Nepal: il premier perde la fiducia

Pubblicato il 14 maggio 2021 alle 7:28 in Asia Nepal

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Il primo ministro del Nepal, K.P. Sharma Oli, ha perso un voto di fiducia al Parlamento , il 10 maggio. La presidente nepalese, Bidhya Devi Bhandari, dovrà ora incaricare una nuova coalizione di formare un governo mentre il Paese sta affrontando un momento d’emergenza legato alla rapida diffusione del coronavirus.

La notizia è stata annunciata dal presidente del Parlamento nepalese, Agni Sapkota, il quale ha affermato che tra i 232 legislatori presenti alla votazione del 10 maggio 93 si sono espressi in favore di Oli, 124 contro e in 15 si sono astenuti.

Al momento, in Nepal è in corso una crisi politica da quando, lo scorso 20 dicembre, la presidente nepalese aveva sciolto il Parlamento del Paese su richiesta del primo ministro Oli e aveva annunciato che sarebbero state indette elezioni parlamentari dal 30 aprile al 10 maggio 2021. Tale scenario era stato poi scongiurato dalla Corte Suprema che, il 23 febbraio scorso, aveva ripristinato il Parlamento nazionale. A marzo, poi, si è sciolta la coalizione al governo, ovvero il Partito comunista del Nepal (NCP) formata dal Partito Comunista del Nepal (Leninisti e Marxisti Unificati) (CPN-UML), guidato dal premier Oli, e dal Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) (CPN-MC), con a capo Pushpa Kamal Dahal, noto anche come Prachanda. Quest’ultimo, era il co-presidente dello NCP insieme ad Oli e avrebbe dovuto   prendere il suo posto a metà legislatura.

In seguito al voto del 10 maggio, Prachanda ha accusato Oli di aver messo in disparte i leader del partito, di aver ignorato il processo decisionale collettivo e di aver messo a rischio il ruolo del Parlamento. Prachanda ha accusato Oli di essere egli stesso il fautore della crisi in corso.

Il premier Oli, in carica dal 15 febbraio 2018, aveva richiesto lo scioglimento del corpo legislativo, formato da 275 sedute e dal mandato quinquennale, così da non doversi dimettere in favore di una seconda persona interna alla coalizione di governo, secondo quanto previsto da un’intesa interna alla sua fazione politica, risalente al 2017. In tale anno, in Nepal, i due diversi partiti comunisti si erano uniti, stringendo un accordo che prevedeva un cambio nella figura del premier dopo due anni e mezzo in carica, ma Oli sarebbe stato finora restio a rispettare tale impegno, creando tensioni interne al partito. Secondo quanto affermato da Oli, all’interno dello NCP, i suoi rivali non avrebbero cooperato con il governo nella definizione di più politiche e per la nomina di funzionari per più ambiti quali le commissioni per i diritti umani nazionali e per la lotta alla corruzione.

Al momento, il Nepal sta affrontando una grave crisi legata al coronavirus e, ad oggi, ha registrato 9.238 casi giornalieri, per un totale di 422.349 contagi e 4.252 morti. All’8 maggio, il Nepal stava registrando 20 casi di coronavirus giornalieri ogni 100.000 persone, ovvero la stessa proporzione dei casi registrati in India due settimane fa. Tale dato ha poi subito una crescita di sette volte nel giro di quindici giorni e, tra il primo e il 2 maggio, il 44% dei test eseguiti per individuare il contagio è risultato positivo. L’aumento dei casi nel Paese è iniziato intorno alla metà del mese di aprile 2021, molte settimane dopo l’inizio della crisi iniziata in India che sta affrontando una grave crisi interna legata alla pandemia.

Secondo quanto riferito dalla CNN, il Nepal, che è uno tra i Paesi più poveri al mondo, ha un fragile sistema sanitario, meno dottori in rapporto alla popolazione rispetto all’India e anche un inferiore tasso di cittadini vaccinati. Inoltre, l’alto tasso di positività riscontrato sui test eseguiti suggerirebbe che molti casi non siano individuati dal sistema di tracciamento. Sempre secondo la CNN, quest’ultima ondata di contagi in Nepal sarebbe stata causata da grandi eventi pubblici di massa e da un basso livello di attenzione della popolazione e da una lenta risposta da parte del governo. In tale quadro, il premier Oli aveva più volte proposto rimedi alternativi al coronavirus sostenendo, ad esempio, che potesse essere curato con foglie di guava, come documentato dalla CNN.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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