La Cina promette vaccini e un milione di dollari ai palestinesi

Pubblicato il 22 maggio 2021 alle 7:05 in Cina Israele Palestina

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La Cina ha promesso che destinerà 200.000 dosi di vaccini e un milione di dollari contanti in aiuti alla popolazione palestinese, il 21 maggio, oltre a stanziare un altro milione di dollari per l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. Pechino ha poi reiterato l’invito ai negoziatori di pace israeliani e palestinesi a recarsi in Cina per avviare dialoghi diretti.

Il portavoce del Ministero Affari Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che la Cina ha accolto con favore l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Palestina del 20 maggio e spera che le parti coinvolte si attengano alla tregua e interrompano le violenze. Zhao ha elogiato gli sforzi dell’Egitto e delle Nazioni Unite per la mediazione tra le parti, aggiungendo che anche la Cina ha profuso sforzi per incoraggiare la pace e promuovere il dialogo. A questo punto, Pechino ha ribadito l’intenzione di lavorare con la comunità internazionale per promuovere un ulteriore allentamento delle tensioni tra Israele e Palestina.

Zhao ha affermato che gli oltre dieci giorni di combattimenti hanno creato una situazione umanitaria grave nella Striscia di Gaza e ha sottolineato che vi è urgente bisogno dell’aiuto della comunità internazionale. A tal proposito, la Cina ha annunciato che fornirà un milione di dollari in aiuti umanitari d’emergenza e, in base alle esigenze della parte palestinese, continuerà a fornire materiale umanitario nei limiti delle proprie possibilità, partecipando positivamente alla ricostruzione di Gaza. Oltre a questo, Pechino darà all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente un milione di dollari di aiuti e offrirà anche 200.000 dosi di vaccini contro il coronavirus per fornire aiuti concreti alla popolazione palestinese.

Per prevenire che gli scontri avvengano nuovamente, la Cina ha affermato che la comunità internazionale dovrebbe promuovere la ripresa dei dialoghi di pace tra Israele e Palestina, raggiungendo una risoluzione giusta e duratura sulla base della soluzione a due Stati. In tal senso, Zhao ha affermato che la Cina incoraggerà il Consiglio di sicurezza dell’Onu, di cui detiene la presidenza di turno, ad affrontare la questione e inviterà i negoziatori della pace israeliani e palestinesi in Cina per intrattenere negoziati diretti.

Prima di Zhao, in occasione di un incontro d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu sugli ultimi scontri tra Israele e Palestina, il 16 maggio, ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva già invitato i rappresentanti di Israele e Palestina ad avviare negoziati diretti in Cina, ribadendo il sostegno cinese per la cosiddetta “soluzione a due Stati”. In tale occasione, Wang aveva altresì chiesto agli USA di fare di più per risolvere le tensioni israelo-palestinesi.

Nella sera del 20 maggio, Israele e Hamas hanno confermato che, dopo 11 giorni di scontri, è stato indetto un cessate il fuoco a partire dalle 02:00 del 21 maggio. Le ultime violenze tra Israele e Gaza sono nate in seguito a giorni di tensione tra le parti a Gerusalemme Est, avvenute in più luoghi sacri della zona. In particolare, il 10 maggio, le forze israeliane avevano preso d’assalto la moschea di al-Aqsa e avevano ricevuto un avvertimento da Hamas che aveva annunciato un attacco su larga scala se le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee, dal monte del Tempio e dal compound della moschea entro le 2:00 del mattino. Vista la mancanza di una risposta da parte di Israele, Hamas aveva iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e ha continuato anche nei giorni successivi. Agli attacchi del gruppo palestinese ha immediatamente fatto seguito la risposta israeliana. Ad oggi, gli scontri hanno causato 232 vittime palestinesi, di cui 65 bambini, e 12 israeliane, di cui 2 bambini.

Secondo quanto riferito da South China Morning Post, la Cina avrebbe finora sottolineato il proprio sostegno morale per la parte palestinese ma non si è schierata con nessuno tra gli attori in conflitto, né ha condannato Israele. Negli anni, le relazioni cinesi con Israele sono migliorate, soprattutto a partire da circa venti anni fa, e, ad oggi, il Paese è uno tra i partecipanti alle Nuove Vie della Seta.  Al contempo, però,  Pechino ha continuato a fornire assistenza economica, politica e umanitaria alla Palestina. Ad esempio, nel 2018, il presidente cinese, Xi Jinping, aveva offerto 15,5 milioni di dollari di aiuti alla Palestina per promuoverne lo sviluppo e nelle stesso anno le parti avevano firmato un memorandum d’intesa per lavorare ad un accordo di libero scambio.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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