La Siria conferma il supporto alla regione separatista dell’Abkhazia

Pubblicato il 21 maggio 2021 alle 10:18 in Georgia Siria

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Il presidente dell’Abkhazia, regione separatista della Georgia, Aslan Bzhania, ha concluso, giovedì 20 maggio, la visita di tre giorni in Siria, dove ha incontrato i membri del Parlamento, nonché il leader del Paese, Bashar al-Assad, alla guida del governo siriano.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, al-Assad ha affermato che la visita del capo di Stato dell’Abkhazia è di grande importanza per lo sviluppo delle relazioni interstatali. “Darà un nuovo impulso alla cooperazione tra l’Abkhazia e la Siria in vari campi”, ha dichiarato il presidente siriano. In risposta, il leader dell’Abkhazia “occupata” ha ringraziato Damasco per aver avviato relazioni diplomatiche con la regione e, soprattutto, per averne riconosciuto l’indipendenza, il 29 maggio del 2018. In tale quadro, è rilevante sottolineare che Assad, fedele alleato della Russia, oltre a sostenere i secessionisti in Abkhazia ha altresì supportato la sovranità dell’Ossezia del Sud in quanto Stato indipendente. La Georgia, dal canto suo, ha risposto tagliando le relazioni diplomatiche con la Repubblica araba siriana.

È rilevante sottolineare che, il 15 marzo del 2011, il governo siriano, legato al presidente Bashar al-Assad, ha assistito a una serie di proteste senza precedenti a favore della democratizzazione del Paese e la fine del regime di Assad. Gli scontri si sono successivamente acuiti e, a partire da settembre 2011, si sono tramutati in una vera e propria guerra civile. Tra i Paesi intervenuti nel conflitto, la Russia si è collocata sul fronte filogovernativo, a partire dal 30 settembre 2015, offrendo supporto al governo di Assad sia a livello economico che militare. Dall’altra parte, la Turchia si è posta al fianco dei gruppi ribelli. È altresì importante ricordare che la presenza russa in Siria non si limita a supportare le forze filogovernative, ma conduce operazioni contro lo Stato Islamico.

Secondo gli osservatori internazionali, la visita di Bzhania in Siria non era “necessaria” in quanto il Paese ha già riconosciuto la sua indipendenza. Tuttavia, la partecipazione dell’Abkhazia nelle questioni internazionali avrebbe lo scopo di far sancire l’ingresso della regione nella politica mondiale. La stampa dell’Abkhazia, citata dal quotidiano Radio Free Europe, ha riferito che, a seguito della visita di Bzhania, in Siria è stato inaugurato un ufficio di rappresentanza della Camera di Commercio dell’Abkhazia.

I funzionari georgiani, in riferimento al vertice Bzhania-Assad, hanno criticato il governo di Tbilisi per non aver condannato l’incontro di alto livello. Questo perché qualsiasi attività internazionale condotta dall’Abkhazia può essere denunciata dalle autorità georgiane in quanto violazione dei principi di diritto internazionale.  

L’Abkhazia è una Repubblica autonoma, situata nella Georgia Nord-occidentale, che ha dichiarato formalmente l’indipendenza nel 1999. Solo pochi Paesi, in particolare la Russia, la quale è presente militarmente nella regione, hanno riconosciuto la sua indipendenza. Nel 1992, i secessionisti in Abkhazia hanno dato il via ad una rivolta armata contro il governo centrale georgiano nel tentativo di ottenere l’indipendenza. Nel 1993, i ribelli hanno sconfitto le forze georgiane, con le quali hanno concordato, il 14 maggio del 1994, il cessate il fuoco. Nonostante l’accordo e il successivo dispiegamento di “peacekeepers” russi nella regione, le ostilità sono continuate e, nel 1999, la regione ha indetto un referendum, dichiarando poi formalmente la sua indipendenza. Tale mossa che non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale e la Georgia ha duramente accusato la Russia per aver sostenuto, anche militarmente, tale campagna secessionista. Il conflitto tra Georgia e Abkhazia si è ulteriormente aggravato in seguito alle elezioni del 2004 in Georgia, che hanno portato alla nomina del nuovo presidente, Mikheil Saakashvili. Tra le priorità del suo mandato politico, centrale è stata quella focalizzata sull’unità territoriale georgiana e sul controllo delle regioni separatiste del Paese, tra cui l’Abkhazia. Nel 2006, la Georgia è riuscita a prendere il controllo di una parte della gola di Kodori, in Abkhazia, anche se il resto della regione ha continuato ad autoproclamarsi indipendente.

Negli anni successivi, l’influenza russa in Abkhazia è diventata sempre più forte. Le tensioni si sono poi acuite, portando allo scoppio, nell’agosto 2008, di un altro conflitto. Un’altra regione georgiana, l’Ossezia del Sud, richiedeva l’indipendenza. Questo ha portato le autorità georgiane ad intervenire militarmente nella regione. In risposta, le forze armate della Federazione Russa, anche in questo caso a sostegno dei secessionisti, hanno lanciato un rapido intervento militare nella regione che, nel giro di una settimana, si è concluso con la sconfitta delle truppe georgiane. A seguito di tale epilogo, i due Paesi hanno sottoscritto, il 15 agosto 2008, il cessate il fuoco. Gli accordi impegnavano la Russia a ritirarsi dal territorio georgiano e la Georgia a rinunciare all’uso della forza contro l’Ossezia e l’Abkhazia.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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