NATO-Ucraina: come sta procedendo l’integrazione euroatlantica

Pubblicato il 18 maggio 2021 alle 13:21 in NATO Ucraina

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La vicepremier dell’Ucraina per l’integrazione europea ed euroatlantica, Olga Stefanishina, ha concluso, martedì 18 maggio, la visita di due giorni a Bruxelles realizzata per incontrare funzionari dell’Unione Europea e della NATO. Nel frattempo, Moldova, Georgia e Ucraina hanno istituito il “Trio associato” per favorire l’integrazione euroatlantica.

Lo scopo della visita di Stefanishina, secondo quanto riferito dal quotidiano russo Kommersant, sarebbe stato quello di convincere la partnership dell’Alleanza Atlantica a invitare il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a prendere parte al vertice della NATO che si terrà il 14 giugno a Bruxelles. Il focus del futuro vertice dell’Alleanza è ancora da stabilire, sebbene la stampa internazionale, citando fonti proprie, abbia riferito che probabilmente sarà incentrato su questioni interne all’Organizzazione, come la pianificazione delle attività dell’Alleanza fino al 2030. Inoltre, in previsione della visita della vicepremier, sabato 15 maggio, quando l’Ucraina ha celebrato la Giornata dell’Europa, Zelensky ha rilasciato dichiarazioni che hanno confermato il forte interesse di Kiev di accedere all’UE e alla NATO. “L’Ucraina è l’Europa. Siamo il centro e il cuore dell’Europa”, ha sottolineato Zelensky.

La posizione dell’Ucraina rispetto all’integrazione euro-atlantica era stata avanzata prima del vertice di Buxelles. Stefanishina, nel corso di una riunione da remoto, il 15 maggio, ha ricordato che sono passati 13 anni dal 2 aprile 2008, quando i Paesi dell’Alleanza hanno tenuto il Vertice di Bucarest. In tale data, si decise che la NATO avrebbe riconosciuto il “principio della porta aperta” sia per l’Ucraina sia per la Georgia. Tuttavia, ad oggi, pur sostenendo l’adesione di Kiev e Tbilisi, non sono ancora stati predisposti i piani d’azione per permettere ai due Paesi di entrare a far parte della comunità euro-atlantica. Stefanishina ha invitato la NATO a mantenere le promesse di 13 anni prima, sottolineando che il vertice del 14 giugno potrebbe essere il contesto ideale per “aprire la strada all’integrazione di Kiev e Tbilisi”.

La questione dell’ingresso dell’Ucraina nella comunità euroatlantica, recentemente, è diventata prioritaria per Kiev, soprattutto a fronte delle tensioni con la Russia nell’Ucraina Orientale, più specificatamente nel Donbass. Il 6 aprile, Zelensky, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha esortato gli USA ad accelerare l’adesione del suo Paese perché temeva che l’Ucraina, da sola, non sarebbe riuscita a fronteggiare la “minaccia russa”. Quest’ultima era è arrivata a dispiegare circa 100.000 soldati in Crimea e nell’Ucraina dell’Est. La stessa richiesta è stata mossa da Kiev nel corso del vertice che, il 6 maggio, si è tenuto tra il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, e il presidente dell’Ucraina. In tale data, Blinken ha rinnovato il sostegno di Washington all’ingresso di Kiev nella NATO, ribadendo, però, che il Paese deve attuare una serie di riforme interne che permetteranno di consolidare le istituzioni democratiche e rafforzare lo stato di diritto in Ucraina. Questi, secondo la NATO, sono fattori che permetteranno al Paese di far sì che il suo sistema di Difesa sia conforme agli standard imposti dall’Alleanza Atlantica.

Vale la pena sottolineare che la corruzione delle istituzioni al potere è una delle principali cause che impedisce all’Ucraina di aderire alla NATO. All’inizio di marzo, Stoltenberg ha affermato che l’Ucraina non soddisfa ancora i criteri per entrare a far parte del blocco militare anche a causa della corruzione. Inoltre, il 7 aprile, l’ufficio stampa della NATO, in risposta alle insistenti richieste di integrazione, ha invitato Kiev a concentrarsi sull’attuazione di riforme interne. Solo in questo modo sarà possibile consolidare le istituzioni democratiche e rafforzare lo stato di diritto del Paese. Questi, secondo la NATO, sono fattori che permetteranno all’Ucraina di far sì che il suo sistema di Difesa sia conforme agli standard imposti dall’Alleanza Atlantica.

È importante ricordare che i ministri degli Esteri di Ucraina, Georgia e Moldova, rispettivamente Dmitry Kuleba, David Zalkaliani e Aureliu Chocoy, hanno firmato, lunedì 17 maggio, un memorandum che ha sancito la nascita del “Trio associato“. Si tratta di un gruppo istituito per facilitare l’integrazione dei suddetti Paesi nell’Unione Europea. Secondo Kuleba, tale l’iniziativa testimonia quanto le tre Repubbliche siano determinate ad entrare a far parte della comunità euro-atlantica. Durante una conferenza stampa congiunta, lo stesso 17 maggio, i rappresentanti di Ucraina, Georgia e Moldova hanno spiegato in cosa consiste il nuovo format di cooperazione trilaterale. In primo luogo, il Trio associato avvierà una serie di consultazioni di alto livello tra i ministri degli Esteri per coordinare le proprie posizioni in relazione al “programma di partenariato orientale dell’UE”, all’interno del quale rientrano anche Bielorussia, Azerbaigian e Armenia. In secondo luogo, i ministri degli Esteri avvieranno il dialogo con le istituzioni europee su temi quali trasformazione digitale, economia verde e trasporti. L’obiettivo finale, secondo il georgiano Zalkaliani, è la “massima integrazione” nel mercato dell’Unione Europea, sancita dal programma di partenariato orientale dell’UE.

Il ministro degli Esteri georgiano ha chiarito che i tre Paesi, col lo scopo di entrare a far parte dell’UE, hanno affrontato numerose sfide. L’occupazione dei territori delle Repubbliche è sicuramente quella centrale. Zalkaliani ha concluso il suo intervento affermando che Georgia, Ucraina e Moldova hanno legami storici di lunga durata con il blocco europeo, con il quale condividono i valori più profondi. “Questa è la nostra scelta sovrana e nessuno Stato potrà sovvertire il nmostro ingresso in Europa” ha concluso il ministro di Tbilisi, accusando non troppo velatamente la Russia per aver interferito, nel 2009, nel processo di integrazione euroatlantica dei tre Paesi. In tale contesto, Ucraina, Moldova e Georgia, nel 2009, aderirono al programma di partenariato orientale dell’Unione Europea, elaborato per intensificare la cooperazione regionale tre Bruxelles e i tre Paesi. Il programma ha come obiettivo il rafforzamento dell’associazione politica e dell’integrazione economica di sei partner dell’Europa Orientale e del Caucaso Meridionale, quali Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina. Il partenariato orientale è una specifica dimensione orientale della Politica Europea di Vicinato (PEV) creata per intensificare la cooperazione tra l’europa e i suddetti Paesi per raggiungere il grado più elevato possibile di integrazione economica.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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