Yemen: la coalizione continua a respingere gli attacchi degli Houthi

Pubblicato il 11 maggio 2021 alle 10:32 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione a guida saudita, impegnata nel conflitto yemenita a sostegno delle forze filogovernative, ha dichiarato di aver distrutto un’imbarcazione carica di trappole esplosive nel Sud del Mar Rosso, oltre a un drone lanciato in direzione dell’aeroporto internazionale di Abha, nel Sud dell’Arabia Saudita.

L’annuncio è giunto nella sera del 10 maggio, quando il portavoce della coalizione, il colonello Turki al-Maliki, ha riferito che un drone esplosivo, lanciato dalle milizie Houthi, è stato intercettato e abbattuto prima che questo colpisse l’obiettivo prestabilito, l’aeroporto internazionale di Abha, attraversato ogni giorno da migliaia di civili, sia locali sia stranieri. Come conseguenza dell’operazione, ha specificato il portavoce, alcune schegge sono cadute all’interno dell’area dell’aeroporto, senza, però, causare vittime o danni materiali, ad eccezione di alcune navette per passeggeri, i cui vetri sono stati distrutti.

Parallelamente, la coalizione ha riferito, nella medesima giornata del 10 maggio, di aver sventato un imminente attacco “ostile” da perpetrarsi per mezzo di una nave con trappole esplosive, ormeggiata nel Mar Rosso meridionale, confermando in un comunicato la sua distruzione. A detta delle forze guidate da Riad, gli episodi dimostrano come le milizie ribelli continuino a colpire in modo sistematico oggetti e soggetti civili, oltre a minare la sicurezza delle rotte di navigazione internazionali. Per al-Maliki, gli Houthi starebbero utilizzando l’accordo di Stoccolma, siglato il 13 dicembre 2018, come copertura per lanciare attacchi dal governatorato occidentale di Hodeidah. Da parte sua, la coalizione si è detta determinata a contrastare gli attentati terroristici dei ribelli, attraverso misure rigorose, mentre i responsabili saranno portati davanti alla giustizia, così come previsto dal Diritto internazionale umanitario.

È dall’intervento della coalizione internazionale in Yemen, del 26 marzo 2015, che i territori sauditi sono stati considerati dagli Houthi un obiettivo legittimo da colpire. Tuttavia, nelle ultime settimane, gli attacchi si sono particolarmente intensificati, in concomitanza con la ripresa di una violenta offensiva presso Ma’rib, un governatorato yemenita, situato a circa 120 km a Est di Sana’a, ricco di risorse petrolifere, che consentirebbe ai ribelli di completare i propri piani nel Nord dello Yemen.

Le azioni del gruppo sciita continuano ad essere condannate a livello interazionale. A tal proposito, il segretario generale dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), Yousef bin Ahmad Al-Othaimeen, ha ribadito il sostegno della propria organizzazione alle misure adottate da Riad per garantire sicurezza e stabilità. Parallelamente, il Ministero degli Esteri del Bahrein ha definito il lancio del drone contro Abha un “atto terroristico codardo” che, oltre a minare la sicurezza dei cittadini, rappresenta una violazione delle norme internazionali. Dichiarazioni simili sono giunte anche dagli Emirati Arabi Uniti (UAE), i quali hanno messo in guardia da una “pericolosa escalation” e dalle minacce alla sicurezza, all’approvvigionamento energetico e alla stabilità economica sia del Regno saudita sia a livello globale. Motivo per cui, la comunità internazionale è stata esortata a prendere una posizione immediata e risoluta contro le operazioni che colpiscono installazioni vitali. Abu Dhabi, da parte sua, si è anch’essa detta a fianco dell’Arabia Saudita, evidenziando come la sicurezza dei due Paesi del Golfo sia indivisibile.

Nel corso del 2020 sono state decine gli attacchi denunciati dall’Arabia Saudita che hanno interessato strutture vitali, di tipo sia economico sia militare, tra cui le infrastrutture petrolifere appartenenti alla Aramco Oil Company e l’aeroporto internazionale di Abha, considerato l’obiettivo più vicino al confine con lo Yemen. Gli Houthi si sono detti determinati a colpire il Regno fino a quando non si porrà fine al perdurante assedio in Yemen. In tale quadro, alcuni analisti hanno evidenziato che, diversamente dagli anni precedenti, quando gli Houthi facevano uso prevalentemente di missili balistici, nell’ultimo anno le milizie sciite sembrano aver impiegato maggiormente droni e imbarcazioni cariche di trappole esplosive. Si tratta di armi definite “qualitative”, che hanno consentito ai ribelli di effettuare operazioni a sorpresa nei porti sauditi, tra cui Jizan e Gedda.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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