Zarif in Italia: incontri con Di Maio e con il Papa

Pubblicato il 17 maggio 2021 alle 19:48 in Iran Italia

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Il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha incontrato alla Farnesina l’omologo italiano, Luigi Di Maio, e ha fatto visita, presso la Santa Sede, a Papa Francesco. La tappa italiana fa parte di un tour organizzato da Teheran in un momento in cui il Paese si prepara al voto presidenziale, previsto per il 18 giugno, e in cui rimane caldo il tema dell’accordo sul nucleare, i cui colloqui potrebbero essere ad un punto di svolta. Il viaggio toccherà vari Paesi dell’Europa meridionale. Prima dell’Italia, Zarif è già stato per alcuni giorni in visita in Spagna. 

A Roma, durante l’incontro alla Farnesina, il ministro Di Maio ha innanzitutto espresso forte preoccupazione per l’escalation di attacchi e violenze in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati, auspicandone un’immediata cessazione. Nella nota del Ministero degli Affari Esteri, si legge che l’Italia condanna i lanci di razzi da Gaza e auspica una proporzionalità di Israele nella risposta. Di Maio ha poi ribadito l’appello alla de-escalation e ha chiesto ad entrambe le parti di dare prova della loro responsabilità.
Passando ai temi che riguardano più da vicino Teheran, il capo della Farnesina ha evidenziato l’importanza dei negoziati in corso a Vienna sul ripristino del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) e sui paralleli contatti con gli Stati Uniti, esprimendo l’auspicio che si possa raggiungere un compromesso in tempi rapidi sulle questioni ancora pendenti. Stando a quanto si legge nella nota del MAECI, “il ministro ha confermato che l’intesa nucleare resta un pilastro per la non proliferazione e la stabilità regionale e un tassello fondamentale per l’auspicato rafforzamento della cooperazione economica bilaterale”. 
Il Joint Comprehensive Plan of Action era stato firmato durante l’amministrazione Obama, il 14 luglio 2015, a Vienna, da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea. L’accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e di ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani. L’8 maggio 2018, durante la presidenza Trump, Washington si è ritirata unilateralmente dall’accordo, imponendo nuove sanzioni contro Teheran che hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti.  Il nuovo presidente americano, Joe Biden, sembra essere disposto a rilanciare l’accordo, ma, nel corso degli ultimi mesi, ha più volte ribadito come sia necessario dapprima che l’Iran rispetti il patto del 2015 per riprendere gli sforzi diplomatici. Pertanto, le due parti sono rimaste bloccate in una situazione di stallo, in cui ciascuna ha aspettato che fosse l’altra ad agire per prima. Durante le recenti settimane di discussioni a Vienna, tuttavia, la situazione sembrerebbe essersi smossa e fonti interne hanno dichiarato che una nuova intesa potrebbe essere raggiunta entro la prima metà di giugno.
Dopo i colloqui sul JCPOA, Zarif e Di Maio hanno avuto uno scambio di vedute sui principali dossier regionali, dall’Iraq all’Afghanistan fino alle crisi in Siria e Yemen, per le quali il ministro italiano ha ribadito il convinto sostegno di Roma a una soluzione politica. Le parti hanno infine passato in rassegna gli aspetti principali della loro cooperazione bilaterale. 
Per quanto riguarda l’incontro con il Papa, già prima dell’udienza di questa mattina il ministro degli Esteri iraniano aveva dichiarato: “I legami dell’Iran con il Vaticano sono molto importanti”. Papa Francesco, che di recente si è anche espresso sulla necessità della pace a Gaza, è considerato un interlocutore affidabile sia dalla Turchia sia dall’Iran.

Durante la sua visita in Spagna, Zarif aveva incontrato il ministro degli Affari Esteri spagnolo, Arancha Gonzalez Laya, e il ministro per l’Industria, il Commercio e il Turismo, Maria Reyes Maroto, che è anche co-presidente della Commissione congiunta di cooperazione economica Iran-Spagna. Nella prima riunione con Laya, Zarif aveva discusso dello stato più recente delle relazioni Teheran-Madrid nel campo politico ed economico. Il ministro degli Esteri iraniano aveva poi esaminato le relazioni bilaterali in altri ambiti e aveva affermato che il potenziale della cooperazione economica Iran-Spagna supera il livello attuale. A detta di Zarif, c’è bisogno di abbattere le barriere commerciali, di rafforzare le piccole e medie imprese, l’industria del turismo e quella delle infrastrutture per spingere oltre le relazioni economiche Iran-Spagna.

Il viaggio di Zarif in Europa prevedeva anche una visita in Austria, a Vienna. Tuttavia, la tappa è stata annullata dopo che il governo austriaco ha deciso di mostrare solidarietà a Israele sventolando la bandiera israeliana sugli uffici governativi, un gesto che ha suscitato una dura reazione da parte dell’Iran. Il viceministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, che è a Vienna per i colloqui sul nucleare, ha espresso costernazione per la decisione austriaca e ha dichiarato a tal proposito, sul suo profilo Twitter: “Vienna è la sede dell’AIEA e delle Nazioni Unite e l’Austria finora è stata un importante teatro di negoziati. Scioccante e doloroso vedere la bandiera del regime di occupazione, che ha brutalmente ucciso decine di civili innocenti, tra cui molti bambini in pochi giorni, negli uffici governativi di Vienna. Siamo con la Palestina”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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