Vietnam: la popolazione alle urne per rinnovare il Parlamento

Pubblicato il 23 maggio 2021 alle 10:41 in Asia Vietnam

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La popolazione del Vietnam è stata chiamata alle urne, domenica 23 maggio, per eleggere i membri della 15esima Assemblea Nazionale e dei Consigli del Popolo a livello provinciale e distrettuale. Sono 868 i candidati che si contenderanno 500 seggi all’interno del corpo legislativo vietnamita, definito dalla Costituzione “il più alto organo del potere statale”.

I risultati sono attesi per il mese di giugno prossimo, entro due settimane dalle elezioni. Ciascun candidato dovrà ottenere almeno il 50% dei voti al primo round per entrare a far parte dell’Assemblea. Ad ogni modo, è il Partito Comunista del Vietnam (VCP) a governare, di fatto, il Paese monopartitico, esercitando la propria autorità attraverso un Comitato Centrale di 180 membri, il quale elegge a sua volta il Politburo, l’ufficio politico, durante i congressi del partito che si tengono ogni cinque anni. Tutte le posizioni governative, inoltre, sono ricoperte da membri del suddetto Partito. Non da ultimo, il VCP detiene il controllo anche del processo elettorale. Non esiste un’agenzia indipendente che sovrintenda alle elezioni e i candidati ritenuti sfavorevoli per il partito vengono talvolta esclusi in partenza.

Pertanto, con le elezioni del 23 maggio non ci si aspetta particolari cambiamenti nel Paese. Ciò che, invece, si prevede, è un tasso di affluenza elevato, sebbene siano state rivolte critiche contro le autorità vietnamite per le pratiche di repressione in materia di diritti umani. Nonostante la crescente apertura al cambiamento sociale nella nazione del Sud-Est asiatico e gli accordi di libero scambio raggiunti, il Partito Comunista, considerato uno degli ultimi partiti comunisti al potere nel mondo, mantiene uno stretto controllo sul Vietnam e sui suoi media e tollera poco dissenso. In tale quadro, sono state messe in luce pratiche di repressione sul web. Sebbene i social media siano in larga parte accessibili, le autorità utilizzano numerose leggi per punire i potenziali candidati per le loro attività online. Tuttavia, alle precedenti elezioni del 2016, il 99% dei 67,5 milioni di elettori registrati si è recato alle urne. Oltre al rispetto del suffragio universale da parte della popolazione vietnamita, a influire sull’alto tasso di affluenza vi è la possibilità per un membro di una famiglia di esprimere il proprio voto a nome di tutti i componenti.

Oggi sono quasi 69,2 milioni gli elettori registrati, mentre, rispetto alle elezioni del 2016, i candidati indipendenti sono diminuiti, passando da 97 a 74. Per circa il 92%, i candidati all’Assemblea nazionale sono membri del Partito Comunista, che essenzialmente controlla anche i candidati indipendenti. La lista dei candidati include la maggior parte del politburo e tutti i 180 membri del suo Comitato Centrale, incluso il capo del partito Nguyen Phu Trong, il candidato più anziano di 77 anni. Oltre a un processo di verifica a favore dei membri del VCP, almeno due candidati indipendenti sono stati arrestati e molti altri sono stati oggetto di intimidazioni per il loro coinvolgimento nel processo elettorale. Tra questi, vi è stato anche un difensore dei diritti umani, a cui è stato chiesto di firmare una dichiarazione in cui ha promesso di non competere. Un candidato indipendente che, invece, non è stato escluso è Luong The Huy, un attivista sociale che ha acceso il dibattito sui social media come primo candidato apertamente LGBT del Vietnam.

A detta di un analista vietnamita, l’Assemblea Nazionale, negli ultimi anni, ha fornito una revisione politica più critica delle proposte legislative del governo, nel tentativo di affermare maggiormente il proprio ruolo. Secondo le norme vigenti, l’Assemblea nazionale ha il potere di redigere, approvare e modificare la Costituzione e di approvare e modificare le leggi, il che le consente di definire le sue stesse prerogative, oltre a quelle del presidente, del governo, degli enti locali, della Corte Suprema del Popolo e della Procura Suprema del Popolo. Inoltre, l’organismo è responsabile dell’elaborazione e dell’approvazione di leggi di pianificazione economica e di bilancio, mentre può nominare e rimuovere ministri, e può dichiarare guerra e svolgere incarichi ritenuti essere necessari.

Poco prima delle elezioni del 23 maggio, sono state rinnovate le massime cariche del Paese, ovvero i tutti i cosiddetti “quattro pilastri”, il segretario generale del Partito comunista del Vietnam, il presidente di Stato, il primo ministro e il presidente dell’Assemblea nazionale. In particolare, Pham Minh Chinh, il 5 aprile, è stato nominato primo ministro e gli è stato affidato il compito di rilanciare l’economia di Hanoi nella fase post-pandemia, oltre a gestire la posizione del Vietnam nelle crescenti tensioni tra USA e Cina. Ciò significa che gli elettori chiamati alle urne il 23 maggio non avranno una grande influenza sul destino politico del Paese e la nuova Assemblea nazionale sarà di fatto chiamata a ratificare quanto già stabilito.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.