Libia: Richard Norland da ambasciatore a inviato speciale degli USA

Pubblicato il 11 maggio 2021 alle 15:29 in Libia USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato degli USA ha annunciato, il 10 maggio, di aver conferito al proprio ambasciatore in Libia, Richard Norland, il mandato aggiuntivo di inviato speciale di Washington nel Paese Nord-africano.

Norland, è stato specificato, guiderà gli sforzi diplomatici profusi dagli Stati Uniti, congiuntamente alle Nazioni Unite, per promuovere una soluzione politica, negoziata, inclusiva e intra-libica alla crisi in Libia. La nuova nomina si inserisce in uno scenario che vede il Paese Nord-africano impegnato ad avanzare verso la transizione democratica auspicata, percorrendo un cammino che si prevede culminerà con le elezioni presidenziali e legislative in programma per il 24 dicembre 2021. Come affermato dal Dipartimento statunitense, la decisione degli USA di conferire un ulteriore mandato all’ambasciatore Norland sta ad indicare la volontà di Washington di incoraggiare il processo politico libico attraverso canali diplomatici.

A tal proposito, gli Stati Uniti si sono impegnati a collaborare con i propri alleati per far sì che la Libia prosegua secondo il percorso prestabilito e vengano allontanate forze e mercenari stranieri, così come previsto dall’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020. Inoltre, lo stesso Norland lavorerà a stretto contatto con i colleghi di varie agenzie di Washington, della società civile e dei partner attivi in ambito umanitario, al fine di rafforzare il ruolo degli Stati Uniti a sostegno del popolo libico, nella ricerca di pace, sicurezza e prosperità a lungo termine. Compito di Norland sarà altresì tenere costantemente informato il Congresso sugli sforzi profusi.

L’inviato degli USA in Libia è stato definito un “diplomatico di lunga data”. Prima di entrare nel servizio diplomatico nel 1980, Norland ha lavorato come analista legislativo presso la Camera dei rappresentanti dell’Iowa, per poi assumere incarichi all’interno delle missioni diplomatiche in Uzbekistan, Afghanistan, Lettonia, Irlanda, Georgia, Norvegia e Bahrein. L’ambasciatore ha ricevuto il mandato a capo della missione diplomatica statunitense in Libia, nell’ufficio esterno situato a Tunisi, il primo agosto 2019, circa quattro mesi dopo che l’esercito di Khalifa Haftar, l’Esercito Nazionale Libico (LNA), aveva iniziato un’offensiva per il controllo della capitale Tripoli.

Secondo alcuni analisti, la nomina di Norland era volta a colmare il vuoto lasciato dall’amministrazione dell’ex presidente USA, Donald Trump, che, prima di allora, sembrava non prestare particolare attenzione al dossier libico. Parallelamente, la posizione di Washington in Libia è divenuta più chiara solo dopo l’entrata in campo di Norland. Si tratta, a detta degli analisti, di una posizione in linea con le indicazioni del predecessore di Trump, Barack Obama, il quale “scommetteva sugli islamisti e simpatizzava con milizie e gruppi armati”.

Come evidenziato dal quotidiano al-Wasat, il mandato di Norland in Libia ha coinciso con un periodo caratterizzato da trasformazioni significative per il Paese Nord-africano, dall’accordo di cessate il fuoco siglato il 23 ottobre 2020 dal Comitato militare congiunto 5+5 alle elezioni del 5 febbraio scorso all’interno del Forum di dialogo politico, che hanno portato alla successiva nomina di due nuovi organismi esecutivi ad interim, il Governo di Unità Nazionale (GNU), guidato da Abdul Hamid Dbeibah, e il Consiglio presidenziale, con a capo Mohamed al-Menfi. In realtà, sottolineano alcuni, Norland, prima del 10 maggio, stava già espletando i compiti di un inviato speciale in modo informale, viaggiando tra Tunisi, Il Cairo, Ankara e Ginevra, a tal punto da essere definito un “secondo ministro degli Esteri statunitense”, a cui è stato assegnato il compito di occuparsi a tempo pieno di Libia. Ad ogni modo, la sua nomina ufficiale riflette il desiderio di Washington di rafforzare il suo ruolo nell’arena libica anche in futuro.

La Libia è stata teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare la transizione democratica auspicata. Prima della tregua annunciata il 21 agosto 2020, ad affrontarsi sul campo vi sono state le forze affiliate al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), e quelle dell’LNA, guidate dall’uomo forte di Tobruk, Haftar. Il GNA ha rappresentato il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia sin dalla sua nascita, avvenuta il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, poi scaduti il 17 dicembre 2017. Il governo tripolino è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Dall’altro lato, l’esercito di Haftar ha ricevuto il sostegno di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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