Libia e Tunisia continuano a rafforzare i legami di cooperazione

Pubblicato il 23 maggio 2021 alle 17:02 in Libia Tunisia

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In occasione della visita del premier tunisino, Hichem Mechichi, in Libia, Tripoli ha ribadito il proprio sostegno alla Tunisia, la quale si trova a far fronte a difficoltà a livello sia politico sia economico. Non da ultimo, domenica 23 maggio, è stato inaugurato il Forum economico libico-tunisino e la relativa mostra della durata di tre giorni.

Mechichi si è recato nella capitale libica il 22 maggio, per una visita, di due giorni, volta a potenziare i legami tra i due Paesi Nord-africani soprattutto sul versante economico. Ad accompagnarlo vi è stata una delegazione di alto livello composta, tra gli altri, da quattro ministri, dal governatore della Banca centrale, da capi di organizzazioni nazionali, e oltre 100 imprenditori. Al termine della prima giornata di colloqui, il 22 maggio, il premier ad interim Dbeibah ha affermato che il proprio Paese non lascerà la Tunisia da sola e che si impegnerà per potenziare i legami a livello economico, politico e sociale. A tal proposito, è stata annunciata la firma di un accordo che mira a facilitare ulteriormente gli scambi commerciali e la circolazione dei cittadini tra i due Paesi.

In tale quadro, verranno revocate le restrizioni sulla circolazione di merci provenienti dalla Tunisia via terra, e verranno presto chiarite alcune questioni riguardanti le condizioni dei lavoratori tunisini in Libia, mentre entrambe le parti si sono impegnate a risolvere problematiche in materia di sicurezza e debiti. Al contempo, Tripoli ha richiesto di sbloccare il denaro dei cittadini libici sequestrato dalla Tunisia nel corso della crisi libica, e ha esortato il governo tunisino a concedere loro il diritto di proprietà assoluta. L’esecutivo libico si è poi impegnato a inviare aiuti alle regioni tunisine meridionali per far fronte alla pandemia di Coronavirus, incluse dosi di vaccino, una volta che ve ne saranno abbastanza per la Libia.

Il destino dei due Paesi, ha affermato Dbeibah, è un destino comune e, pertanto, essi sono chiamati a lavorare per rimuovere tutte le barriere agli investitori, al flusso di merci e persone e a facilitare il movimento di fondi e crediti bancari. Infine, è stato lo stesso premier libico a evidenziare come, dall’inizio del proprio mandato, le relazioni tra Libia e Tunisia abbiano ricevuto un nuovo impulso. Ciò è stato testimoniato anche dalla ripresa dei voli della Tunisian Airlines dagli aeroporti libici, in particolare a Bengasi e nel Sud, rappresentando la prima compagnia aerea straniera a fare questo passo dal 2014.

Dal canto suo, Mechichi ha affermato che la Tunisia sta mettendo a disposizione dei libici le proprie competenze in diversi settori e sta anch’essa cooperando per rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione di merci e investimenti, così da favorire la crescita economica di entrambi i Paesi. A detta del premier tunisino, inoltre, la popolazione libica ha il diritto di possedere negozi e immobili di natura commerciale in Tunisia, alla luce della revoca delle restrizioni imposte dal 2018, riguardanti immobili di carattere residenziale. Il premier di Tunisi ha poi incontrato anche il capo del Consiglio presidenziale ad interim, Mohamed al-Menfi, e, anche in tale occasione, è stata ribadita la necessità di continuare sulla strada del dialogo, attraverso consultazioni di carattere sia politico sia economico.

La visita di Mechichi è avvenuta in concomitanza con l’inaugurazione del Forum economico e della relativa mostra organizzati congiuntamente da Libia e Tunisia nella capitale Tripoli. Questi hanno visto la partecipazione di circa 150 istituzioni tunisine, 170 aziende e più di 1.200 operatori economici, attivi in diversi settori, dal commercio alle infrastrutture all’edilizia fino agli ambiti bancario, alimentare e del turismo. Nel discorso di inaugurazione, Dbeibah ha esortato uomini d’affari e attori economici libici e tunisini a intensificare la comunicazione fra loro, così da favorire il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo di entrambi i Paesi.

La Libia rappresenta un partner commerciale rilevante per la Tunisia, considerato che, prima del 2011, il Paese assorbiva la maggior parte della produzione delle industrie alimentari e dei materiali da costruzione tunisini. In tal quadro, erano migliaia i tunisini che lavoravano in Libia, ma le ripetute chiusure dei confini hanno più volte interrotto gli scambi tra i due vicini.

Un primo segnale di ripresa è giunto il 17 maggio, quando, dopo un’interruzione durata circa sette anni, la compagnia aerea tunisina, Tunisian airlines, ha annunciato il ripristino dei voli tra l’aeroporto internazionale di Tunisi-Cartagine e le città libiche di Tripoli e Bengasi. Risale, invece, al 17 marzo, la visita del presidente tunisino, Kais Saied, in Libia, la prima di un capo di Stato straniero dalla nomina delle nuove autorità esecutive della Libia, elette il 5 febbraio scorso. 

A livello politico, la Tunisia, ponendosi su un medesimo fronte con l’Algeria, ha provato più volte a risolvere politicamente e pacificamente il conflitto libico. A tal proposito, è stata la capitale tunisina ad ospitare la prima sessione del Forum di dialogo politico, svoltasi dal 9 al 16 novembre 2020, che ha portato all’elaborazione di una road map per il percorso politico libico, il cui apice si prevede verrà rappresentato dalle elezioni del 24 dicembre 2021. 

In precedenza, il 20 luglio 2020, Algeri e Tunisi si erano fatte promotrici di un’iniziativa volta a cercare di risolvere il conflitto libico attraverso la mediazione di Paesi africani neutrali. Secondo la prospettiva algerino-tunisina, la risoluzione della guerra in Libia doveva passare esclusivamente attraverso il dialogo. In tal senso, il presidente di Algeri aveva sottolineato che il vantaggio dei due Paesi promotori dell’iniziativa era quello di essere equidistanti dalle parti in conflitto. Parallelamente, in una serie di affermazioni precedentemente rilasciate dal presidente tunisino Saied, la Tunisia aveva espresso la sua forte opposizione a tutte le forme di interferenza straniera in Libia e aveva respinto categoricamente la presenza di forze armate di altri Paesi sul proprio territorio. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione