Cina: in crescita CPI e PPI, timori per l’inflazione

Pubblicato il 13 maggio 2021 alle 10:14 in Cina

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L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha reso noto, l’11 maggio, che, nel mese di aprile 2021, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha avuto una crescita dello 0,9 % rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è aumentato del 6,8% anno su anno. Nella stessa giornata, la Banca del Popolo della Cina (PBOC), ovvero la banca centrale del Paese, ha pubblicato la relazione sull’implementazione della politica monetaria nel primo trimestre affermando che: “L’aumento globale dei prezzi delle materie prime potrebbe far crescere il PPI della Cina per gradi ma il rischio di un’inflazione importata è generalmente controllabile”. 

Rispetto al CPI, ad aprile 2021, il dato è cresciuto dell’1,0% nelle città e dello 0,7% nelle campagne, rispetto allo stesso mese del 2020. Al contempo, il prezzo dei prodotti alimentari è sceso dello 0,7%, mentre quello dei prodotti non alimentari è aumentato dell’1,3%. Anche il prezzo dei beni di consumo è salito dell1,0% anno su anno, così come quello dei servizi, che è cresciuto dello 0,7%. In media, da gennaio ad aprile 2021, in Cina, il CPI è aumentato dello 0,2% registrando una diminuzione progressiva, che ad aprile, è stata in generale dello 0,3% rispetto a marzo. In tale mese, sono aumentati solamente il prezzo dei prodotti non alimentari e dei servizi, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,4%, rispetto a marzo.

Relativamente ai costi delle abitazioni, nel mese di aprile, il loro prezzo è aumentato dello 0,1% mese su mese e dello 0,4% anno su anno. All’interno del dato, il prezzo degli affitti è aumentato dello 0,1% mese su mese e dello 0,2% anno su anno. Il prezzo delle utenze è restato invariato mese su mese ed è, invece, aumentato, anno su anno dello 0,9%. Da gennaio ad aprile 2021, i costi delle abitazioni sono rimasti invariati anno su anno.

Per quanto riguarda, invece, il PPI, che rispecchia le variazioni di prezzo di vendita dei prodotti dalle industrie ai distributori, ad aprile 2021, il dato è aumentato del 6,8% anno su anno e dello 0,9% mese su mese. In particolare, al contempo, i costi di acquisto da parte dei produttori industriali sono saliti del 9% rispetto ad aprile 2020 e dello 1,3% rispetto a marzo 2021. Da gennaio ad aprile scorsi, il PPI è aumentato del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre i costi di acquisto da parte dei produttori industriali è salito del 4,3%.

L’11 maggio, la PBOC ha dichiarato di aver perseguito una politica monetaria normale senza immettere nell’economia eccessi di liquidità nel periodo della pandemia di coronavirus, nel 2020. Rispetto alle preoccupazioni avanzate per l’aumento dei costi delle materie prime che potrebbe alimentare un aumento generale dei prezzi al consumo, la PBOC ha affermato che l’inflazione da importazione è generalmente controllabile e che i PPI si stabilizzeranno dopo che la produzione e la fornitura globali si saranno riprese dagli effetti della pandemia. Tuttavia, nel breve periodo, le forze che spingono l’aumento dei prezzi saranno difficili da eliminare e, per questo, ha chiarito la PBOC,l’inflazione potrebbe continuare ad aumentare moderatamente per un certo periodo.

I commenti della banca centrale cinese sono arrivati in un momento in cui vi sono crescenti preoccupazioni rispetto alla possibilità che la Cina e il mondo in generale stiano entrando in una fase di “inflazione accelerata”.  La domanda internazionale sta assistendo ad una ripresa dalla pandemia ad un tasso più veloce di quello dell’offerta e, al contempo, più Paesi sviluppati hanno adottato politiche di stimolo fiscale senza precedenti e politiche monetarie più rilassate. Le industrie a livello internazionale stanno poi affrontando fattori sfavorevoli quali l’aumento dei prezzi delle materie prime, l’aumento dei costi di spedizione e la penuria di componenti, compresi i semiconduttori.

In tale quadro, la Cina è il più grande Paese manifatturiero al mondo, nonché il maggior esportatore di beni di consumo. Al contempo, però, il Paese è anche il primo importatore di materie prime quali greggio, minerale di ferro e carbone, i cui prezzi hanno subito un aumento, facendo avanzare previsioni di accelerazione dell’inflazione. La PBOC ha affermato che l’aumento del PPI della Cina ad aprile è stato alimentato dall’aumento dei prezzi delle materie prime importate che hanno una lunga catena industriale derivata e che ha influito sui prezzi di vari prodotti. Gli effetti dell’inflazione importata e la base bassa di raffronto dei dati del 2020 potrebbero determinare il persistere della crescita del PPI.  Rispetto agli effetti di tale quadro sull’aumento del CPI, però, la stessa PBOC ha affermato che negli ultimi anni la relazione tra PPI e CPI si sia indebolita e che le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime globali hanno un impatto scarso sulla tendenza del costo dei prodotti di consumo interni alla Cina.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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