Tensioni diplomatiche Russia-UE: Mosca espelle un funzionario dell’Ambasciata rumena

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 8:42 in Romania Russia

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Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa ha reso noto che un funzionario dell’Ambasciata rumena a Mosca è stato dichiarato “persona non grata” in risposta all’espulsione di un diplomatico russo da Bucarest, avvenuta lo scorso 26 aprile.

L’11 maggio, l’ambasciatore rumeno in Russia, Christian Istrate, è stato convocato presso il Ministero degli Esteri, dove gli è stata riferita la notizia. L’ufficiale in questione è l’addetto aggiunto per la difesa presso l’Ambasciata rumena, il capitano G. Iliescu. All’uomo è stato ordinato di lasciare il territorio della Federazione Russa entro 72 ore.

Tale mossa da parte di Mosca è giunta in risposta all’azione di Bucarest, lo scorso 26 aprile, di dichiarare “persona non grata” un assistente dell’addetto militare dell’Ambasciata russa in Romania. A tal riguardo, il Ministero degli Esteri rumeno aveva riferito che la decisione di espellere un diplomatico russo era basata sul fatto che le sue attività erano “contrarie alle disposizioni della Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche”.

Si tratta dell’ennesimo episodio di espulsioni reciproche di diplomatici dai propri Paesi tra Russia, Stati Uniti e Unione europea dall’inizio del 2021. L’inizio delle tensioni risale allo scorso 5 febbraio, quando il Ministero degli Affari Esteri di Mosca ha dichiarato “persona non grata” tre diplomatici provenienti da Germania, Polonia e Svezia. L’accusa mossa dalla Russia è di aver partecipato a proteste non autorizzate in supporto dell’oppositore russo Alexei Navalny, il 23 gennaio precedente, sia nella capitale sia a San Pietroburgo. In seguito, il 10 febbraio scorso, i tre Paesi europei hanno contraccambiato allontanando funzionari di Mosca.

Tra i casi più eclatanti, lo scorso 31 marzo, due funzionari russi sono stati espulsi dall’Italia in relazione alla vicenda della vendita di informazioni militari riservate, operata da parte di un ufficiale della Marina italiano. Più di recente, il 15 aprile, gli Stati Uniti hanno espulso 10 diplomatici russi da Washington come parte di un pacchetto di sanzioni imposte contro Mosca per presunte accuse di cyber-hacking. In risposta, il 21 aprile, il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha dichiarato “persona non grata” 10 diplomatici statunitensi, ordinando loro di lasciare il Paese entro il 22 maggio.

In tale contesto, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha firmato un decreto sulle contromisure alle azioni ostili degli Stati stranieri. Il documento è stato pubblicato, il 23 aprile, sul sito web del Cremlino. Stando al testo, le missioni diplomatiche, le istituzioni consolari e gli uffici delle istituzioni governative di Paesi stranieri che agiscono in “modo ostile” contro Mosca, i cittadini russi o le persone giuridiche dovranno affrontare restrizioni, o anche un divieto totale, se necessario, in termini di assunzione di cittadini russi. A tal proposito, il Governo della Federazione ha il compito di definire il numero di individui che possono essere impiegati da missioni estere.

Nonostante questi episodi, Mosca e Bruxelles stanno cercando di ricucire i rapporti. In particolare, il 10 maggio, l’Alto Rappresentante dell’UE, Josep Borrell, ha manifestato l’intenzione di voler evitare un’ulteriore escalation nei rapporti bilaterali tra la Russia e il blocco europeo. Tali dichiarazioni sono state altresì supportate dal ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, e il suo omologo slovacco, Ivan Korchok. Il 3 maggio, inoltre, i funzionari dell’UE hanno riferito all’ambasciatore russo a Bruxelles, Vladimir Chizhov, di condannare le recenti azioni di Mosca, ma che, nonostante ciò, il blocco volesse invertire la tendenza negativa che ha portato al deterioramento delle relazioni bilaterali.

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Mariela Langone

di Redazione