Scontri tra Israele e Hamas: reazioni dal mondo

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 18:16 in Israele Palestina

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Continuano i bombardamenti tra l’esercito israeliano e Hamas con quest’ultimo accusato di aver lanciato finora, dalla Striscia di Gaza, oltre 1.000 razzi e colpi di mortaio, l’85% dei quali intercettati da Tel Aviv. Dal canto suo, Israele ha risposto con un totale, al momento, di circa 500 attacchi contro obiettivi terroristici nella Striscia. L’ultimo bilancio del Ministero della Sanità di Hamas parla di 53 palestinesi uccisi a Gaza negli attacchi israeliani, compresi 14 bambini e 3 donne, oltre a più di 300 feriti. Da parte israeliana, invece, le vittime sarebbero finora 6. 

Iniziati la sera del 10 maggio, gli attacchi costituiscono il più intenso scambio di bombardamenti su Gaza dal 2014. Ecco come sta reagendo a tutto ciò la comunità internazionale.

ONU:

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato, tramite quanto reso noto dal suo portavoce, Stephane Dujarric, di essere “profondamente rattristato per il numero sempre più elevato di vittime, compresi bambini, provocate dagli attacchi aerei israeliani su Gaza e delle vittime israeliane dei missili lanciati dalla Striscia”. Guterres ha poi invitato le forze di sicurezza israeliane ad “esercitare la massima moderazione e a calibrare il loro uso della forza” e ha aggiunto che “il lancio indiscriminato di razzi e mortai verso i centri abitati israeliani è inaccettabile”.

Stati Uniti:

La Casa Bianca ha dichiarato che Israele ha il diritto legittimo di difendersi dagli attacchi missilistici di Hamas, ma ha specificato che Gerusalemme “deve essere un luogo di convivenza”. L’amministrazione Biden ha chiesto, martedì 11 maggio, calma e moderazione da parte di Israele e dei palestinesi e ha esortato entrambi a evitare morti civili “profondamente deplorevoli”. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, oltre a lanciare appelli alla calma, ha infine ribadito che il sostegno del presidente alla “sicurezza di Israele, per il suo legittimo diritto di difendere se stesso e il suo popolo, è fondamentale e non verrà mai meno”.

Unione europea:

L’Unione europea ha affermato che gli attacchi missilistici palestinesi contro Israele sono “totalmente inaccettabili” e ha invitato tutte le parti a puntare a una riduzione dell’escalation e a prevenire un maggior numero di vittime civili. Il capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, ha poi condannato gli sgomberi delle famiglie palestinesi a Gerusalemme est, definendoli illegali e affermando che servirebbero solo ad alimentare le tensioni. 

Italia:

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha chiesto la cessazione immediata delle violenze tra Israele e gruppi palestinesi e ha dichiarato, commentando la situazione a Gaza e sul territorio israeliano: “L’Italia ribadisce la sua profonda preoccupazione per la spirale di attacchi e violenze che si sta generando nei Territori Occupati Palestinesi e in Israele. Adesso è prioritario evitare la perdita di ulteriori vite umane e per questo chiediamo con forza a tutte le parti di intraprendere subito misure di de-escalation e di attenersi alla massima moderazione”. Di Maio ha poi aggiunto: “Condanniamo con fermezza i lanci di razzi da Gaza. Voglio dirlo con grande chiarezza: il lancio indiscriminato di razzi è inaccettabile in ogni circostanza e deve pertanto cessare”. 

Regno Unito:

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha affermato, dal canto suo, che il Paese “è profondamente preoccupato per la crescente violenza e le vittime civili” e ha sottolineato che Londra vuole “vedere un urgente allentamento delle tensioni”.

Germania:

Il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, ha detto: “L’attacco missilistico contro Israele è assolutamente inaccettabile e deve terminare immediatamente. Israele ha in questa situazione il diritto all’autodifesa. Questa escalation di violenza non può essere né tollerata né accettata”. Dopo un incontro con l’omologo italiano Di Maio, Maas ha poi invitato le parti a cessare le ostilità e ha chiesto il massimo contenimento.

Lega Araba:

Il capo della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha dichiarato che gli attacchi aerei israeliani sono stati “indiscriminati e irresponsabili”, ha affermato che Israele è responsabile di una “pericolosa escalation” a Gerusalemme e ha invitato la comunità internazionale ad agire immediatamente per fermare la violenza.

Iran:

L’Ayatollah Ali Khamenei, leader supremo del popolo iraniano, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “I sionisti non capiscono altro che il linguaggio della forza, quindi i palestinesi devono aumentare il loro potere e resistenza per costringere i criminali ad arrendersi e fermare i loro atti brutali”.

Russia:

Da Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha esortato Israele e i palestinesi a fermare i combattimenti e “ha invitato le parti ad allentare le tensioni e a risolvere pacificamente le questioni emergenti”.

Turchia:

“Il governo israeliano deve finalmente capire che non sarà in grado di sopprimere i diritti e le richieste legittime del popolo palestinese usando un potere indiscriminato e sproporzionato”, ha detto il Ministero degli Esteri turco, schierandosi contro Tel Aviv.

Organizzazione della cooperazione islamica (OIC):

L’OIC “ha elogiato la fermezza del popolo palestinese di stanza nella città occupata di Gerusalemme e la sua risposta agli attacchi israeliani ai luoghi santi”.

Comitato internazionale della Croce Rossa:
Il direttore regionale della Croce Rossa per il Medio Oriente, Fabrizio Carboni, ha affermato che il diritto internazionale umanitario proibisce gli attacchi indiscriminati contro i civili, ha ricordato che qualsiasi attacco deve essere proporzionato e ha sottolineato l’esigenza di prendere tutte le precauzioni necessarie per evitare vittime civili. Carboni ha infine chiesto “un movimento rapido, sicuro e senza ostacoli per le ambulanze” e per lo spostamento del personale e i volontari dei servizi medici sia palestinesi che israeliani.

Corte penale internazionale (CPI):

Il procuratore Fatou Bensouda ha dichiarato che la Corte penale internazionale è preoccupata per la possibilità che siano stati commessi crimini di guerra in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e dentro e intorno a Gaza. La Corte sta monitorando gli sviluppi, ha assicurato Bensouda.

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Chiara Gentili

di Redazione

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