Vietnam: progetti aeroportuali nelle isole contese con la Cina

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 13:24 in Cina Vietnam

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L’Amministrazione per l’aviazione civile del Vietnam ha proposto al governo di Hanoi di costruire un aeroporto sulle isole Spratly, nel Mar Cinese Meridionale, secondo quanto reso noto da media locali vietnamiti citati dal quotidiano Zaobao il 12 maggio. Le isole sono al centro di dispute territoriali in cui è coinvolta anche la Cina.

In base alle notizie disponili, la proposta sarebbe stata fatta il 10 maggio scorso al Ministero dei Trasporti del Vietnam, nella speranza che questo possa inserire il progetto riguardante le Spratly nella propria mappa per lo sviluppo 2021-2030. Oltre a questo, l’Amministrazione per l’aviazione civile ha anche proposto la costruzione di aeroporti nelle isole di Ly Son e Phu Quy, rispettivamente nelle province di Quang Nau e Binh Thuan. L’Amministrazione per l’aviazione civile ha affermato che tali aeroporti creeranno crescita economica per le isole vietnamite, nonché per ribadire la sovranità Vietnam in tali territori.

L’arcipelago delle Spratly è situato nel Mar Cinese Meridionale, nella zona tra le coste del Vietnam, delle Filippine e del Brunei e la sovranità su tali territori è rivendicata da Vietnam, Cina, Malesia, Filippine, Taiwan e Brunei. Le prime cinque li occupano in parti diverse e Pechino, nello specifico, occupa militarmente 9 scogliere dove ha eretto strutture di vario genere.

Lo scorso 24 marzo, ad esempio, l’ azienda di tecnologia spaziale statunitense Maxar aveva rilasciato immagini in base alle quali la Cina avrebbe bonificato appezzamenti di terreno per ampliare la scogliera di Subi, facente parte dell’arcipelago delle isole Spratly,

Per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, in particolare, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, comprese le Spratly. Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è, tuttavia, conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In tali acque passano ricche rotte commerciali che rappresentano 1/3 delle spedizioni a livello mondiale, e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

Nelle dispute del Mar Cinese Meridionale si sono aggiunti anche gli USA, presenti militarmente nell’area, dove conducono operazioni di “libertà di navigazione” per garantire il libero passaggio in acque internazionali. Il 13 luglio scorso, Washington ha dapprima rivolto un appello ufficiale ai Paesi partner e alleati degli USA nel Mar Cinese Meridionale, affermando che Washington sarà dalla loro parte nella protezione dei loro diritti di sovranità sulle risorse off-shore respingendo la “legge del più forte” portata avanti da Pechino. Successivamente, il 26 agosto, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha sanzionato 24 aziende cinesi colpevoli, a suo giudizio, di aver avuto un ruolo attivo nell’aiutare l’Esercito cinese a costruire e a militarizzare alcune isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione