Indonesia: le operazioni delle PMI mostrano fiducia nella ripresa economica

Pubblicato il 20 maggio 2021 alle 7:33 in Asia Indonesia

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Una ricerca del Mandiri Institute, affiliato alla Bank Mandiri e con sede a Jakarta, ha rivelato che, tra marzo e aprile 2021, oltre 4/5 delle piccole e medie imprese (PMI) dell’Indonesia hanno ripreso a lavorare a tempo pieno.

All’indagine hanno partecipato 505 aziende in tutto il Paese, di cui il 49% opera a Giava, che è l’isola più popolata dell’Indonesia, il 22% a Sumatra, il 16% a Kalimantan e il resto nelle altre isole del Paese. L’84,8% degli intervistati ha rivelato di aver ripreso ad operare normalmente, diversamente da quanto emerso da un’altra ricerca condotta in maniera analoga a metà 2020 e in base alla quale tale gruppo di PMI rappresentava il 35,2% del totale. Al tempo, il 34,5% operava ad orari ridotti e il 30,4% era chiuso. 

Secondo la ricerca del Mandiri Institute le piccole imprese hanno ridotto in media il proprio personale dalle 2 alle 4 persone dall’inizio della pandemia. Le aziende medie, invece, hanno ridimensionato il proprio staff di circa 18 unità. In tale contesto, per piccole imprese sono indicate quelle con entrate annue fino a 238.000 dollari, mentre le imprese medie sono quelle con introiti fino a 3,5 milioni di dollari.

Un direttore di Bank Mandiri, Panji Irawan, ha dichiarato che, ad aprile 2021, l’indice di fiducia dei consumatori è tornato per la prima volta a mostrare ottimismo verso le aspettative sulla condizione economica del Paese. Il totale dei prestiti concessi da Bank Mandiri per l’anno fiscale che si è concluso il 31 marzo scorso è cresciuto a un ritmo annuo del 9,1 per cento, mentre i fondi collocati dai depositanti e dai clienti presso la banca sono aumentati del 25%. La Bank Mandiri ha attribuito il miglioramento della performance a un contesto di tassi di interesse bassi, ad esenzioni temporanee dall’imposta sul valore aggiunto sugli acquisti di veicoli e a regole più rilassate sulla contrazione dei prestiti. Al momento, il tasso di interesse di riferimento dell’Indonesia è del 3,5%.

Secondo The Straits Times, la ricerca condotta avrebbe mostrato una crescente fiducia tra i consumatori e le aziende locali sul fatto che l’Indonesia, che è la più ampia economia del Sud-Est Asia, stia riuscendo a contenere la diffusione del coronavirus e continuando a vaccinare la popolazione. Nel 2020, l’economia dell’Indonesia, che è la più grande del Sud-Est Asia, ha assistito alla sua prima recessione negli ultimi vent’anni e, nel primo trimestre del 2021, tale trend sembrerebbe aver subito un rallentamento grazie all’avanzamento della campagna vaccinale, agli stimoli fiscali predisposti dal governo e alla ripresa dell’economia globale.

Al 18 maggio, il Paese ha registrato 4.295 casi giornalieri, per un totale di 1.744.045 contagi e 48,305 decessi. I vaccini somministrati sono invece 22.536.306 a fronte di una popolazione di oltre 270 milioni di persone. Il governo di Jakarta intende inoculare vaccini a 70 milioni di persone entro il prossimo settembre e a 181,5 milioni di cittadini entro la fine del 2021, corrispondente a circa il 675 della popolazione, così da raggiungere l’immunità di gregge. In Indonesia, la politica delle vaccinazioni contro il coronavirus è stata articolata in due programmi separati e concomitanti, di cui uno riguarda le grandi aziende ed è un progetto privato, mentre l’altro coinvolge il resto della popolazione ed è gestito dal governo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese


 

di Redazione

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