Myanmar: il governo di unità nazionale designato “gruppo terroristico”

Pubblicato il 10 maggio 2021 alle 11:14 in Asia Myanmar

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La giunta militare al potere in Myanmar dal primo febbraio scorso ha designato il governo di unità nazionale (GNU) del Myanmar, nato lo scorso 16 aprile, e il suo corpo armato, le forze di difesa del popolo, come “gruppo terroristico”, l’8 maggio.

Tale annuncio è stato dato dalla televisione di Stato, chiarendo che la decisione è frutto della partecipazione del GNU al movimento di disobbedienza civile in corso nel Paese. Nella comunicazione è stato anche aggiunto che, tra i gruppi terroristici individuati, c’è il Comitato di rappresentanza dell’Assemblea dell’Unione, ovvero del Parlamento bicamerale del Myanmar. Quest’ultimo è stato formato il 5 febbraio scorso dai membri dell’esecutivo deposti dall’Esercito e ha poi lanciato l’iniziativa per la formazione del GNU. Prima della sua designazione come gruppo terroristico era già stato dichiarato illegale.

La giunta militare ha così chiesto alla popolazione di non aiutare o sostenere alcuno tra i gruppi terroristici individuati. Inoltre, in base alla legge birmana per la lotta al terrorismo, chiunque parli con i terroristi designati, compresi i giornalisti, potrebbe ricevere accuse di terrorismo che prevedono pene che vanno dai tre anni di reclusione all’ergastolo.

Il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste contro la giunta militare in corso in Myanmar e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito un governo di unità nazionale. L’organo è stato poi dichiarato illegale dall’Esercito il 20 aprile ma i suoi componenti hanno continuato a chiedere che esso venga riconosciuto come l’esecutivo legittimo del Myanmar. Lo scopo annunciato dal governo di unità nazionale è quello di sbarazzarsi dell’ordine militare, ripristinare la democrazia e istituire un’unione federale democratica.  Il 5 maggio scorso, il GNU ha annunciato di aver formato un proprio corpo armato, la Forza di difesa del popolo, per proteggere i propri sostenitori dagli attacchi e dalle violenze militari, promossi dalla giunta militare al potere.

La formazione del GNU e della sua forza armata si inseriscono in un contesto di instabilità che ha caratterizzato il Paese a partire dal primo febbraio scorso. In tale data, L’Esercito del Myanmar ha preso il potere e ha arrestato la leader Aung San Suu Kyi e altre figure di primo piano del governo civile fino a quel momento al governo, tra i quali il presidente Win Myint. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono stati trasferiti al comandante in capo delle forze armate, il generale Min Aung Hlaing, mentre il generale Myint Swe è stato nominato presidente ad interim del Paese. L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali che avrebbero caratterizzato le elezioni dello scorso 8 novembre, i cui esiti avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega Nazionale per la Democrazia (NDL), il partito fino a quel momento al governo con a capo Aung San Suu Kyi. 

Da tale evento in poi il Myanmar ha assisto a sconvolgimenti interni su più fronti. Da un lato, dal 6 febbraio, sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, con il quale molti dipendenti pubblici hanno lasciato il proprio impiego, sia proteste della popolazione che l’Esercito ha represso con la violenza e che, ad oggi, avrebbero causato oltre 700 morti, secondo quanto riferito dall’associazione locale nota come Assistance Association for Political Prisoners. Le stime fornite dalla giunta militare al potere sarebbero inferiori e, al 15 aprile, erano di 248 morti. Dall’altro lato, oltre agli scontri con i manifestanti, l’Esercito avrebbe ripreso a combattere contro alcuni gruppi di ribelli appartenenti a diverse etnie che, per anni, hanno lottato contro il governo centrale per ottenere maggiore autonomia. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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