Scambi in calo tra Russia e Giappone nel 2021, ma c’è una tendenza al rialzo

Pubblicato il 21 maggio 2021 alle 8:42 in Giappone Russia

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Stando a quanto affermato dal vicedirettore dell’Istituto di Ricerca dell’Associazione Giapponese per il Commercio con la Russia e i Nuovi Stati Indipendenti, Takafumi Nakai, gli scambi bilaterali tra Tokyo e Mosca nel primo trimestre 2021 sono diminuiti del 10% rispetto allo stesso periodo nel 2020. L’esperto ha altresì dichiarato all’agenzia di stampa russa TASS che ciò è legato principalmente al calo della domanda nel contesto della pandemia. Pertanto, è prevedibile che nel corso del 2021 gli scambi torneranno ad aumentare.

Nel dettaglio, da gennaio a marzo 2021, le importazioni dalla Federazione Russa a Tokyo sono scese del 17,4%, mentre l’arrivo di merci giapponesi a Mosca è cresciuto del 3,8% rispetto al 2020. Circa il 60% delle importazioni dalla Russia è costituito da combustibili minerali. A tal riguardo, il pesante calo del 24% è stato causato da un rallentamento generale dell’attività economica in Giappone, associato ad un aumento dell’emergenza sanitaria. Anche la domanda di risorse energetiche è diminuita e i prezzi mondiali dell’energia si sono ridotti in modo significativo. In particolare, nel caso del petrolio, il suo valore di importazione in Giappone dalla Russia è sceso del 44,9% nel primo trimestre 2021.

Tuttavia, ha sottolineato Nakai, la situazione delle esportazioni di Tokyo ha cominciato a migliorare. Ad esempio, la domanda di autovetture, che costituisce la principale merce di scambio con Mosca, è calata di oltre il 13% nel periodo gennaio-marzo 2021 rispetto al primo trimestre 2020. Ciò, tuttavia, è stato più che compensato da una maggiore domanda di attrezzature da costruzione giapponesi, turbine a gas, motori, autobus e camion.

Russia e Giappone hanno il potenziale per sviluppare importanti relazioni bilaterali, nonostante alcune controversie storiche non ancora risolte. Nello specifico, il direttore dell’Istituto sull’Estremo Oriente dell’Accademia russa delle Scienze, Sergey Luzjanin, ha individuato tre punti di attrito tra i due Paesi. Il primo è la mancanza di un trattato di pace dopo la Seconda Guerra Mondiale, il secondo si riferisce alla disputa sulla proprietà delle isole Curili meridionali, e l’ultimo riguarda l’influenza di Washington sul Giappone. A detta dell’analista, inoltre, i tre fattori sono correlati tra loro, in quanto il peso degli USA incide notevolmente sulla possibilità di raggiungere un accordo sulla controversia territoriale e sulla firma di un trattato di pace.

I primi legami diplomatici tra Mosca e Tokyo sono stati stabiliti con la Convenzione sui principi fondamentali delle relazioni tra l’URSS e il Giappone, firmata a Pechino il 20 gennaio 1925. I contatti si sono però interrotti il 9 agosto 1945, quando l’Unione Sovietica dichiarò guerra al Paese nipponico. La fine delle ostilità tra i due Paesi fu raggiunta il 19 ottobre 1956, quando Mosca e Tokyo firmarono una dichiarazione che prevedeva la cessazione dello stato di guerra e il ripristino delle relazioni diplomatiche. Tuttavia, i due Paesi non hanno ancora sottoscritto un accordo di pace. Il principale ostacolo per il raggiungimento di tale obiettivo risiede nella disputa sulla proprietà delle isole Curili meridionali, chiamate Territori del Nord in Giappone. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le isole Curili furono incorporate nell’Unione Sovietica. Ciò nonostante, la proprietà di Iturup, Kunashir, Isole Shikotan e delle isole disabitate chiamate Habomai viene contestata da Tokyo.

Strategicamente, il controllo delle isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

Attualmente, le comunicazioni tra Russia e Giappone sono in fase di sviluppo in diversi settori. A tal riguardo, la “road map” da seguire è la dichiarazione congiunta adottata dai leader dei due Paesi durante la visita ufficiale in Russia dell’allora primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe, il 29 aprile 2013. In tale occasione, sono state individuate le aree più importanti per le relazioni bilaterali, tra cui l’intensificazione dei rapporti interregionali, l’espansione degli scambi e la cooperazione economica, e il rafforzamento dei legami attraverso le agenzie militari e di frontiera.

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Mariela Langone

di Redazione

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