Stretto di Taiwan: Pechino contro il transito di navi da guerra USA

Pubblicato il 19 maggio 2021 alle 9:43 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il comando orientale dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) della Cina ha denunciato il passaggio del cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Curtis Wilbur nello Stretto di Taiwan, il 18 maggio. Il quotidiano Huanqiu ha poi riferito che, contemporaneamente al passaggio dell’imbarcazione militare, più aerei da ricognizione degli USA hanno condotto attività nel Mar Cinese Meridionale, probabilmente per fornire sostegno di intelligence.

In particolare, il portavoce del comando orientale dell’EPL, il colonnello dell’Aviazione Zhang Chunhui, ha dichiarato che gli USA stanno inviando segnali erronei alle forze indipendentiste taiwanesi, danneggiando la situazione regionale intenzionalmente e mettendo a rischio la pace e la stabilità dello Stretto di Taiwan. Zhang ha poi specificato che il comando orientale dell’EPL ha disposto truppe di soldati a controllo e monitoraggio dello USS Curtis Wilbur lungo tutto il suo tragitto, tenendosi pronto a rispondere a minacce e provocazioni.

Il 19 maggio, il think tank cinese dell’Università di Pechino, South China Sea Strategic Situation Probing Initiative, ha riferito che durante il passaggio dello USS Curtis Wilbur tre arei militari statunitensi hanno condotto attività nel Mar Cinese Meridionale. In particolare, i velivoli coinvolti sono stati l’aereo da ricognizione antisommergibile P-8A e gli aerei da ricognizione elettronica EP-3E e RC-135W e il sospetto è che abbiano fornito sostegno di intelligence al cacciatorpediniere.

Secondo media taiwanesi citati da Huanqiu, la settima flotta della Marina statunitense avrebbe confermato il passaggio del cacciatorpediniere alle 18:00, ora locale. Nello specifico, dopo aver affermato che si sia trattato di un’operazione ordinaria, condotta nel rispetto della legge internazionale, la settima flotta della Marina statunitense ha ribadito che continuerà a sorvolare, navigare e ad operare “ovunque la legge internazionale lo consenta”.

 In totale, il transito della USS Curtis Wilbur ha rappresentato la quinta volta in cui le forze statunitensi hanno condotto simili operazioni dall’insediamento del presidente statunitense, Joe Biden, alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso. La presenza navale di Washington è percepita dalla Cina come una dimostrazione di sostegno degli USA per le autorità di Taipei e l’ultimo episodio di tale genere risale al 7 aprile scorso.

Pechino considera l’isola una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. Al momento, l’EPL sta conducendo frequenti operazioni militari nei pressi di Taiwan.

In tale contesto, gli USA sono il maggior sostenitore dell’isola, nonché il suo principale fornitore di armi di difesa. Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan.  Di fronte alle crescenti pressioni militari esercitate da Pechino, Washington ha ripetutamente ribadito che il suo sostegno per Taiwan è “solido come una roccia”. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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