Afghanistan: i talebani continuano a conquistare terreno

Pubblicato il 21 maggio 2021 alle 20:32 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 20 maggio, i talebani hanno lanciato attacchi nel distretto di Alingar, nella provincia orientale di Langhman, nonostante gli anziani rappresentanti delle tribù locali avessero negoziato un cessate il fuoco di un mese, che non è stato rispettato. 

L’accordo era entrato in vigore il 18 maggio ed era stato pensato anche per consentire agli agricoltori locali di raccogliere il grano e agli studenti di sostenere gli esami. “Sfortunatamente i talebani non hanno potuto mantenere la loro promessa, hanno lanciato attacchi contro i checkpoint delle forze di sicurezza afghane”, ha riferito Malik Wares, un anziano nel distretto di Alingar. “Saranno sempre colpevoli davanti alle tribù di Laghman”, ha aggiunto. Da parte loro, i militanti islamisti afghani non hanno ancora commentato gli attacchi. 

Invece, il capo del Consiglio Provinciale di Laghman ha dichiarato che i combattimenti sono iniziati la sera del 20 maggio e ha aggiunto che i talebani hanno anche preso il controllo si un altro distretto della provincia. “È molto triste vedere che i nostri sforzi sono stati sprecati”, ha affermato  Jaber Alkozai, un residente di Alingar. “Inizialmente le persone, in particolare gli agricoltori, erano molto felici quando i talebani e il governo locale hanno accettato la richiesta del popolo di un cessate il fuoco, ma ora sembra che dobbiamo aspettarci giorni molto brutti”, ha aggiunto.

Nella stessa provincia, il 20 marzo, le forze armate afghane si sono ritirate dal centro del distretto di Dawlat Shah, a seguito di un assedio durato sei mesi e i talebani hanno annunciato di aver preso il controllo degli edifici del governo distrettuale. L’area in questione si trova a 47 chilometri dalla città di Mehtarlam, il centro della provincia Laghman, e condivide il confine con la provincia di Panjshir. Da Kabul, il Ministero della Difesa ha dichiarato che le forze afghane respingeranno presto i talebani dalla zona. Gli assalti in questa area fanno temere per la sicurezza della capitale. 

Tali preoccupazioni crescono anche a causa della situazione nella provincia di Maidan Wardak, situata a Sud-Ovest di Kabul. Il 19 maggio, un deputato locale ha riferito che 4 posti di blocco di sicurezza e tutta la valle di Sanglakh, nel distretto di Jalriz, erano caduti nella mani dei talebani. Il 21 maggio, la stampa afghana ha annunciato che anche gli edifici del governatore distrettuale di Jalriz e il quartier generale della polizia sono stati conquistati dai talebani dopo tre giorni di pesanti combattimenti. La notizia è stata riportata da un parlamentare della provincia, Mahdi Rasikh, che ha aggiunto che alcuni membri delle forze governative sono stati catturati dai militanti e altri 7 sono stati uccisi. Il rappresentante ha anche denunciato il fatto che “nessuna azione è stata intrapresa dal governo centrale per aiutare il distretto”, nonostante i combattimenti siano durati per giorni. 

La tensione intorno alla capitale è cominciata a salire da quando, il 12 maggio, i funzionari afghani hanno confermato che i talebani avevano preso il controllo del distretto strategico di Nirkh, situato sempre nella provincia di Maidan Wardak. I militanti controllano anche il distretto di Burka, a Nord della capitale, e l’allerta è alta anche nella provincia di Logar. Si tratta di tre aree chiave per la sicurezza di Kabul. Il distretto di Nirkh, caduto nelle mani dei talebani l’11 maggio dopo un assedio durato alcuni giorni, si trova a soli 40 km dalla capitale. Il distretto di Burka, già nelle mani dei talebani da oltre una settimana, è situato nella provincia di Baghlan, che si trova appena a Nord di Kabul. Il controllo di questi territori rende più facile un eventuale assalto verso la capitale afghana e agevola anche il movimento nel resto del Paese, considerato che proprio attraverso Nirkh passano importanti autostrade che collegano le province centrali e meridionali del Paese. 

Nonostante la situazione particolarmente instabile in Afghanistan, gli Stati Uniti hanno comunque deciso di completare il ritiro delle proprie truppe, sebbene le alte sfere militari di Washington abbiano affermato che le forze armate potrebbero utilizzare altre basi militari nella regione, per condurre operazioni aeree e di intelligence nel Paese, in caso di necessità. I Paesi dai quali questo potrebbe essere fattibile sono Tagikistan, Kazakistan e Uzbekistan. Tuttavia, il 27 aprile, il Dipartimento di Stato degli USA ha pubblicato un avviso nel quale comunica un livello di allerta alto per l’Afghanistan e ha chiesto ai cittadini statunitensi di lasciare il Paese il prima possibile. Tra le minacce rilevate si legge: “Gruppi terroristici e ribelli continuano a pianificare ed eseguire attacchi in Afghanistan”. Ross Wilson, l’ambasciatore ad interim degli Stati Uniti a Kabul, ha commentato la questione affermando che la decisione arriva “alla luce della crescente violenza e delle notizie di minacce a Kabul”.

L’Afghanistan ha vissuto decenni di conflitti e violenze, prima con l’invasione sovietica, poi con le lotte interne e la presa del potere dei talebani e successivamente con una sanguinosa guerra civile e l’aumento della minaccia terroristica. Nel 2001, dopo gli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso il Paese, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e il luogo dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo quasi due decenni di conflitto, un’importante svolta diplomatica era arrivata con l’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato il 29 febbraio 2020. Tuttavia, l’intesa non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.