Manila pianifica un centro logistico nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 13 maggio 2021 alle 13:42 in Cina Filippine

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario agli Esteri delle Filippine, Teodoro Locsin Jr, ha affermato, il 12 maggio, che la Cina ha ammassato altre 300 imbarcazioni in un’area del Mar Cinese Meridionale contesa tra i due Paesi. Intanto, Manila sta pianificando di erigere infrastrutture in isole contese con Pechino per creare un centro logistico e, a tal proposito, la Cina ha dichiarato che le parti sapranno gestire la situazione con dialoghi e negoziati.

Da un lato, Locsin ha avanzato l’ipotesi di inviare una terza protesta diplomatica a Pechino in quanto, così facendo, nessun incidente passerebbe inosservato. Se inviata, potrebbe trattarsi della terza protesta diplomatica dal 21 marzo scorso. Rispondendo a tali dichiarazioni, il 12 maggio, la portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, ha dichiarato che la posizione della Cina sulle questioni relative al Mar Cinese Meridionale sia chiara e che vi sono canali di dialogo aperti con le Filippine.

Dall’altro, il 10 maggio, anche il capo di Stato maggiore dell’Esercito filippino, Cirilito Sobejana, ha dichiarato che le Filippine intendono costruire delle infrastrutture nell’isola di Thitu, facente parte dell’arcipelago delle isole Spratly, che è conteso da più Paesi compresa la Cina. Manila vorrebbe erigere tali strutture per facilitare le operazioni di rifornimento delle navi e per consentire ai propri marinai di riposare, aumentando così l’efficacia delle forze marittime del Paese. Il centro logistico sarebbe finanziato dall’Esercito e dalle amministrazioni locali. Oltre all’annuncio della costruzione di infrastrutture a Thitu, Sorbejana ha poi affermato che il Paese ha schierato le proprie forze navali in nove punti distinti della zona economica esclusiva(ZEE) delle Filippine e che saranno anche istallate telecamere di sorveglianza.

Rispondendo a tali dichiarazioni, l’11 maggio, la portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, ha dichiarato che la Cina e le Filippine sono legate da migliaia di anni di amicizia, durante i quali le dispute sul Mar cinese Meridionale sono emerse negli ultimi decenni. Hua ha affermato di essere fiduciosa che le parti gestiranno la questione pacificamente con dialoghi e negoziati.

Thitu è la seconda isola per grandezza dell’arcipelago delle Spratly che è situato tra le coste del Vietnam, delle Filippine e del Brunei e la sovranità su tali territori è rivendicata da Vietnam, Cina, Malesia, Filippine, Taiwan e Brunei. Le prime cinque li occupano in parti diverse. Tithu, ad esempio, è occupata dalle Filippine dal 1971 ed è abitata da qualche centinaio di civili e decine di soldati che votano in elezioni locali.  Pechino, invece, occupa militarmente nove scogliere dove ha eretto strutture di vario genere.

Le ultime tensioni tra la Cina e le Filippine sono nate dopo che il 21 marzo scorso,  Manila aveva inoltrato a Pechino una prima protesta diplomatica per la presenza, a partire dal precedente 7 marzo, di circa 220 imbarcazioni cinesi nei pressi delle scogliere Whitsun Reef, definendo le navi in questione “milizie”. La Cina aveva affermato che queste stessero cercando riparo nell’area, dove avrebbero avuto diritto di trovarsi visto che tale zona rientrerebbe in acque rivendicate da Pechino e, in particolare, nell’arcipelago delle Spratly o Nansha, considerate cinesi.

Il loro numero era progressivamente diminuito, ma le imbarcazioni cinesi sarebbero restate in loco per giorni per essere poi raggiunte da altre, spingendo le Filippine a chiedere loro di andarsene, ad inviare aerei da guerra per monitorare le loro operazioni e ad intensificare le pattuglie di quattro navi da guerra dell’Esercito a sostegno della Guardia costiera, già presente in loco.  Anche gli USA erano intervenuti sulla vicenda dichiarando il proprio appoggio a Manila e accusando Pechino di utilizzare “milizie militari” per “intimidire, provocare e minacciare altre Nazioni”. Manila aveva poi inviato una seconda protesta diplomatica alla Cina, il 14 aprile scorso, accusando Pechino di pescare illegalmente nell’area e di aver ammassato 240 navi nelle acque territoriali filippine.

A livello internazionale, le tensioni tra Manila e Pechino nel Mar Cinese Meridionale erano state oggetto di una sentenza della Corte di giustizia internazionale, il 12 luglio 2016, emessa a conclusione di un processo iniziato nel 2013. In quell’anno, Manila aveva denunciato Pechino per aver costruito isole artificiali nelle acque contese tra i due Paesi. In particolare, nel 2012, la Cina aveva sottratto il controllo sulle scogliere Scarborough alle Filippine dopo un periodo di stallo tra le parti, militarizzandole e depositandovi anche alcuni missili. Sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), la Corte Internazionale di Giustizia aveva invalidato le rivendicazioni cinesi, basate sulla cosiddetta Linea dei nove tratti, e si era espressa in favore delle Filippine, sostenendo che Pechino avesse violato la loro sovranità. La Cina si era rifiutata di partecipare al processo e non ha mai preso in considerazione e rispettato il suo esito.

Per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici, nello specifico da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi coinvolti nelle dispute. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.