Pechino si avvicina al Turkmenistan e ai Paesi dell’Asia centrale

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 10:15 in Cina Turkmenistan

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha affermato che la Cina intende ampliare la cooperazione con il Turkmenistan nel settore delle risorse energetiche e non solo, il 10 maggio. Due giorni dopo, Wang ha ospitato i ministri degli Esteri di Turkmenistan, Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Kazakistan per il secondo dialogo “Cina + Cinque Paesi dell’Asia centrale” a Xi’an, nello Shaanxi.

Prima dell’evento, il 10 maggio, Wang ha avuto un dialogo con il ministro degli Esteri turkmeno, Rashid Meredov, e con il vice premier del Turkmenistan, Serdar Berdymukhamedov, che erano già arrivati in Cina in vista dell’incontro. Il loro dialogo ha fatto poi seguito ad una telefonata tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il suo omologo, Gurbanguly Berdymukhamedov, del 6 maggio precedente, durante la quale Pechino ha chiesto di portare la cooperazione tra le parti a nuovi livelli. Dopo aver ribadito che la Cina sostiene le riforme politiche e lo sviluppo economico del Turkmenistan, anche Wang ha affermato che le relazioni tra i due Paesi debbano essere rafforzate.

Wang ha affermato che il fulcro dei legami bilaterali tra le parti è rappresentato dalla cooperazione per il gas naturale e che la Cina vede nel Turkmenistan un partner a lungo termine nel settore, con il quale formulare un piano di cooperazione comprensivo orientato al futuro. Wang ha affermato che le parti hanno deciso di consolidare ed espandere la cooperazione per il gas naturale, creando un partenariato strategico per la catena industriale completa nel settore energetico. Pechino intende sia approfondire la cooperazione nel settore, sia ampliare la collaborazione anche ad altri ambiti quali il commercio, gli investimenti, l’interconnessione, la scienza e le tecnologie.

Il Turkmenistan è già il maggior esportatore di gas naturale della Cina. Le parti hanno costruito il gasdotto Asia Centrale-Cina che è stato fatto rientrare nell’ambito del progetto delle Nuove Vie della Seta. Dall’apertura dell’infrastruttura nel 2009, la Cina ha importato oltre 240 miliardi di metri cubi di gas naturale dal Turkmenistan che fornisce a Pechino il 70% del totale delle importazioni di tale risorsa. Nel 2018, erano nate tensioni in merito ai prezzi che avevano determinato un sostanzioso rallentamento della fornitura. Tuttavia, già dal 2019 le divergenze erano state poi appianate.

South China Morning Post ha sottolineato come le ultime dichiarazioni di Wang siano arrivate mentre la Cina sta cercando di ridurre le proprie importazioni energetiche dall’Australia alla luce del peggioramento delle relazioni tra Canberra e Pechino. Nel 2020, il 46% delle importazioni di gas naturale liquefatto della Cina sono arrivate dall’Australia. Oltre a questo, uno tra gli obiettivi del 14esimo piano quinquennale 2021-25 della Cina è la diversificazione delle importazioni di gas e petrolio per garantire la sicurezza energetica.

Il 12 maggio, a Xi’an, Wang ha ospitato i ministri degli Esteri del secondo dialogo “Cina + Cinque Paesi dell’Asia centrale”, del quale fanno parte Turkmenistan, Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Kazakistan. Il format 5+1 era stato lanciato il 16 luglio 2020 per la prima volta per cooperare nella lotta alla pandemia e nella ripresa economica nella regione, dove la presenza di Pechino è attiva da decenni sia come uno tra i partner commerciali primari dei cinque Paesi, sia come un’importante fonte di investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali.

Secondo The Diplomat, il primo incontro tra i Paesi dell’Asia centrale e la Cina aveva segnato l’inizio di una lenta transizione delle relazioni tra le parti da un aspetto prevalentemente economico verso una dimensione politica. La creazione del nuovo format di dialogo potrebbe rappresentare un ampliamento del ruolo della Cina nella regione e un segnale di prontezza a competere per l’influenza se fosse necessario. Prima di Pechino, nel mese di febbraio 2020, anche gli USA avevano già organizzato un incontro 5+1 con i cinque Paesi dell’Asia Centrale durante il quale l’allora segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, era stato criticato e accusato di aver cercato di creare divisione tra la Cina e i cinque Paesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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