Cina: cosa dicono i dati della ripresa economica ad aprile 2021

Pubblicato il 18 maggio 2021 alle 12:36 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha rilasciato i dati relativi alle operazioni economiche del Paese nel mese di aprile 2021, il 17 maggio.  Durante la conferenza stampa organizzata per presentarli, un portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica, Fu Linghui, ha fornito un’interpretazione approfondita delle questioni più significative sulla situazione economica del Paese.

Fu ha affermato che l’economia nazionale della Cina sta mantenendo un trend di sviluppo e di ripresa stabile. Ad aprile 2021, la domanda ha continuato ad espandersi e la produzione è cresciuta. Quest’ultima ha assistito ad un incremento del valore aggiunto industriale del 6,8% rispetto ad aprile 2020 e di 0,6 punti percentuali rispetto a marzo 2021. Allo stesso tempo, anche l’indice della produzione del settore dei servizi è cresciuto del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dal punto di vista della domanda, poi, ad aprile 2021 le vendite al dettaglio di prodotti di consumo sono cresciute del 4,3% anno su anno, mantenendo un trend di stabilità. Anche l’occupazione ha mostrato stabilità, da gennaio ad aprile sono stati creati 4,37 milioni di nuovi posti di lavori nelle città e cittadine e il tasso di disoccupazione urbano è sceso del 5,1% rispetto ad aprile 2020. Infine, i “nuovi motori dello sviluppo” hanno continuato il loro percorso di crescita, con l’industria manifatturiera e delle apparecchiature e il settore manifatturiero delle alte tecnologie che sono cresciuti rispettivamente dell’11,2% e del dell’11,6% anno su anno nell’ultimo biennio.

Dopo aver presentato tale quadro, Fu ha, però, sottolineato che la situazione internazionale è ancora complessa e le prospettive della ripresa economica globale sono sottoposte a più fattori d’incertezza. A livello nazionale, la ripresa economica è ancora nel bel mezzo del suo percorso e vi sono ancora squilibri. Fu ha quindi dichiarato che, mentre verranno attuate politiche per la stabilizzazione, sarà necessario intensificare riforme strutturali per quanto riguarda l’offerta, promuovendo uno sviluppo economico di alta qualità.

Il secondo aspetto analizzato da Fu ha riguardato la stabilità dei prezzi. Nel mese di aprile 2021, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha avuto una crescita dello 0,9 % rispetto allo stesso periodo del 2021, e dello 0,5% rispetto a marzo 2021. Fu ha definito tale crescita moderata e ha affermato che i prezzi dei prodotti alimentari rimarranno stabili nel corso di tutto l’anno. Ad aprile, anche l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è aumentato del 6,8% anno su anno e del 2,4% rispetto a marzo. Rispetto alla possibilità che la crescita del PPI possa influire sull’aumento del CPI, Fu ha dichiarato che sicuramente vi sarà una ripercussione. Tuttavia, il portavoce ha specificato che i vari settori industriali della Cina sono piuttosto completi, la catena industriale è lunga e l’influenza degli elementi a monte su quelli derivati stia gradualmente diminuendo.  Inoltre, guardando alla relazione tra offerta e domanda non vi sarebbero elementi a sostegno di un sostanzioso aumento dei prezzi. Inoltre, altro fattore da considerare sarebbe il fatto che nel 2020 sono state adottate misure d’emergenza per contrastare gli effetti della pandemia che stanno subendo cambiamenti o che sono in fase di abbandono. Fu ha ricordato che la Cina non ha immesso nell’economia eccessi di liquidità nel periodo dell’emergenza coronavirus.

Infine, Fu ha analizzato la crescita del commercio estero ad aprile. In generale, l’import-export della Cina ha totalizzato un valore di 3.149,2 miliardi di yuan crescendo del 26,6% rispetto ad aprile 2020. Nel valore generale, le esportazioni hanno totalizzato 1.712,8 miliardi di yuan e le importazioni 1.436,3 miliardi di yuan. Fu ha dichiarato che la crescita relativamente rapida dell’import-export ha dimostrato la resilienza e il potenziale del commercio estero della Cina e che il settore manterrà un trend di crescita. Oltre all’import-export, anche i consumi hanno registrato una crescita, così come le vendite al dettaglio hanno avuto un aumento anno su anno del 17,7% per un valore di 1.315,3 miliardi di yuan.

Rispetto alla ripresa generale dell’economia cinese, analisti citati da South China Morning Post hanno affermato che il processo sia disgiunto e possa frenare la crescita generale del Paese, in quanto l’attività di più settori sarebbe stata più moderata del previsto ad aprile 2021. Tra questi vi sarebbero i consumi privati, la produzione industriale che è rallentata rispetto a marzo passando dal 14,4% al 9,8%, così come le vendite al dettaglio che ad aprile sono cresciute del 17,7% rispetto al 34,2% di marzo. Secondo gli analisti in questione, la crescita economica della Cina avrebbe raggiunto un picco nel primo trimestre del 2021 analizzando i dati di trimestre in trimestre e nei prossimi mesi potrebbe subire rallentamenti. Oltre a questo, la crescita economica cinese sarebbe ancora sbilanciata e contrassegnata da settori di forza come le esportazioni e gli investimenti interni, accompagnati però da consumi deboli.

Per indirizzare la ripresa economica, la Cina ha deciso di adottare la strategia di doppia circolazione dell’economia che prevede un grande focus dell’economia cinese verso il mercato domestico, ovvero verso la circolazione interna, per far sì che il Paese si adatti ad un ambiente esterno sempre più instabile.  In base a questo, la Cina farà minor affidamento su una strategia di sviluppo orientata alle esportazioni, ovvero alla circolazione esterna, senza però abbandonarle. La doppia circolazione è prevista nel 14esimo piano quinquennale della Cina per il periodo 2021-25. Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che il Paese avrebbe portato avanti gradualmente un nuovo modello di sviluppo nel quale la circolazione domestica ha un ruolo predominante.

Il 2020 è stato contrassegnato dalla diffusione della pandemia di coronavirus che ha determinato una crisi economica a livello mondiale. Anche la Cina ha risentito di tali circostanze e, sebbene sia stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, il tasso complessivo annuale di crescita del PIL pari al 2,3% è stato il più basso mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, il dato si attestò all’1,6%.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.