza del caso, non sarebbe stato attivato nessun tipo di sostegno di natura psicologica.

Erano passate circa due settimane da quando il guineano era stato aggredito a Ventimiglia da un gruppo di tre ragazzi che lo avevano colpito con calci, pugni e colpi di spranga presumibilmente in seguito ad un tentativo di rapina. L’episodio era avvenuto davanti ad un supermercato nel quale, secondo l’agenzia di stampa italiana Ansa, Balde avrebbe cercato di rubare qualcosa.

La polizia aveva ricostruito la dinamica dell’aggressione grazie ad un video postato su Facebook, alle testimonianze dei presenti e alle riprese delle telecamere di videosorveglianza. Prima l’alterco tra il migrante e i tre italiani, ad uno dei quali Balde avrebbe cercato di prendere il cellulare, poi l’inseguimento fuori dal supermercato e l’agguato con un paio di tubi di plastica dura raccolti da terra. Una volta messo con le spalle al muro, il 23enne guineano sarebbe stato preso a pugni in testa e in faccia, a calci sull’addome e a bastonate. La polizia di Imperia ci aveva messo meno di 24 ore a individuare le tre persone responsabili dell’aggressione, avvenuta proprio dietro al municipio e alla caserma della Polizia di Frontiera. Si trattava di due ragazzi siciliani, originari di Agrigento, uno di 28 e l’altro di 39 anni, e di un uomo di 44 anni, originario di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Tutti e tre, domiciliati a Ventimiglia, erano stati denunciati a piede libero per rispondere del reato di lesioni aggravate.

Dopo l’aggressione, il migrante guineano aveva trascorso 10 giorni in ospedale a Bordighera. Ricoverato per lesioni e trauma facciale era stato poi trasferito nel Cpr di Torino, da dove sarebbe stato espulso a breve. Già una volta era stato emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione. In isolamento per motivi sanitari, il ragazzo ha compiuto il suo gesto nella camera dove era stato rinchiuso prima di essere nuovamente obbligato a lasciare l’Italia.

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di Redazione

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