Iraq e Arabia Saudita si impegnano a rafforzare le relazioni bilaterali

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 11:07 in Arabia Saudita Iraq

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Il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, ha incontrato, nella sera dell’11 maggio, il viceministro della Difesa saudita, Khalid bin Salman, nel quadro di una visita del rappresentante del Regno, volta a rafforzare i legami di cooperazione bilaterale tra Baghdad e Riad.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, il viceministro saudita, accompagnato da una delegazione, ha discusso con le controparti irachene di una serie di dossier di mutuo interesse. A detta di al-Kadhimi, nel corso dei colloqui è stata ribadita la necessità di sviluppare le relazioni tra i due Paesi in diversi settori, a livello sia politico sia economico, e di rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza, soprattutto nella lotta contro lo Stato Islamico.

Il premier iracheno ha poi fatto riferimento all’ultima riunione del Consiglio di Coordinazione congiunto saudita-iracheno e alla sua prima visita ufficiale nel Regno del 31 marzo scorso, affermando l’importanza di concretizzare i risultati positivi emersi e di proseguire nel dossier riguardante gli investimenti sauditi in Iraq. In particolare, nel meeting del 31 marzo, Riad e Baghdad hanno deciso di creare un fondo comune con un capitale stimato di 3 miliardi di dollari. Si tratta di un “contributo del Regno” volto a stimolare gli investimenti nell’economia irachena. In tal modo, gli investimenti dell’Arabia Saudita in Iraq dovrebbero salire a 10 miliardi di riyal, equivalenti all’incirca a 2,67 miliardi di dollari. A detta di al-Kadhimi, al momento le relazioni tra l’Iraq e il Regno del Golfo sono caratterizzate da passi positivi, che si pensa potranno rafforzare la sicurezza e la stabilità dell’intera regione. Anche il viceministro saudita ha espresso la volontà del suo Paese di rafforzare i legami di cooperazione bilaterale a più livello, affermando che sono state già date direttive a diverse agenzie saudite di aprirsi all’Iraq e collaborare in diversi settori.

Khalid bin Salman ha tenuto colloqui anche con il capo di Stato iracheno, Barham Salih, con cui sono stati discussi gli accordi siglati dai due Paesi dal mese di luglio 2020 e questioni comuni. Le parti, è stato riferito, hanno convenuto che un Iraq “sicuro, stabile e sovrano”, che abbia buone relazioni con i vicini del mondo arabo ed islamico possa favorire sicurezza, stabilità e sviluppo a livello regionale. Motivo per cui, anche Saleh ha sottolineato la necessità di consolidare i legami con Riad e ha chiesto che vengano attuati gli accordi già prestabiliti nei settori della sicurezza, dell’economia e degli investimenti, in modo da soddisfare gli interessi di entrambi i Paesi.

L’Arabia Saudita ha cercato più volte di “corteggiare” l’Iraq, di comune accordo con gli Stati Uniti, con il fine di contrastare la crescente influenza dell’Iran, considerato il principale nemico in Medio Oriente sia da Riad sia da Washington. Da parte sua, l’Iraq mira ad ottenere vantaggi economici dai maggiori rapporti con il Regno saudita.

La ripresa delle relazioni diplomatiche tra Baghdad e Riad è da far risalire al mese di dicembre 2015, dopo un’interruzione durata circa 25 anni, seguita all’invasione irachena in Kuwait del 1990.  L’istituzione del Consiglio di Coordinazione congiunto saudita-iracheno, invece, risale al mese di ottobre 2017, pochi mesi prima della sconfitta militare dell’ISIS in Siria e in Iraq. In tale occasione, Riad e Baghdad si sono dette pronte a facilitare la ricostruzione delle aree devastate dai terroristi in Iraq. Non da ultimo, già nel mese di aprile 2019, dopo la riapertura del consolato saudita in Iraq, il Regno del Golfo si è impegnato a stanziare prestiti da 1.5 miliardi di dollari e, dopo un mese, sono stati siglati 13 accordi in diversi ambiti, dall’energia all’istruzione.

Già il 10 novembre 2020, nel corso di un meeting in videoconferenza tra il premier iracheno e il principe ereditario saudita, il Regno aveva riferito che avrebbe continuato a sostenere gli sforzi profusi dall’Iraq all’interno della coalizione internazionale anti-ISIS, a guida statunitense. Un altro punto al centro delle discussioni ha poi riguardato il piano volto alla creazione di un’area di libero scambio e la riapertura del valico di frontiera di Arar, chiuso da circa 29 anni. Si tratta di un attraversamento situato nella provincia irachena di Anbar, nell’ovest del Paese, completamente chiuso dopo la prima guerra del Golfo del 1991, e riaperto il 18 novembre 2020.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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