Venezuela: Guaido propone un “Accordo di Salvezza Nazionale”

Pubblicato il 11 maggio 2021 alle 20:31 in America Latina Venezuela

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In Venezuela, il leader dell’opposizione, Juan Guaido, ha chiesto, martedì 11 maggio, una revoca progressiva delle sanzioni statunitensi contro il Paese sudamericano per incentivare il governo del presidente Nicolas Maduro a raggiungere un accordo con i partiti rivali. In un video pubblicato sul suo account Twitter, Guaido ha proposto l’avvio di negoziati con Maduro, attraverso la mediazione di altri Paesi internazionali, volti a superare la crisi in Venezuela e a preparare le prossime elezioni generali.

Le negoziazioni farebbero parte di un’iniziativa, chiamata Accordo di Salvezza Nazionale, finalizzata non solo a tenere elezioni presidenziali, parlamentari, regionali e municipali con l’osservazione e il sostegno internazionale, ma anche a favorire l’ingresso “massiccio” nel Paese di aiuti umanitari e vaccini contro il COVID-19. Allo stesso modo, Guaido cerca di ottenere “garanzie democratiche” per tutti gli attori politici, con meccanismi che comprendono la re-instituzionalizzazione del Venezuela, il rilascio dei prigionieri politici e il ritorno degli esiliati, a condizione che la comunità internazionale si impegni a supportare la ripresa del Venezuela e a offrire “incentivi” al governo venezuelano, compresa la progressiva revoca delle sanzioni, subordinata al rispetto degli obiettivi fondamentali dell’Accordo.

Guaido ha poi ribadito sul suo account Twitter che “il Venezuela sta vivendo la peggiore crisi della sua storia” e ha specificato di aver tenuto colloqui con gli Stati Uniti e con la comunità internazionale al riguardo. “Sostengono un processo di negoziazione globale che ci permetta di raggiungere una soluzione”, ha affermato il leader dell’opposizione venezuelana, senza fornire ulteriori dettagli sugli incontri. “Stiamo utilizzando tutti i meccanismi e le capacità che dipendono da noi, ma dobbiamo ancora raggiungere l’obiettivo fondamentale: recuperare la nostra democrazia. Non c’è nessun accordo o negoziato oggi che stabilisca ciò. Il Venezuela ha bisogno di un Accordo di Salvezza Nazionale”, ha aggiunto.

Se prima la guida del Parlamento nazionale era nelle mani dell’opposizione, dalle elezioni dello scorso 6 dicembre, il Grande Polo Patriottico, la coalizione di partiti che sostiene il presidente Maduro, ha guadagnato la maggioranza parlamentare con il 67,6% dei voti, mentre Alleanza Democratica, che riunisce i cosiddetti “oppositori dissidenti” ha ottenuto il 17,95% delle preferenze. A tale tornata elettorale non si è però presentata l’opposizione guidata da Guaido, che ha deciso di boicottare il voto. Quest’ultima sostiene che l’astensione alle ultime elezioni parlamentari venezuelane sia stata superiore all’80%, mentre il governo afferma che tale dato si è attestato al 69%. Le votazioni non sono state riconosciute da più Paesi latino-americani, dagli USA e dall’UE. Washington ha anche imposto sanzioni contro due individui e un’azienda per aver contribuito a quelle che sono state definite “le elezioni fraudolente” del 6 dicembre scorso.

Il 7 gennaio, l’Unione Europea ha deciso di ritirare il riconoscimento di Guaidó come presidente ad interim del Paese, citando la mancanza delle basi istituzionali per sostenenrlo dopo lo scioglimento dell’Assemblea nazionale. Da quel momento, Bruxelles riconosce la leadership del venezuelano solo come membro di spicco dell’opposizione. Lo ha comunicato l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, in una breve dichiarazione, pubblicata circa 4 mesi fa, in cui ha evitato di nominare Guaido “presidente ad interim” o “presidente dell’Assemblea nazionale”, il trattamento abituale che gli era stato riservato dalla stragrande maggioranza degli Stati dell’UE, ma la cui legittimità derivava dalla sua posizione di presidente del precedente Parlamento. La posizione da assumere riguardo a Guaido è sempre stata un grattacapo per le istituzioni europee. Così, mentre il Parlamento europeo è stato il primo a riconoscere l’oppositore come presidente ad interim nel 2019, il Consiglio europeo non è stato in grado di stabilire una posizione unanime, a causa della riluttanza di Paesi come Italia e Grecia, e nelle sue dichiarazioni ufficiali si riferiva a lui come presidente dell’Assemblea nazionale.

Per quanto riguarda la posizione della nuova amministrazione americana nei confronti del Venezuela, il 20 gennaio, a poche ore dall’inaugurazione della nuova presidenza di Joe Biden, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha pubblicato un nuovo elenco di misure restrittive contro il Paese. Le sanzioni sono state duramente criticate da Caracas. “Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela condanna di fronte a tutta la comunità internazionale una nuova e disperata aggressione contro il popolo venezuelano da parte dell’amministrazione uscente del presidente Donald Trump”, ha riferito il Ministero degli Esteri venezuelano in un comunicato ufficiale il 21 gennaio. Le misure vanno a interessare nel complesso 3 individui, 14 entità tra pubbliche e private e 6 imbarcazioni per i “loro legami ad una rete che tenta di sottrarsi alle sanzioni degli Stati Uniti sul settore petrolifero venezuelano”.

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Chiara Gentili

di Redazione