La Cina avverte l’UE: l’accordo sugli investimenti conviene ad entrambi

Pubblicato il 19 maggio 2021 alle 11:40 in Cina Europa

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Il Parlamento europeo potrebbe passare una mozione per “congelare” l’Accordo globale sugli investimenti tra Unione europea (UE) e Cina, il prossimo 20 maggio, in un momento di tensioni tra le parti, che hanno imposto sanzioni l’una sull’altra in relazione alla questione dei diritti umani nello Xinjiang. Il 19 maggio, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha fornito la posizione cinese su tali speculazioni in tre punti.

Innanzitutto, Zhao ha affermato che l’Accordo globale sugli investimenti con la Cina è equo e reciprocamente vantaggioso e non è una concessione fatta da una parte all’altra. Per tali ragioni, avendo benefici per entrambi, approvarlo presto è nell’interesse sia della Cina, sia dell’UE ed entrambe dovrebbero sforzarsi perché ciò avvenga.

In secondo luogo, il portavoce ha affermato che la Cina ha adottato sanzioni contro istituzioni e funzionari europei che hanno diffuso intenzionalmente menzogne e informazioni false sulla questione dello Xinjiang, danneggiando la sovranità e gli interessi della Cina. Pechino ha ribadito che le sanzioni sono servite a proteggere i propri interessi e a rispondere alle sanzioni dell’UE, accusata di aver avviato la vicenda.

Infine, Zhao ha dichiarato che Pechino ha sincere intenzioni di sviluppare le proprie relazioni con Bruxelles ma vuole anche proteggere le proprie sovranità e sicurezza, così come sviluppare i propri interessi. Per il portavoce, le sanzioni e lo scontro non contribuiranno a risolvere il problema, diversamente dal dialogo e dalla cooperazione. Zhao ha quindi affermato di sperare che la parte europea rifletta su questo, promuovendo lo sviluppo stabile e sano delle relazioni sino-europee.

Le dichiarazioni del portavoce di Pechino sono arrivate dopo che più media hanno diffuso una notizia in base alla quale il Parlamento europeo dovrebbe passare una mozione per “congelare” formalmente l’Accordo sugli investimenti a causa delle sanzioni imposte da Pechino contro funzionari e istituzioni europei. In base alla bozza della mozione letta da POLITICO, citato da South China Morning Post, il Parlamento potrebbe chiedere al blocco europeo di ampliare il coordinamento con gli USA per gestire le relazioni con la Cina e che qualunque accordo commerciale con Taiwan non sia “tenuto in ostaggio” dall’intesa con Pechino.  Oltre a questo, il testo richiederebbe la rimozione delle sanzioni da parte della Cina e l’utilizzo dell’intesa per far pressioni su Pechino sui diritti umani.

Lo scorso 22 marzo, Pechino aveva annunciato di aver sanzionato 10 individui e 4 istituzioni europei dopo che l’UE aveva deciso, nella stessa giornata, di imporre sanzioni “unilaterali” contro quattro soggetti e un’entità cinesi in relazione ad accuse di violazione dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang. In tale occasione, Bruxelles aveva imposto sanzioni contro la Cina per la prima volta dagli eventi di Piazza Tiananmen, del 1989.

Secondo Paesi per lo più occidentali, la Cina avrebbe perpetrato violazioni dei diritti umani della minoranza turcofona e musulmana degli uiguri, e non solo, nella regione dello Xinjiang, adottando politiche di repressione nei loro confronti che prevedono anche detenzioni e lavori forzati. In base a stime di Human Rights Watch (HRW), poi, Pechino avrebbe rinchiuso almeno un milione di uiguri in campi rieducativi, avrebbe causato scomparse, torturato gli uiguri in custodia delle proprie autorità e portato avanti processi poi conclusi in sentenze di morte.Il governo di Pechino, però, ha sempre negato qualsiasi forma di oppressione nei confronti degli uiguri e ha giustificato l’istituzione dei cosiddetti “campi di educazione e addestramento” nello Xinjiang sostenendo che servano a frenare e arginare movimenti separatisti, violenti ed estremisti compiuti da alcuni membri della minoranza turcofona uigura nello Xinjiang. 

Tali vicende hanno creato tensioni tra Pechino e Bruxelles facendo avanzare varie ipotesi sulle ripercussioni che potrebbero avere sull’Accordo globale sugli investimenti. I negoziati riguardanti quest’ultimo sono stati formalmente conclusi lo scorso 30 dicembre. L’accordo, che si propone di essere ancorato al concetto di sostenibilità, ha come obiettivo primario quello di consentire a Cina e UE un maggior accesso ai rispettivi mercati e una competizione equa, superando gli ostacoli agli investimenti e riducendo il ruolo delle aziende a proprietà statale. Tale intesa potrebbe consentire alle aziende europee maggior accesso al mercato cinese e controbilanciare le possibilità che le aziende cinesi hanno in seno all’UE. L’accordo deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo, formato dai capi di stato o di governo dei 27 Paesi membri dell’UE.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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