Cina e Indonesia conducono un’esercitazione navale congiunta

Pubblicato il 10 maggio 2021 alle 9:43 in Cina Indonesia

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Le Marine militari cinese e indonesiana hanno organizzato un’esercitazione militare navale congiunta intorno alle 09:30, ora locale, dell’8 maggio, nelle acque di fronte alla capitale indonesiana, Jakarta. In particolare, la notizia dell’esercitazione è stata diffusa dal comando meridionale dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) della Cina, il 9 maggio, il quale ha specificato che l’operazione rientrasse nel programma di esercitazioni annuali iniziato nel mese di aprile.

Tra le operazioni effettuate l’8 maggio vi sono stati esercizi di comunicazione e formazione, di ricerca e salvataggio e attività di inquadramento. Per condurre l’esercitazione, l’EPL ha schierato le fregate lanciamissili Liuzhou e la Suqian, mentre, l’Indonesia ha impiegato la fregata KRI Usman Harun e la nave da attacco veloce missilistica lanciamissili KRI Halasan. Il comando delle operazioni è stato preso a turni dalle navi di entrambe le parti.

Prima di iniziare l’esercitazione dell’8 maggio, la flotta cinese ha osservato un momento di raccolta in memoria delle 53 vittime dell’incidente che lo scorso 21 aprile ha coinvolto il customarily della Marina militare indonesiana KRI Nanggala-402. A conclusione dell’esercitazione, la parte cinese ha affermato che, attraverso le operazioni dell’8 maggio, le due forze navali hanno migliorato le capacità di coordinamento, promosso scambi specializzati e aumentato la cooperazione e la fiducia reciproca. Per la Cina, le parti hanno dimostrato come preservare la pace e la stabilità regionali e hanno promosso azioni concrete per costruire una comunità marittima dal futuro condiviso. La Marina dell’EPL ha iniziato il proprio programma di esercitazioni navali annuale ad aprile e tra le sue ultime attività vi è stata l’esercitazione nel Mar cinese Meridionale della prima portaerei interamente realizzata in Cina Shandong, il 2 maggio scorso.

L’esercitazione congiunta sino-indonesiana è arrivata ad una settimana di distanza dall’annuncio di Pechino in base al quale la Cina avrebbe inviato tre navi da soccorso per la ricerca del sottomarino indonesiano affondato, una tra le quali equipaggiata di sommergibili in grado di scendere fino ad una profondità di 10.000 metri. Tale occasione è stata la prima volta in cui la Cina si è unita ad una missione internazionale di tale tipo.

Secondo quanto affermato da South China Morning Post, alcuni osservatori avrebbero affermato che tale partecipazione avrebbe fornito un’importante esperienza alla Cina, le cui intenzioni sarebbero state percepite con sospetto da alcuni, sia in Indonesia, sia in occidente. Nonostante Jakarta e Pechino abbiano spesso annunciato la necessità di maggiorie cooperazione a livello militare, le due hanno una disputa aperta riguardante le acque nei pressi delle isole Natuna, situate nel Mar Cinese Meridionale tra la penisola di Malacca e il Borneo.

Sebbene l’Indonesia non si consideri uno tra i Paesi coinvolti nelle dispute di sovranità sul Mar Cinese Meridionale, la Cina vi rivendica un’area che si sovrappone alla zona economica esclusiva indonesiana proprio intorno alle isole Natuna. Per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici, nello specifico da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi coinvolti nelle dispute. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.. In tali acque passano ricche rotte commerciali e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese


 

di Redazione

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