Lamorgese incontra al Viminale l’inviato speciale dell’ONU per la Libia

Pubblicato il 13 maggio 2021 alle 6:41 in Italia Libia

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Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha incontrato al Viminale, mercoledì 11 maggio, l’inviato speciale della Nazioni Unite per la Libia, Jàn Kubis. I due si sono scambiati opinioni e valutazioni sullo stato della sicurezza nel Paese nordafricano e sulle prospettive di collaborazione tra Roma e il nuovo Governo di unità nazionale libico, guidato dal premier Abdelhamid Dbeibah. 

Lamorgese ha confermato, da parte sua, l’intenso e continuo impegno del governo italiano nel cercare di “consolidare la cornice di sicurezza in Libia”, anche al fine di “rafforzare le capacità di gestione delle frontiere terrestri e marittime da parte delle autorità libiche”. Parlando nello specifico di migrazione, il ministro ha poi sottolineato la necessità che “l’Unione europea sia maggiormente coinvolta nella gestione del fenomeno”. Secondo quanto spiegato da Lamorgese, la migrazione attraverso le acque del Mediterraneo centrale ha radici al di fuori della Libia e vede il Paese nordafricano solo come luogo di transito. Nel mettere in luce l’esigenza di fronteggiare con maggior impegno la questione migratoria, il ministro dell’Interno ha affermato che c’è bisogno della collaborazione non solo degli altri Paesi, ma anche dell’Unione europea, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). “Il maggior coinvolgimento dell’Unione europea a fianco della Libia passa anche attraverso la preziosa attività delle agenzie delle Nazioni unite, con l’UNHCR e l’OIM in prima fila, alle quali è riconosciuta autorevolezza, competenza ed esperienza”. Già in seguito alla sua ultima visita in Libia, la Lamorgese aveva affermato che l’Italia si sarebbe proposta di discutere dell’intensificazione della presenza di tali organizzazioni in territorio libico in un incontro da organizzare a Roma.

Il ministro Lamorgese si era recata in visita ufficiale in Libia il 19 aprile e, in tale occasione, aveva discusso del dossier migrazioni con i rappresentanti del governo unitario libico. Durante la permanenza nel Paese nordafricano, Lamorgese aveva incontrato il presidente del Consiglio presidenziale dell’esecutivo libico ad interim, Mohamed Younis Ahmed al-Menfi, il primo ministro Dbeibah e il ministro dell’Interno, Khaled Tijani Mazen. Nel corso dei colloqui, il capo del Viminale aveva ribadito la solidità del legame tra Libia e Italia e la necessità di riconoscere il ruolo di fondamentale importanza affidato al nuovo governo di unità nazionale libico nel garantire la stabilità regionale e internazionale. A tal proposito, ad avviso di Lamorgese, “la Libia saprà sfruttare questo momento unico procedendo con convinzione verso la sua piena stabilizzazione”. Il ministro aveva poi sottolineato che l’Italia è pronta a sostenere progetti di collaborazione a tutto campo, ma aveva ribadito che, per raggiungere questo fine, è necessario un maggior coinvolgimento dell’Unione europea.  In questa prospettiva, Lamorgese aveva confermato l’impegno del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno nel realizzare una serie di progetti per la cooperazione allo sviluppo in Libia.

La Libia ha avviato una fase di transizione politica per mettere definitivamente fine alla sua perdurante crisi, iniziata il 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Dopo il cessate il fuoco annunciato il 21 agosto 2020 dal premier del precedente governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il 23 ottobre le delegazioni del vecchio Governo di Accordo Nazionale (GNA) e dell’Esercito Nazionale Libico si sono ufficialmente impegnate a garantire una tregua permanente nel Paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite. La transizione è ufficialmente iniziata con le elezioni del 5 febbraio scorso, svoltesi sotto l’egida dell’Onu, all’interno del Forum di Dialogo Politico. Queste hanno portato alla nomina di nuove autorità esecutive: Abdelhamid Dbeibah alla guida del nuovo esecutivo e Mohamed al-Menfi a capo del Consiglio presidenziale. L’obiettivo è garantire l’organizzazione di elezioni presidenziali e legislative per il 24 dicembre 2021. Parallelamente, è stato formato un nuovo governo “di tutti i libici” che ha formalmente posto fine alla separazione tra il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale, riconosciuto a livello internazionale, e il governo parallelo con sede a Tobruk. In tale contesto, ci sono state una serie di incontri bilaterali tra le autorità libiche e quelle italiane. Un esempio è che il nuovo primo ministro italiano, Mario Draghi, il cui incarico è iniziato il 13 febbraio, si è recato a Tripoli il 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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