La Russia sbarca in Serbia: al via le esercitazioni anti-terroristiche

Pubblicato il 20 maggio 2021 alle 14:16 in Russia Serbia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha dichiarato, giovedì 20 maggio, che le forze armate russe sono giunte in Serbia per dare il via alle esercitazioni antiterroristiche serbo-russe.

Nel corso delle manovre militari, che si concluderanno il 25 maggio, i due Eserciti si serviranno dei sistemi di paracadute Arbalet e svolgeranno operazioni incentrate sullo smantellamento di celle terroristiche. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa TASS, lo stesso 20 maggio, il contingente russo in Serbia è composto da circa 200 soldati e 11 dispositivi dell’Unità Operativa Speciale del Distretto militare Occidentale.

Dopo l’arrivo delle truppe russe sul territorio serbo, la cerimonia di apertura delle esercitazioni ha avuto inizio. In tale quadro, entrambi i Ministeri della Difesa hanno sottolineato l’importanza di realizzare con frequenza tali manovre militari perché vantaggiose per entrambe le parti. Oltre a rafforzare la cooperazione militare congiunta, unisce il know-how delle forze speciali russe e serbe nella lotta al terrorismo. È altresì importante sottolineare che, in precedenza, il 13 aprile, il Dipartimento militare di Mosca aveva dichiarato che il piano di addestramento dell’Esercito prevedeva che, nel mese di aprile, il Paese avrebbe tenuto 4048 esercitazioni di diversa tipologia e dimensione.

La cooperazione militare russo-serba era già stata discussa quando, il 17 febbraio 2020, il ministro della Difesa di Mosca, Sergey Shoigu, si era recato a Belgrado, in Serbia, per incontrare il suo omologo, Aleksandar Vulin. In tale occasione, i due ministri hanno concordato di rafforzare ulteriormente la cooperazione in materia di Difesa. Secondo i dati ufficiali del 2019, l’asse Mosca-Belgrado, nel campo militare, ha completato 94 attività nell’ambito della propria agenda condivisa in materia di Difesa.

La Serbia, storico alleato della Russia, aveva dichiarato, nel 2006, la sua neutralità militare e, più tardi, nel 2015, si era unita al programma “Partnership for peace” della NATO. Belgrado, tuttavia, non cerca l’adesione all’Alleanza Atlantica, mentre è attiva, invece, la candidatura per divenire membro dell’Unione Europea. Nel frattempo, la Russia intende mantenere stabile la sua storica alleanza con la Serbia. Non è un caso il fatto che le dotazioni militari della Serbia siano di manifattura russa. La Serbia ha altresì contato sul supporto della Russia nella sua continua opposizione al riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo, autoproclamatosi il 17 febbraio 2008.

Non è da sottovalutare anche la decisione di Mosca e Belgrado di cooperare nel settore dell’intelligence. A tale riguardo, Voice of America aveva rivelato, il 23 ottobre 2020, che il servizio estero di intelligence della Russia programmava, insieme all’intelligence serba, di avviare “operazioni complesse congiunte” per proteggere i rispettivi interessi nazionali. A legare Mosca e Belgrado, infine, concorre anche la dipendenza di quest’ultima in materia di fornitura di gas naturale dalla Russia. Parallelamente, l’influenza economica di Mosca a Belgrado è tradizionalmente rappresentata dagli idrocarburi. Il più grande investimento russo in tale settore è nella multinazionale serba Naftna Industrija Srbije (NIS), il cui principale azionista, con il 56,15% di quote, è Gazprom Neft, il quale opera con successo sul mercato e si sta sviluppando attivamente. Pertanto, la tradizionale “sfera russa” nella nazione è costituita da petrolio e gas. Nello specifico, il 90% degl invetsimenti russi in Serbia si concentrano nel settore energetico. È importante sottolineare che, nel 2008, la statale russa Gazprom Neft ha acquistato per 400 milioni di euro la NIS serba.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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