Nigeria: scontri violenti tra Boko Haram e ISWAP

Pubblicato il 20 maggio 2021 alle 20:51 in Africa Nigeria

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Il leader dell’organizzazione terroristica Boko Haram, Abubakar Shekau, sarebbe rimasto gravemente ferito in uno scontro con i militanti dello Stato Islamico dell’Africa Occidentale (noto con l’acronimo in inglese ISWAP). 

La notizia è stata riferita il 20 maggio dal quotidiano Africa News, che cita fonti dell’intelligence. Gli scontri, tuttavia, si sarebbero verificati il 19 maggio, quando i militanti di Boko Haram, compreso Shekau, sono stati circondati dai combattenti dell’ISWAP nella roccaforte di Boko Haram, nella foresta di Sambisa, e hanno chiesto di arrendersi, secondo quanto riferito. “Per evitare la cattura, Shekau si è sparato al petto e il proiettile gli ha perforato la spalla”, ha raccontato una fonte citata dal quotidiano. Quindi, il leader insieme ad alcuni dei suoi uomini sarebbe riuscito a fuggire verso una destinazione sconosciuta. Una seconda fonte dell’intelligence ha invece raccontato che Shekau sarebbe rimasto gravemente ferito dopo aver fatto esplodere un ordigno nel suo rifugio. Tuttavia, è necessario specificare che notizie su una possibile morte di Shekau, poi smentite, sono già circolate in passato. “Stiamo indagando”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito nigeriano, Mohammed Yerima. 

Boko Haram è stata fondata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della sharia. Il gruppo si è trasformato in un’organizzazione armata islamista con gli anni e a partire dal 2009 ha seminato terrore e violenze nella regione. Dal 2013, le forze di sicurezza nigeriane, insieme ai militanti della Civilian Joint Task Force (CJTF) e in collaborazione con Ciad, Camerun e Niger, hanno lanciato una campagna contro i militanti islamisti, riuscendo a cacciarli dalle principali città nigeriane e costringendoli a trasferirsi nelle zone rurali. Tuttavia, questi hanno continuato a perpetrare attacchi in tutto il Nord-Est del Paese, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. Il gruppo ha fatto notizia a livello internazionale quando i suoi militanti hanno rapito quasi 300 studentesse a Chibok nel 2014. Tuttavia, le campagne militari del 2015 hanno fortemente indebolito l’organizzazione. 

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo lunghi disaccordi interni e le significative perdite di un territorio dell’anno precedente. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse: lo Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). L’ISWAP è nato il 7 marzo 2015, quando lo stesso Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dell’ISIS ha nominato Abu Musab al-Barnawi come capo dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa nuovamente: la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che l’ISWAP contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020, e si ritiene che sia diventata la principale minaccia terroristica della regione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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