Botswana e Zambia inaugurano un ponte transfrontaliero

Pubblicato il 12 maggio 2021 alle 7:35 in Botswana Zambia

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Il Botswana e lo Zambia hanno inaugurato l’apertura di un ponte stradale e ferroviario che collega i due Paesi. La notizia segna la conclusione di un progetto multimilionario volto ad alleviare gli ingorghi ai valichi di frontiera e ad aumentare il commercio bilaterale.

Estendendosi per 923 metri ed elevandosi sopra al fiume Zambesi, il ponte curvo, denominato Kazungula, fornisce un percorso alternativo che i trasportatori di merci desideravano da tempo. “Ciò ridurrà i costi di fare business”, ha affermato, lunedì 10 maggio, il presidente dello Zambia, Edgar Lungu, durante la cerimonia di taglio del nastro, favorendo “un aumento del commercio e della competitività, la creazione di posti di lavoro, il turismo e altri effetti positivi a catena”.

Da parte sua, il presidente del Botswana, Mokgweetsi Masisi, ha dichiarato che il ponte “aprirà strade per un commercio migliore”. Masisi ha poi sottolineato che il suo Paese considera lo Zambia un partner strategico chiave nello sviluppo della regione, specificando che il progetto simboleggia la continua crescita delle relazioni reciproche.

La costruzione del progetto, dal valore di 259 milioni di dollari, è iniziata nel dicembre 2014. L’opera è cofinanziata dalla Banca africana di sviluppo (AfDB), dalla Japan International Cooperation Agency (JICA), dai governi regionali e da altre sovvenzioni. La Namibia e lo Zimbabwe hanno aderito al consorzio nel 2018. Il ponte faciliterà il commercio regionale delle merci consentendo ai mezzi di trasporto di aggirare il valico di frontiera di Beitbridge, tra Zimbabwe e Sudafrica, perennemente trafficato. In quel punto, i veicoli che trascorrono ore, e talvolta giorni, in coda per attraversare il confine.

Alla cerimonia di inaugurazione del ponte Kazungula ha preso parte anche l’attuale presidente dell’Unione africana (UA), nonchè capo di Stato della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi. Lo Zambia e la RDC stanno installando un’opera simile al loro confine. Tra gli altri presenti, c’erano il presidente della Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale, il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, e il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa.

Lo Zambia è un Paese dell’Africa meridionale senza alcuno sbocco al mare, con una popolazione di 16,59 milioni di abitanti, secondo le stime della World Bank. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito, il 24 ottobre 1964, la nazione è riuscita a compiere una transizione democratica relativamente pacifica, tanto che il primo presidente, Kenneth Juanda, giocò un ruolo chiave nei rapporti diplomatici regionali, cooperando con gli Stati Uniti per cercare di porre fine a conflitti negli Stati vicini, come Zimbabwe, Angola e Namibia. Non a caso, in occasione della visita ufficiale dell’ambasciatore dello Zambia negli Stati Uniti, Ngosa Simbyakula, presso la Casa Bianca, il 29 novembre 2017, il presidente Donald Trump ha lodato il Paese per essere un modello di democrazia per l’interno continente africano. Negli ultimi 10 anni, lo Zambia ha effettuato una rapida crescita economica, affermandosi come secondo produttore di rame, dopo la Repubblica Democratica del Congo. Nonostante ciò, gli ingenti investimenti cinesi nell’area non sono riusciti a migliorare la vita dei cittadini zambiani, 2/3 dei quali vivono ancora al di sotto della soglia di povertà. Secondo le Nazioni Unite, lo Zambia presenta uno dei tassi di crescita della popolazione più alto al mondo, che, date le condizioni precarie dei cittadini e dati i crescenti arrivi di rifugiati dalla repubblica Demografica del Congo, rischia di andare incontro ad una crisi umanitaria.

Il Botswana, invece, uno dei Paesi più stabili dell’Africa, è la democrazia multipartitica continua più lunga del continente. Secondo il Country Profile della BBC, è una nazione dove la corruzione è relativamente limitata e i diritti umani sono in gran parte tutelati. Con una popolazione di circa 2.304 milioni di abitanti, il Botswana possiede al suo interno alcune delle più grandi aree selvagge dell’Africa e il turismo, basato su safari strettamente controllati e spesso esclusivi, è un’importante fonte di reddito per il Paese. Lo Stato dell’Africa meridionale è il più grande produttore mondiale di diamanti e il commercio lo ha trasformato in una nazione a reddito medio.

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Chiara Gentili

di Redazione