Poliziotto francese ucciso in operazione antidroga: arrestati due sospettati

Pubblicato il 10 maggio 2021 alle 9:33 in Europa Francia

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Due persone, sospettate di aver ucciso un agente di polizia durante una sparatoria nel Sud della Francia, ad Avignone, il 5 maggio, sono stati arrestati in una località a circa 20 chilometri dalla città. Durante l’operazione, effettuata domenica 9 maggio, sarebbero stati scovati l’assassino e un suo complice. L’arresto è avvenuto poche ore dopo una cerimonia, in onore dell’ufficiale caduto, presso il commissariato di polizia di Avignone. All’evento hanno partecipato centinaia di persone. Il primo ministro, Jean Castex, e il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, dovrebbero prendere parte, martedì 11 maggio, ad un’altra commemorazione della vittima. “Questo crimine non rimarrà impunito”, ha dichiarato Darmanin dopo la notizia degli arresti, congratulandosi con la polizia. 

Eric Masson, 36 anni e padre di due figli, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco, durante un’operazione antidroga, mentre indagava sulle attività criminali in un noto sito di spaccio della città. La morte dell’agente ha riacceso il dibattito sulle responsabilità del presidente francese, Emmanuel Macron, nella lotta alla criminalità. I sondaggi nazionali mostrano che i crimini violenti sono tra le principali preoccupazioni degli elettori, insieme agli attacchi terroristici e all’immigrazione. Il Paese si prepara ad andare al voto, l’anno prossimo, e Macron dovrebbe cercare di ottenere un secondo mandato. Un sondaggio di Elabe, il mese scorso, ha rilevato che il 65% degli elettori non si ritiene soddisfatto dei risultati del presidente in relazione al mantenimento dell’ordine pubblico.

Oltre all’omicidio di Masson, l’operazione antidroga del 5 maggio ad Avignone ha lasciato alcuni agenti feriti. L’ufficiale del sindacato di polizia, Vincent Dath, ha fin da subito escluso un movente terroristico e ha dichiarato che si tratterebbe, in realtà, solo di motivi legati allo spaccio. “Ci sembra un affare di droga, non un attacco terroristico”, ha riferito Dath all’agenzia di stampa Reuters poco dopo l’episodio. 

La Francia, tuttavia, ha subito negli ultimi anni una lunga serie di attacchi mortali da parte di militanti islamisti contro agenti di polizia. Nel più recente, avvenuto il 23 aprile, una poliziotta di 49 anni è stata accoltellata nei pressi del commissariato di Rambouillet, una cittadina situata a Sud-Ovest di Parigi. L’assalitore, di nazionalità tunisina, è morto poco dopo per via dei colpi di arma da fuoco sparati, in seguito all’aggressione, dagli altri agenti presenti sul luogo.  L’assassino ha urlato “Allahu Akbar” prima di scagliarsi sulla vittima. Il presidente Macron ha descritto l’episodio come un “attentato terroristico”. 

Poco prima, tra settembre e ottobre 2020, il Paese era stato teatro di una significativa ondata di attacchi armati di matrice islamista, quattro nel giro di poche settimane. Il 25 settembre, un uomo, un 18enne di origine pakistana arrivato in Francia tre anni prima, aveva accoltellato due persone fuori dagli ex uffici della rivista Charlie Hebdo. Il 16 ottobre, un insegnante francese, Samuel Paty, era stato decapitato in pieno giorno davanti a una scuola in un comune francese a Nord di Parigi per aver mostrato ai suoi studenti le vignette del Profeta durante un corso sulla libertà di espressione. Il 29 ottobre c’era stato un attacco nella chiesa di Nizza, dove il tunisino Brahim Aoussaoui aveva ucciso 3 persone. Solo due giorni dopo, il 31 ottobre, un uomo aveva sparato contro un prete greco ortodosso a Lione. Il sacerdote, Nikolaos Kakavelaki, 52 anni, stava chiudendo la sua chiesa quando è stato colpito a bruciapelo da alcuni colpi di arma da fuoco. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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