Giappone: crollo record del PIL nell’anno fiscale 2020

Pubblicato il 19 maggio 2021 alle 7:28 in Asia Giappone

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Il PIL reale del Giappone ha subito una contrazione del 4,6% nell’anno fiscale 2020, che va da aprile 2020 a marzo 2021, rispetto al valore dell’anno fiscale precedente, secondo i dati ufficiali rilasciati il 18 maggio. Tale contrazione avrebbe rappresentato la maggior riduzione del PIL mai registrata dal Giappone.

Kyodo News ha rivelato che si è trattato della seconda contrazione di fila del PIL reale, ovvero del valore totale dei beni e dei servizi prodotti nel Paese adattato rispetto all’inflazione. Il dato relativo al 2020 è stato il più basso mai registrato da quando Tokyo ha iniziato a compilare la stima nel 1955 ed è stato peggiore anche della contrazione del 3,6%, subita dall’economia giapponese nel 2008, in seguito alla crisi finanziaria globale.

I dati rilasciati il 18 maggio hanno rivelato che, nel primo trimestre del 2021, il PIL giapponese ha subito una contrazione dell’1,3% rispetto agli ultimi tre mesi del 2020 e del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel secondo trimestre del 2020, il PIL giapponese aveva subito un declino record del 28,6%, in concomitanza con l’emergenza legata alla diffusione della pandemia tra aprile e maggio 2020. Nel trimestre successivo, le perdite erano state parzialmente colmate da una crescita su base annua del PIL del 22,9%. Tra ottobre e dicembre 2020, poi, il dato aveva mostrato una crescita dell’11,6%.

Nel corso dell’anno fiscale 2020, i consumi privati sono diminuiti del 6%, mentre, le esportazioni di beni hanno subito una contrazione del 10,4%, in risposta alla diffusione del coronavirus e alle misure di contenimento dei contagi adottate sia a livello interno, sia esterno. Anche le importazioni sono calate del 6,8% in relazione al crollo dei prezzi delle risorse energetiche, compresi il greggio e i gas naturali. Allo stesso modo, le spese in conto capitale sono scese del 6,9% mentre gli investimenti residenziali privati sono scesi del 7,1%. Al contempo, la spesa pubblica è aumentata del 3,1%, mentre, gli investimenti pubblici sono cresciuti del 4%.

I dati relativi al periodo gennaio-marzo 2021 hanno evidenziato più criticità. Tra queste vie è stata una riduzione della spesa privata, che costituisce oltre la metà del PIL, dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, mentre le spese in conto capitale sono diminuite anch’esse dell’1,4%. Tale scenario è legato alla ripresa dei contagi di coronavirus a partire dal mese di novembre 2020 che ha portato le autorità giapponesi ad indire un secondo stato d’emergenza a gennaio 2021 a Tokyo e in 11 tra le 47 prefetture del Paese che è stato revocato a partire dal 7 marzo successivo. Tra gennaio e marzo 2021, le esportazioni hanno registrato una crescita del 2,3% che è però rallentata rispetto al trimestre ottobre-dicembre del 2020, quando il dato positivo si era attestato all’11,7%.

Secondo alcuni analisti citati da Kyodo News, il Giappone continuerà ad assistere ad una contrazione  nel periodo aprile-giugno 2021, in quanto, da aprile, a Tokyo e in altre otto prefetture è stato imposto un nuovo stato d’emergenza. La crescita del PIL di tale trimestre dipenderà principalmente dall’andamento delle esportazioni in quanto i consumi continueranno a scendere e la spesa in conto capitale resterà stabile, secondo un economista dell’istituto Itochu Research, Atsushi Takeda.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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