Incontro Lavrov-Blinken: “dialogo costruttivo” per un “mondo più sicuro”

Pubblicato il 20 maggio 2021 alle 8:21 in Russia USA e Canada

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Il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha definito “costruttivo” il colloquio con il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, tenutosi il 20 maggio a Reykjavik, a margine della sessione ministeriale del Consiglio Artico. Quali temi sono stati trattati.

Nel descrivere l’atmosfera della riunione, Lavrov ha sottolineato che vi è stata una comprensione della necessità di superare la situazione “malsana” sviluppatasi tra Mosca e Washington negli anni precedenti. In particolare, il ministro russo ha dichiarato di aver percepito che il proprio omologo statunitense e la sua squadra fossero pronti a “ripulire le macerie” nelle relazioni russo-americane.

Sulla base dei risultati dell’incontro, saranno preparate alcune proposte per i rispettivi presidenti di Russia e USA, Vladimir Putin e Joe Biden, su questioni di stabilità strategica. A tal riguardo, Lavrov ha sottolineato che Mosca conferma la propria disponibilità a discutere tutti gli aspetti e i fattori che la riguardano nel quadro del dialogo sulla stabilità strategica, e Washington non ha abbandonato questo concetto. Tali temi toccano soprattutto le questioni sul nucleare, la difesa offensiva e quella difensiva.

In merito al Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), altresì noto come accordo sul nucleare iraniano, il ministro russo ha riferito di aver discusso con Blinken l’effettiva interazione tra i due Paesi sul dossier, il problema della penisola coreana e la situazione in Afghanistan. A tal proposito, Lavrov ha affermato che Mosca e Washington sono decise a continuare le azioni comuni sui conflitti regionali in cui gli interessi delle due nazioni coincidono, e che queste si stanno sviluppando con successo. A detta di Blinken, se i leader di Russia e Stati Uniti riescono lavorare insieme in uno spirito di cooperazione, il “mondo potrebbe essere più sicuro”.

Tra gli altri argomenti è stata altresì discussa la presenza diplomatica nei rispettivi Paesi, e le reazioni a catena relative alle recenti espulsioni sono state definite non soddisfacenti. Pertanto, verranno presentate a entrambi i presidenti alcune proposte al fine di migliorare questo aspetto delle relazioni bilaterali. Invece, Lavrov non ha risposto alla domanda sollevata da un giornalista circa la possibilità di un vertice tra Putin e Biden. In precedenza, il vice ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, non aveva escluso che le due parti potessero affrontare tale tema durante la riunione a Reykjavik.

La valutazione americana dell’incontro è stata riportata sul sito del Dipartimento di Stato degli USA. Secondo tale dichiarazione, Lavrov e Blinken hanno discusso le aree in cui una cooperazione forte e rafforzata potrebbe beneficiare i popoli dei due Paesi, e si sono impegnati a continuare le discussioni in futuro. In particolare, il segretario di Stato americano ha assicurato al ministro russo che Washington “cerca una relazione più stabile e prevedibile con Mosca”. Stando al documento, inoltre, durante la riunione sarebbero stati toccati altresì gli argomenti relativi alla situazione in Siria, quella al confine russo con l’Ucraina, e la ricerca di una soluzione politica a lungo termine al conflitto tra Armenia e Azerbaigian.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, stanno attraversando un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due nazioni a una serie di importanti questioni internazionali, tra cui la situazione in Medio Oriente, in particolare riguardo la Siria, l’Afghanistan, l’Ucraina e il Donbass. Un altro punto di attrito include gli accordi sul nucleare e sul controllo degli armamenti. Nonostante l’amministrazione Biden abbia approvato, il 3 febbraio scorso, il rinnovo del Trattato New START sulla riduzione degli arsenali nucleari, Washington si è ritirata dal Trattato sui Cieli Aperti il 22 novembre 2020, citando presunte violazioni di Mosca. Da parte sua, la Russia ha altresì annunciato, lo scorso 15 gennaio, la volontà di uscire dall’accordo, significativamente compromesso dall’assenza degli USA, e Putin ha presentato alla Camera Bassa del Parlamento russo, l’11 maggio, un disegno di legge che denuncia il Trattato sui Cieli Aperti per via del ritiro unilaterale degli Stati Uniti.

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Mariela Langone

di Redazione

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