Rep. Dem. del Congo: arrestati dei sospettati dietro l’uccisione di Attanasio e Iacovacci

Pubblicato il 22 maggio 2021 alle 20:08 in Italia Rep. Dem. del Congo

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Il presidente della Rep. Dem. del Congo, Félix Tshisekedi, ha dichiarato che sono stati arrestati degli individui sospettati dell’attacco che ha causato la morte dell’ambasciatore italiano, Luca Attanasio, e del carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, il 22 febbraio.

La notizia è stata riferita, sabato 22 maggio, da un sito di informazione locale, Actualité e riportata dall’agenzia di stampa italiana ANSA. Secondo quanto affermato dal capo di Stato congolese, le indagini sono ancora in corso, ma alcuni sospetti sono stati arrestati e soggetti a interrogatori. Ad ogni modo, si presume che gli autori dell’attentato del 22 febbraio, in cui ha perso la vita anche l’autista Mustapha Milambo, fossero organizzati in bande, con alle spalle “protettori”. I responsabili sono stati definiti “coupeurs de route”, ovvero bande armate che sono solite aggredire automobilisti per strada, attive soprattutto nei Paesi dell’Africa subsahariana. Al momento, ha specificato Tshisekedi, le autorità del Congo stanno collaborando con i servizi segreti italiani. Il presidente ha poi riferito di conoscere di persona l’ambasciatore Attanasio e di essere rimasto sconvolto dalla sua morte. Alla luce di ciò, Tshisekedi si è detto determinato a cercare i responsabili dell’accaduto e a porre fine alle “sacche di violenza” delle zone orientali del Paese africano.

Come riportato da Actualité, le indagini attive al momento risultano essere tre. La prima è quella condotta dal Dipartimento per la sicurezza delle Nazioni Unite (UNDSS), la seconda vede impegnate le autorità italiane, mentre la terza è portata avanti dalle autorità della Repubblica democratica del Congo.

Il 22 febbraio, un attacco ha colpito il convoglio Onu in cui viaggiava l’ambasciatore italiano nella Rep. Dem. del Congo, Attanasio, mentre si spostava nella provincia orientale del Nord-Kivu, precisamente lungo il percorso tra Goma e Bukavu, nei pressi della cittadina di Kanyamahoro. Nella vettura era presente anche il Capo Delegazione Ue. Insieme all’ambasciatore italiano e al carabiniere della sua scorta anche un autista è stato ucciso nell’attacco, mentre diverse persone sono rimaste ferite.

Come riportato in un comunicato della presidenza congolese, erano stati i rapitori a uccidere l’ambasciatore e il carabiniere, sparando loro a bruciapelo. Secondo le informazioni rivelate successivamente dalle autorità locali e da rappresentanti delle Nazioni Unite, il convoglio, partito da Goma, era diretto a Rutshuru, dove avrebbe dovuto visitare le scuole in cui era in corso un programma di educazione alimentare gestito dal World Food Programme (WFP). Dopo aver percorso 15 km della tratta prestabilita, alle 10:15 del mattino, le auto sono state bloccate da un gruppo armato formato da 6 persone. Queste hanno dapprima sparato in aria e poi ucciso l’autista. Il capo ad interim della Missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione nella RDC (MONUSCO), David McLachlan-Karr, ha dichiarato che “le prime due vittime” sarebbero state uccise durante l’attacco, riferendosi probabilmente all’autista e al carabiniere Vittorio Iacovacci. Invece, secondo Carly Nzanzu Kasivita, governatore della provincia del Nord Kivu, gli aggressori hanno ucciso l’autista, ma hanno condotto il resto del convoglio nella foresta, tentando di rapirli per chiedere un riscatto.

A seguito dell’imboscata, i ranger del parco e un’unità dell’esercito congolese si sono recati sul posto. Tuttavia, il loro arrivo ha causato uno scambio di colpi di arma da fuoco. In particolare, quando la pattuglia di ranger ha intimato agli aggressori di abbassare le armi, questi ultimi avrebbero aperto il fuoco contro il militare dei carabinieri, uccidendolo, e contro l’ambasciatore italiano, ferendolo gravemente. Le forze dell’esercito avrebbero a quel punto evacuato Attanasio presso l’ospedale Monusco di Goma, dove sarebbe avvenuto il decesso a causa delle ferite riportate in seguito all’attacco. Le Nazioni Unite hanno specificato che le immagini pubblicate dai giornalisti locali sui social media mostravano l’ambasciatore visibilmente ferito mentre veniva caricato nella parte posteriore di un camion militare, mentre un uomo lo soccorreva e gli stringeva la mano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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