Libia: il nuovo governo non trascura il Sud

Pubblicato il 10 maggio 2021 alle 15:07 in Africa Libia

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Diversamente dagli esecutivi precedenti, il governo di unità nazionale libico, guidato dal premier Abdul Hamid Dbeibah, sembra aver rivolto l’attenzione anche verso la regione meridionale del Fezzan. A testimoniarlo, gli incontri degli ultimi giorni.

Il Fezzan è una regione della Libia meridionale, situata nel cuore del deserto del Sahara. Stando a quanto riportato dal quotidiano al-Arab, nonostante la sua rilevanza, in quanto anello di congiunzione tra la Libia e i Paesi dell’Africa Subsahariana e residenza di diverse tribù libiche, la regione è stata spesso ignorata nel corso degli anni dai governi succedutisi nel Paese Nord-africano, ma ora la squadra di Dbeibah starebbe provando ad adempiere a pieno alla propria missione volgendo lo sguardo anche verso il Sud libico, considerate altresì le crescenti preoccupazioni derivanti dall’instabilità del vicino Ciad.

In tale quadro, uno dei due vicecapi del Consiglio presidenziale, Musa al-Koni, e la ministra degli Esteri, Najla al-Mangoush, il 9 maggio, si sono recati a Ghat, città del Fezzan posta vicino al confine con l’Algeria, dove hanno tenuto incontri con alcuni leader militari e della sicurezza locali. Le parti hanno discusso principalmente dell’unificazione dell’apparato militare libico e delle modalità per garantire la sicurezza dei confini meridionali libici.

Da un lato, al-Koni, come dichiarato sul proprio account Twitter, ha riferito che unificare l’establishment militare in Libia rappresenta una delle priorità delle autorità libiche, in quanto ritenuto essere un passo fondamentale per garantire l’unità e la sovranità dei territori libici e organizzare elezioni presidenziali e legislative per la data prevista, il 24 dicembre prossimo. Motivo per cui, l’incontro del 9 maggio ha assunto particolare importanza. Inoltre, è stato lo stesso al-Koni ad affermare che è giunto il momento di rendere giustizia alla popolazione del Fezzan attraverso “gratitudine, riverenza e impegno”.

Dall’altro lato, la ministra al-Mangoush ha effettuato una visita presso el-Gatrun, giungendo fino al valico di al-Tum all’estremo Sud, al confine con il Niger, in una mossa definita “unica” per un funzionario del governo libico. Al-Mangoush ha incontrato diversi funzionari locali e membri del Consiglio municipale, oltre a notabili e attiviste, che hanno accolto con favore la visita della ministra, la prima ad essersi recata a el-Gatrun dal 1969. Il capo della diplomazia libica si è impegnato a riferire al Consiglio dei ministri il quadro della situazione della regione e le problematiche discusse nel corso dei colloqui.

Inoltre, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a margine della sua visita nel Fezzan, al-Mangoush ha rivolto l’attenzione verso un’altra questione ancora irrisolta, la presenza di forze e mercenari stranieri in Libia. Questi, è stato ribadito, devono abbandonare tutte le regioni del Paese e, per fare ciò, è stato richiesto l’impegno della comunità internazionale e dei Paesi vicini, attraverso un calendario specifico, le cui scadenze si prevede verranno monitorate dal Comitato militare congiunto 5+5 e dalle Nazioni Unite. Inoltre, è stata la stessa ministra a evidenziare come la situazione in Libia non sia la stessa di dieci anni fa, il che richiede meccanismi a livello regionale per far fronte a fenomeni quali migrazione, contrabbando e tratta di esseri umani. A tal proposito, al-Mangoush ha affermato che i libici “non fungeranno da guardiani dei confini dell’Europa” e la Libia non può essere un punto di transito per sofferenza e persecuzione contro i “fratelli africani”. A ragione di ciò, i Paesi europei sono stati invitati a rispettare gli accordi firmati con la Libia, del valore di circa mezzo miliardo di dollari, cifra stanziata per salvaguardare i confini.

Ancor prima di ottenere la fiducia del Parlamento, Dbeibah aveva affermato che il Sud libico sarebbe stato tra le priorità del proprio governo, soprattutto per alcuni settori quali sanità, infrastrutture e installazioni petrolifere. A tal proposito, il Ministero del petrolio e del gas si è impegnato a costruire una raffineria nella regione meridionale e ad assumere giovani laureati. Ad oggi, il governo di unità nazionale continua a lavorare per garantire lo svolgimento delle elezioni del 24 dicembre, affrontando questioni in materia di sicurezza e riconciliazione nazionale. Come evidenziato da al-Arab, nonostante siano diversi i nodi da sciogliere, l’esecutivo non ha mancato di prestare attenzione al Fezzan. Si pensa che ciò sia dovuto anche alla morte, annunciata il 20 aprile, del presidente del Ciad, Idriss Déby, la cui perdita fa temere instabilità non solo all’interno del Paese africano, ma anche per gli altri Stati confinanti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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