Slovenia: vertice sui Balcani, focus sull’allargamento europeo

Pubblicato il 18 maggio 2021 alle 6:20 in Balcani Slovenia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Si è aperto, lunedì 17 maggio in Slovenia, un vertice regionale finalizzato ad accelerare il processo di allargamento dell’Unione Europea ai Paesi dei Balcani occidentali. Si tratta di una nuova riunione nell’ambito del cosiddetto formato di Brdo-Brioni, un’iniziativa avviata nel 2010 da Slovenia e Croazia con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione regionale e favorire l’integrazione nell’UE degli altri Paesi dei Balcani occidentali.

Al summit, che si è tenuto a Brdo kod Kranja, non lontano da Lubiana, hanno partecipato il presidente sloveno, Borut Pahor, il presidente croato, Zoran Milanovic, il presidente serbo, Aleksandar Vucic, il presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, quello della Macedonia del Nord, Stevo Pendarovski, quello dell’Albania, Ilije Meta, e il presidente del Kosovo, Vjosa Osmani. Per la Bosnia-Erzegovina si sono presentati i tre membri della presidenza collegiale, ovvero il serbo Milorad Dodik, il croato Zeljko Komsic e il bosgnacco Sefik Dzaferovic. Slovenia e Croazia fanno già parte dell’UE, alla quale hanno aderito rispettivamente nel 2004 e 2013.

Tra i punti affrontati durante gli incontri c’è stato, in primo luogo, quello emerso dopo la diffusione di un documento anonimo sulla possibile revisione delle frontiere nei Balcani su base etnica. Il cosiddetto “non-paper” imputato al primo ministro della Solvenia, Janez Jansa, suggeriva di rivedere i confini disegnati nel 1995 dagli accordi di pace di Dayton e di risolvere le “questioni irrisolte” tra serbi, croati e albanesi. Per farlo, si proponeva di “dissolvere pacificamente” la Bosnia-Erzegovina e di ridurla a un terzo delle sue attuali dimensioni. In questo modo, Serbia, Croazia e Albania sarebbero state ampliate per inghiottire parti della vicina Bosnia, ma anche della Macedonia del Nord e del Kosovo. Una prospettiva che è stata prontamente respinta da tutti i dirigenti regionali.

Nel corso dell’incontro di lunedì si è parlato anche di lotta alla pandemia e delle prospettive di ripresa economica e sociale dopo il superamento della crisi sanitaria. Al termine dei lavori, è stata approvata una Dichiarazione congiunta. “Dopo tre ore di trattative, è stata adottata la Dichiarazione di Brdo”, ha scritto su Twitter il presidente sloveno Pahor. “Abbiamo sostenuto le intenzioni, i desideri e le richieste di altri nei Balcani occidentali per una data per i negoziati e la liberalizzazione dei visti”, ha detto Vucic in riferimento all’attesa dell’avvio dei negoziati europei per la Macedonia del Nord e l’Albania e alle aspettative del Kosovo su una liberalizzazione dei visti con l’Unione. 

Per quanto riguarda i rapporti tra Italia e Slovenia, i due Paesi possono contare su forti legami storici, politici, economici, commerciali, culturali e militari e vantano una cooperazione diversificata in molti settori. Nel quadro del loro partenariato si inserisce anche l’adesione comune all’Unione Europea. Secondo quanto si legge sul sito dell’Ambasciata italiana a Lubiana, con un interscambio di oltre 8,6 miliardi di euro, nel 2019 l’Italia ha rappresentato ancora una volta per la Slovenia il secondo partner commerciale. A sua volta, in base al rating SACE, nel 2019 la Slovenia è stato il 14° partner nell’Italia nell’area UE ed il 20° nel mondo.

Relativamente a Italia e Croazia, lo stato dei rapporti economici bilaterali è stato favorito negli anni dalla conclusione di una serie di accordi, tra i quali, tuttora in vigore, la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali con Protocollo Aggiuntivo (1999) e il Memorandum di Cooperazione bilaterale (2009) . Inoltre, per quanto riguarda gli investimenti, l’Italia è il terzo investitore in Croazia. Nell’ambito della cooperazione politica, invece, il ministro Di Maio si era recato a Zagabria, gli scorsi 29 e 30 novembre 2020, per co-presiedere la Riunione Plenaria della IV edizione del Comitato di coordinamento dei Ministri Italia-Croazia. Nel corso della missione, il ministro aveva avuto un lungo incontro con l’omologo Grlić Radman. A seguire, i due avevano presieduto la Riunione Plenaria del Comitato dei Ministri e firmato, al termine del vertice, una Dichiarazione Congiunta alla presenza, da parte italiana, dei ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Università e della Ricerca, della Salute, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’Interno. La precedente edizione del Comitato di coordinamento dei Ministri si era svolta il 18 gennaio 2018 a Roma, co-presieduta dall’allora ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, e dall’omologa croata, Marija Pejčinović Burić.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.