Il Kazakistan e l’Europa avviano una cooperazione “green”

Pubblicato il 22 maggio 2021 alle 6:02 in Europa Kazakistan

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Il governo del Kazakistan intende diversificare la sua economia e sviluppare nuove industrie, promuovendo anche alternative più green, grazie alle quali il Paese si sta avvicinando all’Unione Europea.

Il blocco europeo ha tenuto, il 10 maggio, una riunione di alto livello con una delegazione del Kazakistan per discutere di questioni relative alla lotta al cambiamento climatico, come il raggiungimento della neutralità carbonica, anche  nota come “emissioni zero”. In tale data, il vice primo ministro del Kazakistan, Mukhtar Tileuberdi, nonché ministro degli Esteri, si è recato nella capitale belga per partecipare alla 18° riunione del Consiglio di Cooperazione UE-Kazakistan, dove era presente anche il ministro degli Esteri del Portogallo, Augusto Santos Silva. Le due parti hanno celebrato il primo anniversario del loro Accordo di partenariato e cooperazione rafforzato (EPCA), entrato in vigore il 1 ° marzo 2020, e hanno discusso di questioni relative alla sicurezza regionale del Paese, considerando il ritiro delle truppe USA e NATO dall’Afghanistan, avviato dal capo della Casa Bianca, Joe Biden, il primo maggio.  

Nonostante l’UE non abbia reso noto l’ordine del giorno dell’incontro kazako-europeo, un comunicato stampa del 10 maggio ha rivelato dettagli sulla riunione del Consiglio. Al suo interno, si legge che l’UE ha apprezzato le ultime dichiarazioni del presidente del Kazakistan, Qasym-Jomart Tokayev, il quale ha affermato che, entro il 2060, intende raggiungere la neutralità carbonica. Tale obiettivo è molto ambizioso e, con lo scopo di supportare l’iniziativa di Tokayev, Bruxelles ha dichiarato di voler sviluppare la cooperazione bilaterale verso più aree. Queste, però, dovranno essere conformi all’accordo di Parigi e al Green Deal europeo. Inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano The Diplomat, l’Unione Europea, nel corso del vertice a Bruxelles, ha rivelato che il prossimo incontro bilaterale sarà la Conferenza sul clima, calendarizzata per il 3 giugno, che si terrà a Nur-Sultan, capitale del Kazakistan.

L’accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre 2016, è stato adottato, nel dicembre 2015, durante la Conferenza di Parigi sul clima (COP21). Il documento stabilisce un quadro di disposizioni elaborate per evitare il peggioramento del cambiamento climatico e per limitare il surriscaldamento globale al di sotto dei 2º gradi centigradi. Parallelamente, il Green Deal europeo, anche noto come Patto Verde, racchiude un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

Il governo kazako ha altresì avviato una serie di iniziative volte a diversificare la propria economia al fine di sviluppare nuove industrie più green. L’ultima strategia pubblicata dal Paese, denominata “Piano di sviluppo nazionale entro il 2025” evidenzia tali obiettivi, che includono la promozione dell’ecoturismo in aree come i laghi Kolsay e l’aumento delle fonti di energia rinnovabili disponibili nel Paese. Vale la pena menzionare che la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha già avviato una stretta collaborazione con il Kazakistan per sostenere le industrie rinnovabili.

Nel settembre 2020, la BERS ha annunciato un nuovo progetto nella regione Centro-Settentrionale di Karaganda. Il progetto, che prevede la costruzione di un impianto solare, ha un valore di 42,6 milioni di dollari. L’investimento è da collocare all’interno del piano Kazakhstan Renewables Framework, istituito nel 2016 dalla BERS, la quale ha stanziato 500 milioni di euro per la totalità del progetto. Quest’ultimo è stato poi esteso, nel 2019, al fine di aiutare il Kazakistan a rispondere alle sfide del cambiamento climatico. Un’ altra iniziativa degna di nota è quella che prevede la messa in funzione di un parco eolico da 100 MegaWatt a Zhanatas, nel Sud del Kazakistan. Analogamente, l’Unione Europea ha altresì fondato numerose agenzie, come il Programma Indicativo Regionale (PIR) e il Fondo Investimenti per l’Asia Centrale (IFCA), al fine di promuovere gli investimenti nel settore dell’energia rinnovabile.

Infine, è importante ricordare che l’Unione Europea non è l’unico attore globale che ha fatto della protezione dell’ambiente e della lotta al cambiamento climatico uno degli obiettivi principali della propria politica estera. Lo stesso si può affermare dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Nello specifico il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, ha tenuto, il 22 aprile, colloqui telefonici con Tileuberdi, dove il funzionario statunitense ha lodato l’impegno del governo del Kazakistan per ridurre le emissioni di gas serra.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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