Tunisia: smantellata una cellula terroristica nel Nord-Ovest

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 11:40 in Africa Tunisia

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Le autorità tunisine sono riuscite a smantellare una cellula terroristica, composta da 14 individui, a seguito di un’operazione condotta nel governatorato di Le Kef, nel Nord-Ovest della Tunisia, nella sera dell’11 maggio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Arabiya, sulla base delle informazioni fornite da fonti locali, i 14 terroristi sono stati arrestati dopo che le unità della sicurezza tunisine hanno fatto irruzione in un’abitazione dove questi si stavano incontrando, situata nel quartiere di al-Hurriya. In generale, racconta il quotidiano, le autorità del Paese Nord-africano sono solite aumentare il livello di allerta e prendere particolari precauzioni in materia di sicurezza nel corso del mese del Ramadan, a seguito degli incidenti e alle operazioni terroristiche verificatisi dopo la rivoluzione del 2011.

In tale quadro si colloca uno degli attacchi terroristici più letali che ha visto coinvolte guardie e membri dell’esercito, risalente al 16 luglio 2014, quando 15 soldati sono stati uccisi e altri 22 sono rimasti feriti a Kasserine. Ad oggi, nel Paese vige ancora uno stato di emergenza, imposto a seguito dell’attacco del 18 marzo 2015 al Museo Bardo di Tunisi. In tal caso, sono state 24 le persone morte, tra cui 21 turisti, un agente delle forze dell’ordine e due terroristi, mentre altre 45 sono rimaste ferite. Finora quello del 2015 risulta essere l’attentato terroristico con il maggior numero di vittime avvenuto a Tunisi.

Tra gli episodi più recenti, invece, si ricorda quello del 6 settembre 2020, quando le forze di sicurezza tunisine hanno ucciso tre aggressori, definiti “terroristi”, dopo che questi li hanno aggrediti con un coltello ad un posto di blocco nella città costiera tunisina di Sousse, situata a 140 km a Sud della capitale. Il giorno successivo, il 7 settembre, l’ISIS ha rivendicato l’attentato. Pochi mesi prima, il 22 luglio, le forze di sicurezza tunisine avevano arrestato, nella città costiera di Susa, una cellula terroristica che pianificava di effettuare attentati nel Paese.

Le autorità tunisine hanno più volte confermato di aver raggiunto importanti risultati in materia di sicurezza, seppur sottolineando la necessità di rimanere vigili di fronte a una minaccia terroristica non del tutto debellata. A tal proposito, anche il primo aprile scorso le autorità tunisine hanno riferito di aver ucciso 3 terroristi nel corso di due operazioni distinte, condotte nelle aree montuose occidentali al confine con l’Algeria, nella regione di Kasserine. Tra gli individui uccisi vi è stato anche Hamdi Dhouib, a capo di “Jund al-Khalifa”, in italiano “I soldati del Califfato”, un’organizzazione terroristica ritenuta responsabile di diversi attentati nel Paese Nord-africano, tra cui quello del 3 febbraio scorso. Tale organizzazione è formata da combattenti provenienti da al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), ed è stata successivamente definita un prolungamento dello Stato Islamico.

Nonostante l’impegno delle forze di sicurezza e dell’esercito tunisine, che sono riuscite a smantellare diverse cellule terroristiche, i gruppi affiliati ad AQIM e all’ISIS continuano a operare nei territori montuosi a Ovest della Tunisia, nei pressi del confine con l’Algeria, e soprattutto nelle regioni di Kasserine, El-Kef, Jendouba e Sidi Bouzid. Si stima che il numero di terroristi ancora attivi sia pari a meno di 100.

Il Global Terrorism Index 2020 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Tunisia al 49esimo posto tra i 138 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 3,85 su 10. Stando a uno studio condotto dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e citato dal suddetto rapporto, dal 2007 il Paese Nord-africano ha assistito a 77 attacchi terroristici, che sono costati la vita a 163 persone, con un impatto economico pari a 551.9 milioni di dollari. Al contempo, la Tunisia ha speso 1.6 miliardi di dollari, nel 2019, per mettere in sicurezza i propri territori.

L’attuale legislazione anti-terrorismo è stata adottata nel 2015 per migliorare la difesa dei diritti umani e la lotta contro l’estremismo violento, in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu 2178, e il regime di sanzioni contro al-Qaeda e l’ISIS. Nel corso degli ultimi anni, la Tunisia ha anche rafforzato il proprio sistema penale, promuovendo nuove leggi per affrontare in maniera più efficace la minaccia posta dalla radicalizzazione. Il Ministero della Difesa (MOD) e il Ministero degli Interni (MOI) sono entrambi impegnati nella difesa del Paese. Mentre il primo guida le forze di sicurezza nelle operazioni militari, soprattutto nei pressi dei confini con l’Algeria e la Libia, il secondo rappresenta l’agenzia nazionale anti-terrorismo, che si dedica soprattutto alla salvaguardia delle aree urbane.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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