La Cina domina le gare di appalto in Africa

Pubblicato il 17 maggio 2021 alle 16:31 in Cina Tanzania

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L’ambasciatrice cinese in Tanzania, Wang Ke, e il segretario permanente del Ministero delle Finanze e della Pianificazione della Tanzania, Emmanuel Mpawe Tutuba, hanno firmato un accordo di cooperazione tecnologica ed economica, il 12 maggio. La Cina è sempre più presente nel continente africano, dove le sue aziende ottengono incarichi per realizzare la maggioranza dei mega-progetti, secondo ricerche condotte da più studiosi citati da South China Morning Post.

L’accordo del 12 maggio, prevede che la Cina fornirà alla Tanzania fondi di assistenza gratuiti da utilizzare per la costruzione di progetti concordati tra le parti. Tutuba ha ringraziato la Cina per l’assistenza di lungo termine fornita al proprio Paese nello sviluppo di progetti nei settori ferroviario, dell’istruzione, sanitario, delle comunicazioni, energetico, della fornitura idrica e agricoli.

L’ambasciatrice cinese in Tanzania ha affermato che la firma dell’accordo sia stata il frutto della visita nel Paese africano del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, che dal 4 gennaio 2021 ha condotto una visita ufficiale nel continente, recandosi in Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Botswana, Tanzania e Seychelles. Secondo alcuni osservatori, la visita in Tanzania sarebbe servita cercare un riavvicinamento con la classe politica dopo che, il presidente John Magufuli aveva bloccato progetti legati alle Nuove Vie della Seta, stabiliti nel 2013 e che prevedevano finanziamenti per 10 miliardi di dollari per il porto di Bagamoyo e una zona economica speciale, a causa di divergenze con il maggior operatore portuale cinese, la China Merchant Holdings International.

Oltre alla Tanzania, le aziende cinesi sono presenti anche in molti altri Paesi del continente africano, soprattutto nella realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, anche senza il sostegno finanziario diretto di Pechino o della Export–Import Bank of China. Ad esempio, in Zambia, l’azienda China Jiangxi Corporation for International Economic and Technical Cooperation ha partecipato all’ampliamento di un aeroporto e alla costruzione di una strada di collegamento con la Repubblica Democratica del Congo. La China Gezhouba, invece, è una tra le aziende che hanno partecipato alla costruzione della Grand Renaissance Dam che l’Etiopia sta costruendo sul Nilo Azzurro, creando tensioni con Egitto e Sudan. Atre aziende sono poi coinvolte nella costruzione di progetti multimiliardari per realizzare porti, ferrovie, autostrade e impianti idroelettrici, nel quadro dell’Iniziativa delle Nuove Vie della Seta. Tra queste vi sono China State Construction Engineering, Huawei Technologies Co., Sinohydro, China Civil Engineering Construction, China Road and Bridge Corporation, China Harbour Engineering, Weihai International Economic and Technological Cooperative e Zhongmei Engineering Group.

Secondo la direttrice della China-Africa Research Initiative della Johns Hopkins University, Deborah Brautigam, le aziende cinesi sarebbero arrivate in Africa a partire dal 1979 in cerca di guadagni e avrebbero conquistato ampie fette del mercato dei grandi progetti, essendo meno costose delle ditte europee ma di maggior qualità rispetto alle compagnie africane. Ad oggi, le aziende cinesi sarebbero particolarmente competitive nelle gare di appalto per progetti di media o grande portata, tant’è vero che l’Africa è la destinazione di un terzo dei progetti di costruzione all’estero delle aziende cinesi.

In Tanzania, ad esempio, le compagnie cinesi occupano l’80% del mercato e la Cina è il Paese con il maggior numero di appaltatori attivi in Africa. Una ricercatrice della Schar School of Policy and Government della George Mason University, Hong Zhang, ha però sottolineato che, nonostante una fonte essenziale della competitività delle aziende cinesi sia determinata dal loro accesso ai finanziamenti statali, tuttavia, la maggior parte delle attività che le aziende cinesi appaltano in Africa non è finanziata tramite prestiti cinesi. In generale, i prestiti rappresentano intorno al 30% del giro d’affari cinesi in Africa. Rispetto alla provenienza dei finanziamenti, ad esempio, tra il 2000 e il 2020, circa 250 aziende cinesi avrebbero vinto contratti della Banca Mondiale in Africa e tra il 2017 e il 2019 circa il 35% dei principali contratti della Banca Mondiale sarebbe andato a fornitori cinesi. Altra fonte è stata la African Development Bank (AfDB)che tra il 2013 e il 2018 ha affidato ad aziende cinesi il 27,9% dei contratti.

Secondo più osservatori, le aziende cinesi otterrebbero il maggior numero di appalti per grandi progetti in Africa grazie a costi competitivi, buona qualità dei lavori e dall’esperienza maturata nel continente.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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