La Tunisia ripristina i voli verso la Libia: un segnale di speranza

Pubblicato il 18 maggio 2021 alle 14:40 in Libia Tunisia

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Dopo un’interruzione durata circa sette anni, la compagnia aerea tunisina, Tunisian airlines, ha annunciato la ripresa dei voli tra l’aeroporto internazionale di Tunisi-Cartagine e le città libiche di Tripoli e Bengasi, in una mossa che, secondo gli esperti, potrebbe aiutare la compagnia far fronte alle perduranti difficoltà economiche.

In particolare, a partire dal 17 maggio, l’aeroporto situato nei pressi della capitale Tunisi ha riattivato i voli destinati e provenienti dagli aeroporti di Mitiga e Benina, posti rispettivamente nell’Ovest e nell’Est libico. Mentre la compagnia tunisina ha confermato che organizzerà un volo al giorno, andata e ritorno, tra gli aeroporti di Cartagine e Mitiga, l’amministrazione dell’aeroporto di Benina a Bengasi ha dichiarato che i voli settimanali tra l’aeroporto di Cartagine e la città libica orientale saranno tre. Tuttavia, fonti di entrambi i Paesi hanno rivelato che il numero di voli potrebbe gradualmente aumentare.

Come riporta il quotidiano al-Arab, vista la situazione di instabilità e di precaria sicurezza in Libia e l’escalation delle tensioni sul campo, la Tunisian airlines aveva deciso di interrompere i propri voli verso il vicino Nord-africano nel 2014. Ciò ha causato, negli anni, ulteriori perdite per la compagnia statale tunisina, che stava facendo fronte a debiti e difficoltà economiche già dal 2011, presumibilmente provocate sia dalla cattiva gestione della compagnia sia dalla più ampia crisi economica della Tunisia. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla crisi derivante dalla pandemia di Covid-19 e dalle relative restrizioni per viaggi e spostamenti. Motivo per cui, la ripresa dei voli, secondo gli esperti, potrebbe aiutare la società governativa ad alleviare delle problematiche ritenute essere croniche.

I primi voli tra i due Paesi Nord-africani erano previsti per il 27 aprile scorso, ma ritardi nelle scadenze operative previste hanno posticipato la loro ripresa. La mossa è stata favorita dalla visita del presidente tunisino, Kais Saied, del 17 marzo, recatosi in Libia per incontrare il primo ministro e il capo del Consiglio presidenziale neoeletti. In tale occasione, rappresentanti di entrambe le parti si sono detti concordi ad aumentare il volume di scambi commerciali tra Libia e Tunisia, anche attraverso la ripresa dei voli per il trasporto sia di passeggeri sia di merci. Ad ogni modo, l’annuncio del 17 maggio fa sperare che si sia passati dalle parole ai fatti, e che vi sia una reale volontà politica di ridare nuovo slancio ai rapporti commerciali tra i due Paesi, ponendo particolare attenzione anche al settore turistico. A tal proposito, Libia e Tunisia mirano a rafforzare i legami di cooperazione anche in ambito sanitario e in progetti di costruzione. Al momento, Tripoli rappresenta il primo partner economico di Tunisi nel Maghreb, e, secondo i rapporti della Banca Mondiale, è al quinto posto dopo Francia, Italia, Germania e Spagna. Inoltre, il mercato libico assorbe circa il 70% delle esportazioni tunisine annuali.

Come riferito da alcuni esperti, la ripresa dei voli della Tunisian Airlines potrebbe essere un punto cruciale per la ripresa della compagnia. Secondo le statistiche ufficiali, prima dei disordini del 2011, più di 1,5 milioni di libici si riversavano in Tunisia ogni anno per turismo o per ricevere cure mediche, mentre molti tunisini si recavano in Libia per lavoro. Tuttavia, il numero è notevolmente diminuito negli anni successivi. A detta del Ministero dei trasporti tunisino, la rotta verso la Libia della compagnia aerea statale era la più redditizia prima del 2011, in quanto rappresentava circa il 20% delle proprie attività. In particolare, i dati ufficiali mostrano che la Tunisian Airlines operava sette voli giornalieri verso gli aeroporti di Mitiga, Bengasi, Misurata e Sabha. Negli ultimi dieci anni, oltre all’interruzione dei voli verso il vicino libico, la situazione della Tunisian Airlines è andata gradualmente peggiorando. Alcuni ritengono che il governo di Tunisi non sia stato in grado di delineare piani volti a salvare la compagnia fortemente indebitata, il che ha causato ondate di scioperi e frequenti lamentele sui servizi offerti. Altri sostengono che la crisi della Tunisian Airlines sia da collegarsi al mercato locale e non alla concorrenza, se si considera che, dopo gli attentati terroristici del 2015, molte compagnie aeree hanno interrotto i voli per il Paese Nord-africano, lasciando maggiore spazio a quella tunisina.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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