Bielorussia: arrestato un attivista dopo aver fatto dirottare un aereo

Pubblicato il 23 maggio 2021 alle 19:37 in Bielorussia Europa

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Un canale di opposizione della Bielorussia, Nexta, ha reso noto che uno dei suoi collaboratori è stato arrestato a Minsk dopo che il volo sul quale viaggiava è stato dirottato. Berlino ha chiesto spiegazioni.

L’episodio ha avuto luogo domenica 23 maggio. L’uomo arrestato, Raman Protassevitch, di 26 anni, si trovava a bordo di un aereo, della compagnia Ryanair, partito da Atene e diretto a Vilnius, quando, dopo aver fatto dirottare il volo sulla capitale bielorussa, è stato fatto scendere e portato via. Il volo è stato deviato per una “allerta bomba”, e, a detta della stampa della presidenza bielorussa, il presidente, Alexander Lukashenko, ha personalmente ordinato che un caccia MiG-29 intercettasse il velivolo Ryanair e lo portasse all’aeroporto di Minsk. Tuttavia, fonti mediatiche bielorusse hanno successivamente riferito che a bordo dell’aereo non è stato ritrovato alcun esplosivo e, al momento, non è chiaro chi abbia lanciato l’allerta. È stato il Ministero dell’Interno bielorusso ad affermare che Raman è stato arrestato in aeroporto, mentre la compagnia aerea, Ryanair, non ha ancora rilasciato dichiarazioni riguardo all’accaduto.

Protassevitch collaborava con Nexta, una piattaforma mediatica che ha svolto un ruolo rilevante nel coprire l’ondata di proteste scoppiate dopo l’annuncio della vittoria di Lukashanko alle elezioni del 10 agosto 2020, che hanno ricevuto ampia eco anche a causa della repressione esercitata dalle forze antisommossa. Raman, nello specifico, aveva co-fondato il canale Nexta sull’app di messaggistica Telegram, un mezzo utilizzato dagli oppositori di Lukashenko per organizzare le proteste contro il presidente. A novembre 2020, le autorità bielorusse hanno annunciato che Pratasevich, insieme a Stsyapan Putsila, anch’egli un amministratore di Nexta, erano indagati per organizzazione di disordini di massa, interruzione dell’ordine sociale e incitamento all’odio sociale ed erano stati inclusi nella lista degli “individui coinvolti in attività terroristiche”, oltre che in quella dei ricercati in Russia e Bielorussia. Il canale, invece, è stato classificato come estremista ed è stato bloccato. Successivamente, i due giornalisti sono fuggiti in Polonia, ma potrebbero dover far fronte a una pena detentiva fino a 15 anni. La Lituania ha concesso a Protassevitch lo status di rifugiato, così come per un membro dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaja, tra i principali rivali di Lukashenko alle elezioni del 2020.

Proprio quest’ultima, a seguito dell’episodio del 23 maggio, ha affermato, sul proprio account Twitter, di essere certa che Minsk abbia voluto dirottare l’aereo e ha sottolineato come Raman rischi ora la pena di morte. Parallelamente, il presidente lituano, Gitanas Nauseda, ha chiesto il rilascio immediato di Protasevich e ha esortato la NATO e l’Unione Europea a rispondere a quella che è stata definita una minaccia, posta dal “regime bielorusso”, all’aviazione civile internazionale. Da parte sua, l’UE, sempre il 23 maggio, tramite la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha ordinato che a tutti i passeggeri del volo su cui viaggiava Raman sia consentito di continuare immediatamente il proprio viaggio verso Vilnius, affermando che qualsiasi violazione delle norme per il trasporto internazionale avrà conseguenze. In tale quadro, il Ministero degli Esteri tedesco ha chiesto spiegazioni al governo della Bielorussia sia sulle motivazioni del dirottamento sia sull’arresto del giornalista. Anche il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha condannato l’accaduto e ha riferito di aver chiesto al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, di valutare l’eventuale imposizione di sanzioni. Per Varsavia, dirottare un aereo equivale a “terrorismo di Stato”.

L’episodio del 23 maggio si colloca in un quadro più ampio, il cui inizio risale ad agosto 2020. In tale mese, la Bielorussia è stata scossa da una forte mobilitazione popolare, scoppiata dopo che Lukashenko, al potere dal 1994, è stato dichiarato il vincitore delle elezioni, guadagnandosi un sesto mandato presidenziale, seppur tra accuse di brogli elettorali, rivolte anche dall’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. Ciò ha portato decine di migliaia di manifestanti a scendere in piazza, incontrando, però, la repressione delle forze dell’ordine, oltre ad arresti e torture. Secondo i dati ufficiali di marzo 2021, più di 400 persone sono state condannate con l’accusa di aver preso parte alle proteste, mentre sono stati 30.000 gli arresti. Anche i media sono stati presi di mira. A tal proposito, Reporters Without Borders ha designato la Bielorussia come il luogo più pericoloso d’Europa per i giornalisti.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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