Russia-Turchia: colloqui telefonici tra Putin ed Erdogan

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 15:59 in Russia Turchia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha tenuto, mercoledì 12 maggio, colloqui telefonici con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. I due leader hanno discusso dell’aggravamento della situazione a Gerusalemme Est e sulla Striscia di Gaza, nonché della sparatoria a Kazan’.

Secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Cremlino, i leader di Russia e Turchia, durante la conversazione telefonica, hanno espresso preoccupazione per l’escalation a Gerusalemme Est, soprattutto per il crescente numero di morti e feriti. Putin ed Erdogan hanno invitato le parti a “risolvere la questione in modo diplomatico” sulla base delle norme giuridiche internazionali. È stato altresì sottolineato che i “mediatori internazionali”, quali l’Unione Europea (UE), l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), la Russia e gli Stati Uniti, dovrebbero facilitare il processo di negoziazione. Erdogan, inoltre, ha ribadito l’importanza di inviare “peacekeepers” al confine tra Israele e la Striscia di Gaza per salvaguardare i palestinesi nell’area. È importante ricordare che un’analoga proposta era stata avanzata da Ankara anche nel 2018.

A partire da lunedì 10 maggio, gli scontri tra l’Esercito israeliano e il gruppo palestinese Hamas si sono acuiti, fino a diventare, mercoledì 12 maggio, quello che è stato definito come il più intenso scambio di bombardamenti su Gaza dal 2014. In totale, 1.050 razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati dalla Striscia contro Israele, di cui l’85% è stato intercettato mentre circa 200 sono esplosi all’interno del territorio. In risposta, l’esercito ha compiuto oltre 500 attacchi contro presunti obiettivi terroristici di Hamas nella Striscia. La situazione si è aggravata a partire dal 2 maggio, data in cui la Corte Suprema Israeliana ha ordinato a quattro famiglie di abbandonare, entro il 6 maggio, le proprie abitazioni nel quartiere di Sheikh Jarrah. Tale decisione non è stata accolta con favore dai palestinesi, i quali sono scesi in piazza per protestare. Gli scontri sono poi culminati in un vero e proprio conflitto militare.

Nel corso dei colloqui del 12 maggio, Erdogan ha anche espresso il sostegno alla Russia in relazione alla sparatoria avvenuta a Kazan’ il giorno precedente, l’11 maggio. In tale data, il 19enne Ilnaz Galyaviev ha fatto irruzione nella scuola secondaria di primo grado numero 175 e ha aperto il fuoco contro alunni e insegnanti. Il bilancio delle vittime include 7 bambini e 2 insegnanti, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 23. L’aggressore è stato arrestato dagli agenti del Servizio Federale per la Sicurezza della Federazione Russa (FSB).

Le relazioni diplomatiche tra Turchia e Russia sono profondamente radicate e sono state ufficializzate dal Trattato del 1992, il quale ha posto le basi ai rapporti bilaterali tra i due Paesi. Nel dicembre 2004, Putin si è recato in visita ufficiale in Turchia. Tale incontro è stato particolarmente importante perché ha rappresentato la prima visita di Mosca in 30 anni. In tale occasione, i leader hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta incentrata sul partenariato multiforme tra la Federazione Russa e la Repubblica di Turchia. Gli anni successivi, l’asse Mosca-Ankara ha sviluppato i rapporti nel campo politico ed economico.

Nel periodo tra il 2013 e il 2014, lo scambio commerciale tra i due Paesi è fortemente aumentato, arrivando a oltre 30 miliardi di dollari annui rispetto ai 23 registrati nel 2009. Tuttavia, i rapporti tra Russia e Turchia sono complessi e non sono sempre stati positivi. Uno dei principali punti di frizione tra i due Paesi è la questione siriana. I rapporti si sono freddati quando, il 24 novembre 2015, un caccia turco ha abbattuto un bombardiere russo che volava nello spazio aereo siriano. Tale evento ha avuto profonde ripercussioni sui rapporti politici ed economici di Mosca e Ankara. Le sanzioni imposte da Putin in risposta all’incidente hanno limitato fortemente l’export e il business turco in Russia e hanno altresì ridimensionato la presenza turistica russa in Turchia. A sette mesi dall’interruzione dei rapporti diplomatici, nel giugno 2016, Erdogan, in un messaggio rivolto alla Federazione Russa, ha affermato di voler normalizzare i rapporti tra i due Paesi e si è scusato per la morte del pilota russo. Il Cremlino ha accolto positivamente le richieste della Turchia e, più tardi, il 29 giugno 2016, i due Paesi hanno avviato un processo per ripristinare gradualmente le relazioni bilaterali. Tale obiettivo è stato sancito a margine del vertice di alto livello tra Putin ed Erdogan che, il 9 agosto 2016, si è tenuto a San Pietroburgo. A partire dal 2016, gli incontri tra i presidenti dei due Paesi sono incrementati di anno in anno, tanto che, nel 2019, il leader turco si è recato in Russia 5 volte.

Parallelamente ai contatti di alto livello, è importante sottolineare che i Ministeri e i Dipartimenti centrali dei due Paesi interagiscono attivamente. Ad esempio, i rappresentanti russi e turchi si incontrano, a cadenza annuale, nel quadro della Commissione mista intergovernativa per il commercio e la cooperazione economica, nonché per il Forum pubblico russo-turco (RTFO). Entrambi i meccanismi sono stati istituiti per coordinare l’attuazione di progetti per la cooperazione politica, commerciale e culturale. La Turchia è uno dei principali partner economici della Russia. Alla fine del 2018, il volume dell’interscambio commerciale tra Russia e Turchia ammontava a 25,5 miliardi di dollari, di cui 21,3 miliardi rappresentavano solo le esportazioni russe. L’export russo verso la Turchia è principalmente composto da risorse energetiche, metalli e derivati, derrate alimentari e materie prime agricole. Infine, è opportuno sottolineare che la cooperazione tra Mosca e Ankara si sta anche ampliando al settore energetico. La Russia rappresenta uno dei principali fornitori di gas naturale per la Turchia, coprendo più della metà del suo fabbisogno energetico. Secondo i dati, nel 2018, Mosca ha consegnato 23,96 miliardi di metri cubi di gas al mercato di Ankara.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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