L’India chiede alla Cina di fermare l’aumento dei prezzi di beni anti-coronavirus

Pubblicato il 14 maggio 2021 alle 16:10 in Cina India

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La console generale dell’India a Hong Kong, Priyanka Chauhan, ha chiesto aiuto alla Cina per bloccare l’aumento dei prezzi dei beni necessari per la lotta al coronavirus e di incrementare il numero di aerei da cargo per il loro trasporto, il 13 maggio. Il giorno dopo, la Cina ha affermato di essere d’accordo sulla necessità di apertura e di stabilità nella catena di approvvigionamento.

Più aziende indiane hanno acquistato strumentazione medica per trattare il coronavirus da controparti cinesi ma hanno dovuto sostenere costi che, a loro detta, in alcuni casi, sono stati anche del doppio rispetto al normale. Contemporaneamente, i voli cargo tra le due parti non sono ancora ripresi del tutto. A tal proposito, l’inviata indiana a Hong Kong ha affermato che tale situazione abbia inficiato le capacità dell’India di aumentare la produzione di mezzi per combattere l’aumento della diffusione del coronavirus nel proprio Paese. La console ha affermato di sperare che la catena di approvvigionamento resti aperta e che i prezzi dei prodotti siano mantenuti stabili, sperando che il governo cinese possa fare quanto possibile in merito.

Il 14 maggio, la portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, ha innanzitutto espresso vicinanza all’India per la crisi che sta affrontando. Dopodiché Hua ha dichiarato che, dall’inizio della nuova ondata di contagi in India, Pechino ha incoraggiato e indirizzato le aziende cinesi a cooperare positivamente, facilitando la fornitura di tutto il tipo di materiale anti-epidemico di cui l’India ha bisogno. Al momento, più aziende e organizzazioni non governative cinesi starebbero fornendo assistenza e le autorità del Paese avrebbero facilitato le pratiche di sdoganamento e trasporto dei materiali di cui ha bisogno la parte indiana. Hua ha affermato di sperare che tutte le parti possano adottare azioni concrete per garantire la stabilità e l’apertura della catena di approvvigionamento e industriale globale e che nessuno dovrebbe danneggiarla per fini politici.

Parlando dell’aumento dei prezzi, Hua ha dichiarato che le informazioni a disposizione del governo cinese si basano su quanto appreso dalle aziende locali. Prendendo ad esempio i generatori di ossigeno, la crescita della loro domanda ha influito sulla catena di approvvigionamento globale e, oltre a questo, vi sono alcuni materiali grezzi che devono essere importati dall’estero, come ad esempio dall’Europa, la cui fornitura non è sufficiente. Tutto ciò avrebbe indebolito la capacità di produzione. Oltre a questo, più acquirenti indiani avanzerebbero richieste e, in alcuni casi, comprerebbero attraverso canali diversi creando una domanda in eccesso, influenzando sull’ordine del mercato e contribuendo in una certa misura all’aumento dei prezzi.

Ad aprile 2021, la Cina ha esportato in India 26.000 tra ventilatori e generatori di ossigeno, più di 15.000 monitor e 3.800 tonnellate di medicinali e materiale medico. Al momento, Hua ha dichiarato di essere a conoscenza di un ordine per oltre 70.000 generatori di ossigeno che le aziende cinesi si stanno impegnando a consegnare il prima possibile. Oltre a questo, l’India sta anche importando i materiali grezzi necessari alla produzione di vaccini e, dall’inizio dell’anno, le aziende cinesi hanno fornito circa 10.000 tonnellate di tale genere di prodotti all’India. Al momento, vi sarebbero poi ordini per circa 20.000 tonnellate dello stesso materiale.

L’India sta affrontando la peggior diffusione della pandemia a livello globale con casi giornalieri che superano le 300.000 unità e decessi che vanno oltre i 3.000 casi ogni ventiquattro ore. Tale aumento della gravità del quadro pandemico ha innescato un’urgenza nell’approvvigionamento di materiale e personale medico. Più Paesi hanno interrotto i collegamenti con l’India per evitare che la pandemia dilaghi nuovamente e, secondo South China Morning Post, alcune aziende di trasporto merci cinesi avrebbero interrotto le loro operazioni verso il Paese per almeno 15 giorni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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